Alessia Graziani

POESIA: CADDE RIVERSA

Cadde riversa,
in quello spiazzo,spoglio e crudo
qualche curioso a breve distanza,
che osservava e aspettava,
senza preoccuparsi d’intervenire.
Flebili rantoli portati via dal vento e accompagnati
dal primaverile cinguettio d’uccelli di passaggio.
L’ormai ovvia morte di una vita,
mezzo di svago,portata principale
di un regale pasto,
per una sempre più guarnita folla impaziente.
Tutto quel vociare confuso ed agitato
a malapena coperto dal ridondare
di campane a festa,
pallida coscienza ed ignoranza ben radicata,
risultato di un’esistenza in proprio. – 18/04/2017

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Franco PASTORE

POESIA: ATTENDENDO PRIMAVERA
Μέλλησις του ἔαρος,

Un’angoscia, trasparente come il timore,
mi strappa via come un filo d’erba
nella pioggia d’inverno.

Rimpiango l’incoscienza
della forza antica, senza lo sgomento
che s’accumula nella barca delle mani.
Come se avessi perso tutto,
mi sorprendo a fissare il nulla.

Le nostre radici son salvate qui,
in questa debole carne,
nella penombra del tempo,
che nulla concede dell’eternità.

Sotto un cielo che nasconde il sole,
non odo parole senza colore,
ma la voce del mare
che respira non lontano,
oltre le case della mia contrada.

– 18/04/2017

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cinzia corgiat

POESIA:
INCANTO

Ah, potessi anch’io come aladino il genio
strofinar la lampada per un desiderio,
penetrar nel suo cuore,

sentir il suo sguardo
sul mio viso affranto
come per magia, come per incanto…

condurlo a me per un amore pianto
volare insieme, sempre più in alto
elevando l’anima all’infinito amato

tra un pendio, una china ed un respiro mancato
come per magia, come per incanto…..

CINZIA
– 18/04/2017

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Marcello Delussu

POESIA: Io vorei partecipare

Io sono uno ignorante
Non so quello che si dovresse sapere
Non so parlare bene
So solo mangiare, lavorare, dormire.
Ma una cosa mi perseguita prima di andare a letto
Mi chiedo sempre un perché
Perché qui…
Perché li…
Perché cosa,
perché come,
(col ?, ovviamente)
Ma un ciorno lessi na cosa e la imparai a dire e scrivere bbene ammemoria :
eccovela :

Meraviglia è ciò che senti,
ciò che gusti,
ciò che vivi,
più di ciò che pensi di sentire,
più di ciò che pensi di vivere,
più di ciò che hai interpretato con gli occhi di un altro,
graffi, botte, delusioni sono loro le occasioni.

Dal giorno non lebbi più poesie
Le vissi
Perché io modestamente ne o tante occasioni…

– 18/04/2017

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Fabrizio Costagliola

POESIA: Dimenticare-
Arriverà il tempo, rimargineranno le ferite ormai ombre senza senso, finirà questa mattanza di sentimenti, patire ogni ricordo, la coscienza di fulgidi errori, maturerà l’essenza del mio tempo, pervaderà la luce e il fondo non più oscuro finalmente si svuoterà, sarà tutto cosciente calma, finalmente sotto le mie palpebre non più dolore, e potrò dimenticare. – 18/04/2017

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enrico squizzato

POESIA: Il mio presente è statico
e non riesco a parlarne
perchè non so capirlo
va tutto dove deve andare davvero?
se il sogno è rimasto indietro
nel tempo dove vivevo – 18/04/2017

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Umberto Marinello

POESIA: Noi stiamo con i Grandi

Noi stiamo con i Grandi
e non ci toccano le nuove
povertà, solitudini
atroci, indecorose
miserie. Adoriamo
idoli fasulli, stelle
di cartapesta, un calcio
strapagato, spudorata
offesa alla decenza.
Strumento laido, bruto
d’un potere strisciante.

Noi stiamo con i Grandi
e non ci turba la sorte
dell’umanità, le pance
gonfie, gli occhi sbarrati,
la pelle (ma se è nera!)
già incartapecorita
dei bimbi affamati,
non ci turbano i seni
rinsecchiti e vuoti
di donne ormai sfatte
(altro che le tette in tv,
mercanzia edonista
per un popolo guardone),
non ci turba il turismo
erotico, le bambine
vendute, violate, lese
per fame; i ragazzini
infilati nei meandri
bui delle miniere
o costretti a “rumare”
in olenti discariche
(ogni respiro un giorno
di vita in meno). Ma
noi stiamo con i Grandi
che portano aiuti
di facciata. I problemi?
Devono restare. Giusto
grazie a quei problemi
noi Grandi siamo Grandi.

Noi stiamo con i Grandi
e l’umana sofferenza
è realtà virtuale,
spettacolo lacrimoso
ma spettacolo: non ci va?
Ci basta cambiar canale!

– 18/04/2017

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Ernesto Musiari

POESIA: Solo Sette (tautogramma)

Se sapessi solo sette
Stelle sulla sera
Sarei salvato subito
Sostanzialmente sollevato
Spezzato senza soccombere
Se stessero sopra sfavillanti
Scoprirei stanze sepolte
Scoperte senza scavare
Sommerse senza spazio
Salvate senza svuotare
Se sapessi solo sette
Segreti su settanta
Sopravviverei senza sudare
Solleverei sassi sotterrati
Surperbi scheletri spolverati
Se sapessi solo sette
Segni sulle spiagge
Sarei sicuro seguendoli
Senza sosta
Senza sostanziali sicurezze
Se sapessi solo sette
Sotterranei silenziosi
Scapperei senza sconfinare
Sulle strade sprofondate
Su Spensierata supponenza
Se sapessi solo sette
Sogni Senza sorriso
Saprei spiegare soltanto
Senza spontanee spiegazioni
Solamente si sol sol sibemolle
Sette senza santi
Santi senza san
Separati spezzati
Stregonerie sprezzanti salvezza.
Sette sono soltanto
Spari sulle sentenze
Sputate senza sapere
Se soli siamo
Se soli saremo

– 18/04/2017

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