Sandro Lamesi



POESIA: CHISSÀ
Chissà se resterà qualcosa di me alla fine
Quando il tempo avrà ormai imbiancato il crine
Le pelli flaccide penderanno dall’ossa tremanti
Che portate a spasso da ginocchia traballanti
Faranno sì che il tempo non passi mai
Quando immobile osserverò il veloce via vai
De’ giovani pe’i quali è arduo rallentare
Che sempr’avanti al tempo voglion stare.

Chissà se riceverò una mano d’aiuto
Quando sarà ‘ndato via anche quel fiuto
C’ora mi fa vedere nel profumo la donna
Permettendomi di percepire se oltre la gonna
C’è una persona a cui potersi affidare
Senza strane sorprese da incontrare
O s’è meglio starne alla larga nel timore
Trasform’in ben altro quel che lei chiam’amore.

Chissà se qualcuno la mi’ assenza noter
Quando l’orientamento precario altrove mi porter
Nelle domeniche in cui’ nipoti miei aspetteranno
Che ritorni quel vecchio bacucco d’uno zanno
E le nipotine invece saranno preoccupate
Nella loro crescente ansia,accomunate:
“Perdonatemi se in cuor vostro potete
Ve ne renderà conto colui in cui credete”.

Chissà se verrà a trovarmi qualcuno
Quando non potrò più nuocere a nessuno
Allorché assieme al corpo mio senza più vita
Con la faccia scarna e non più colorita
Resterò a guardare i fiori lasciati da’ pochi
Che messi da parte i faceti giochi
Passeranno davanti alla lapide bianca
Che di calore suo del tutto manca.
– 19/04/2017

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