Giuseppe Daralla



POESIA: L’orgoglio è una vecchia bestia che rimurgina nella memoria. Esso rimane tale come principio. Una sciocchezza e un gioco della retorica o di una teoria. Eppur si sente. Tuona molte volte nel cuore degli onesti.

Un buon modo per cambiare il mondo è di arrendersi dall’idea di piacere a tutti se non a se stesso.

L ‘amarezza è un vecchio vino pregiato andato a male. Era di buon gusto.

L’orgoglio come principio, come testardaggine di un pensiero fisso dallo sconvolgimento interiore verso la malgrada infelicità per un impossibile ricerca di una stima o affermazione di sé. L’orgoglio come limite proprio di quest’ultimi nascondendosi sotto il fragile ed egocentrico velo pietoso. L’orgoglio come superbia, l’orgoglio come invidia, ,orgoglio come debolezza, orgoglio come generosita’,orgoglio come virtù, orgoglio come moralità. L’orgoglio come per chi possiede una semplice fierezza ,l’ambizione e soltanto il piacere e l’accettazione di come, così dicono:”sono così come sono”,”non voglio sapere”, “non so dove posso arrivare”, “se arrivo o meno ha poco importanza” ,essi sono colmi d’orgoglio per la loro mascherata e isolata tenacia.

L’infelicita’ per la mancanza di suscitare ammirazione per molti è la felicità di attrarre la curiosità altrui intorno a se’. Fare immergere con attrazione il mistero dell’infelice, suscitando compassione ,un senso di solitudine con un nichilismo assoluto degno di rispetto, lodi e adulazioni per il grande stratega.

Ciò che si pensa nell’immoralità lo si pensa uguale nella moralità, quel che cambia è solo il modo di ragionare, osservare e agire secondo l’attuale situazione ,e forse, nel primo caso agire è soltanto un pensiero con assenza di calore e forse ancora con l’assenza di Dio.

La crudeltà può essere un modo per cuocere chi vorresti trattenere e possedere tra le tue mani.

Anche fare del male è un modo di approccio con colui che desidereresti vorresti bene.

La vendetta non è proprio una cattiva cosa, può essere un modo per continuare a bussare le porte delle anime fatue. Cercare aiuto con riserva per farsi corteggiare e suscitare ammirazione. Uguale a chi abbonda di bontà ma con più gusto e con l’amarezza di un veleno svanito.

La bontà è una reazione positiva esteriore che vorrebbe mangiarti per colmare quel sapore amaro di una fanciulla tradita.

Donne e uomini che riescono a tenere molto stretti gli amanti, che sono capaci di guidarli e trattenerli è sintomo di una mascherata insicurezza che farà di tutto per perderli senza nemmeno il piacere del godimento ,il contrario della possessività che anche se poi fuggono alimento’ passione.

Lasciarsi guidare è solo un modo per accontentare chi è convinto che chi sa tenere il volante fa star bene al passeggero che gli sta suscitando paura immaginandosi un’ incidente mortale.

Essere cattivi, buoni o crudeli a volte è solo un modo per spronare coscienza, analizzare per giungere alla verità. Il contrario della fatua indifferenza.

Ci sono due tipi di indifferenza, l’indifferenza attiva e quella passiva, la prima si presenta con un atteggiamento rancoroso, viscido, crudele e perseverante, non vuol farsi sentire ma ascolta con la sottigliezza del muto che parla, si presenta con atteggiamenti poco degni di vitalità, gesticola nel suo ozio in continua fermentazione e cerca aiuto per suscitare ammirazione per la sua pochezza interiore morale, libera e spirituale. La seconda è delusa ,fatua e superficiale, cerca aiuto per compassione perche’ strutta dal suo cosciente e vaneggiante senso di inutulita’. Si rattrista e meschina e perfida rimurgina nel suo stomachevole senso di colpa, si rattrista ancora per una becera e arrogante sconfitta e da un infelice atteggiamento remoto mai abissato. È scaltra per sopravvivere ma è timorosa e pensierosa ,si ripudia nell’oblio può oscuro per tenersi la mano, farsi compagnia ,scegliere di vivere nell’isolata esistenza della superba indifferenza ,entrambi a suscitar terrore nella saggezza e nella conoscenza .

Einstain è un soggetto con un estrema razionalità capace di mettere a fine e svelare il pensiero del dubbio, non perché non esiste ma perché ci sono calcoli filosofici che al di sopra del nulla, al di sotto del freddo e allo zero assoluto si oppongono e si limitano all’infinita luce l’infinito calore, all’energia vitale che si oppone al buio, al freddo e alla morte che sono appunto limiti tra cui per le menti di fuoco valgono poco la pena di pensare per la loro viscida e calcolabile assenza.

L’orgoglio esprime fierezza , forte stima di se’, senso di vittoria, a volte arroganza e superiorità, prevalicazione altrui ,senso di dominio e superbia, onore e forte stima la dignità difende i sentimenti dalla sofferenza ,da una sconfitta e dal senso dell’umiliazione. Identifica il rispetto e il benessere interiore che si ha per se stessi e per gli altri. Difende la purezza dell’animo per renderci liberi e allontanarsi dalla felicità.

Dio creò l’intelligenza e la bestialità, la solitudine e il branco per far si che ognuno poi scegliesse il proprio posto.

Il principio segue sempre la via del temperamento ed ogni temperamento forma un principio per renderlo un recipiente per rifugiarsi dalla libertà .

Il principio nasce dall’accumolo di esperienze e ne limita alcune per intraprendere quelle che rendono felici o altre per una semplice abitudine con la convizione che può essere quella giusta.

Nell’uomo è innesso un principio in cui si crea in modo spontaneo e naturale per formare il suo habitat conforme per non rendersi schiavo ne’ di una retorica, né del suo istinto e nemmeno della libertà stessa ma soltanto del principio che ci accontenta, il principio di scegliere ciò che realmente ci rende liberi, nonostante l’obiettività, la relatività e di tutte le sfaccettate moralità.

Non esistono convinzioni, soltanto principi e piaceri, istinti e sentimenti.

La teoria è una maschera brutale per chi non percepisce il sentimento, anche per esso stesso, non riconoscendosi nel suo nobile cuore distruggendo se stesso per chi per i loro stomachevoli abissi hanno finto di saper conoscerti.

La giustizia è una quiete rivalsa giunta con pazienza e onestà salvaguardando la nobile e pura dignità, la vendetta una rivalsa giunta con qualsiasi mezzo con passione salvaguardando l’orgoglio e distruggendosi con la crudeltà. – 18/04/2017

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