Filippo Salvatore Ganci



POESIA: Mi svegliai in un canto libero d’amore!

Scordai il mio canto nel ventricolo
la tempesta imprigionò raggi di sole
e l’ugola arsa divenne cenere fredda.

Chiusi nella mente ogni pensiero ardente
nel profondo dell’infinito senza bagliore
e assassinai il grido libero nella vasca.

Passarono le stagioni stanche e fredde
e il vento di scirocco portò rena rossa
che accumulai nei vasi vuoti dell’anima.

Poi piovve tanto nei giorni di solitudine
e nel roseto crebbero solo spine verdi
mai scorsi un raggio di sole a scaldarlo.

Aspettai con la cicca in bocca la primavera
ma lei tardò di settimane e non l’ attesi lì
seduto sulle sponde del fiume senza vera vita.

Corsi all’inverosimile nelle stanze del mio cuore
ma le porte erano chiuse e le finestre serrate
allora mi armai d’amore e cedettero alla sua forza.

Colsi sole splendente nei suoi giardini e luce nuova
su amori imprigionati dalla ragione menzognera
vidi la sorgente di un amore unico e mi ci bagnai.

Mi svegliai in un canto libero d’amore!
– 12/03/2017

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