Claudio Martorana



POESIA: Notte, goliardico momento di scorribande giovanili o romantico rifugio di amori adolescenziali, notte compagna di stravaganze senili. Cosa sei per me notte? Perché sei diventata buio? Buio che vedono i mie occhi quando li stringo lottando contro i miei demoni; buio che mi avvolge quando le loro unghie lacerano la mia carne. Allora ritorno baco, ritraggo le ali che non ho mai avuto e mi richiudo nel mio bossolo. Qui il buio è naturale, in attesa di una nuova vita. Ma il dolore non mi da tregua, la mia anima urla per uscire da un corpo che non vuole essere più dimora. Stringo i denti, serro i pugni e le mie palpebre doloranti nascondano le mie pupille a quel buio così nero. Buio, ridiventa notte e riprendi i tuoi colori. I tuoi capelli accarezzano il mio viso, muovendosi delicatamente lungo le mie guance asciugano il mio dolore. Sento il tuo corpo lungo la mia schiena, le tue braccia che cingono con vigorosa delicatezza il mio petto. La tua pelle contro la mia trasmette una calda energia tramite umidi pori. Eccoti notte, sei ridiventata amore. Quell’amore che non sente dolore o incomprensione, l’amore che non vive di sesso ma si nutre di lui. Quell’amore che la luce del giorno mi ha sempre negato. Giorno, compagno di solitudine che ti beffi dei miei sentimenti; cosa hai in serbo per me quando mi lascerai? Buio o notte? – 26/02/2017

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