Marco Monaco



POESIA: GEMELLINI

Atto I
Il pettirosso vola
tra i fiocchi sospesi
e guarda in basso
verso i tre pupazzi di neve
che i gemellini
costruiscono
a loro immagine
piccoli delicati e gentili
e con una percentuale
di bontà molto più elevata
di quella dell’umanità

e quindi bei pupazzi di neve
i gemellini fabbricano
e respirano affaticati
perché è più un lavoro da grandi
ma modellano bene bene
a chi la testa a chi il corpo
con le sciarpette strette strette
e il nasino tutto rosso
ancora li guarda il pettirosso
e che succede? un’ombra nera
come di un cattivo lupo
pericolosa silenziosa
e un poco china
alle loro spalle s’avvicina

e vola il pettirosso
e fischia a più non posso
attenti attenti all’ombra-lupo
ma i gemellini dal campo bianco
non possono sentire
e intanto l’ombra-lupo
davvero s’avvicina
s’allunga minacciosa
tende gli artigli neri
e quando li sta per afferrare
i due si voltano di scatto
e come due grandi leoni
immobili impassibili
la scrutano la guardano
e l’ombra-lupo spaventata
fa per arretrare ma i bambini
con entrambe le manine
le stringono un po’ il braccio
e con molta gentilezza
sorridendo lievemente
la invitano a quel famosissimo
ballo.

Atto II
Il freddo mattino a primavera inoltrata
l’ape vola influenzata
gira intorno alle margherite congelate
sacchi di polline trasporta
rubati a forza dai fiori chini
zampetta nell’aria
evitando gli steli e i petali affilati
a dieci centimetri da terra
freddi mattini dopo misteriose notti
in cui i gemellini dormono
e l’altro bambino un po’ più grande
trema e quando è al limite
urla maaa maaa mamma vieni
disperato incerto di nuovo sconfitto
maaaa maaa mamma vieni

e l’ape raffreddata starnutisce
sulla ragnatela cristallo-argento
del ragno col cappotto
crea un varco spezza i fili per passare
e una scia di polverina d’oro
cade sulla brina ghiacciata
sulle foglioline con le spine
che un po’ scintillano
ai primi dolci raggi di sole
e il gemellino più a destra
triste rassegnato ma sicuro
si gira verso il muro
mentre quello al centro accoglie
il bambino grandicello nel suo letto stretto
consapevole poi di perdere le coperte
di sentire tanto freddo

ma l’ape sfinita troppo affaticata
sull’erba cade congelata
si fa d’ azzurro scricchiolante
le ali di cristallo e la fronte rosso-febbre
per qualche minuto gli ultimi movimenti
su di un letto di polline perduto per sempre
-ma di cosa hai paura?-
-del diavolo!-
-e dov’è?-
-dentro di me
mi fa voler male ai miei fratellini
ma io gli voglio bene e siamo una sola cosa
è come se fossi un cattivo lupo sa?
non un cattivo lupo vero però
un cattivo lupo buono.
– 15/01/2017

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