Federica Ventola



POESIA: “Una folle notte d’Estate”

Ho costruito muri di silenzio
e superbe prigioni
e perduto le persone
che tanto care mi furono un tempo
E da me ho condotto Rancore,
per cementare il vuoto.
E mi fingevo roccia,
ma sanguinante adesso
la misera anima mia
implora aiuto.
Cuor mio,
perché lagrimar or’io ti sento?
Fragile come cristallo
mi rende ora il tempo
e li vedo cedere,
o dannatissimi muri!

Perduto ho il senso
di qualsiasi orgoglio
e ceder mi sento,
Adesso al rimorso.
Indietro non posso,
non voglio tornare!
Ma guardami mondo..
Che m’hai fatto diventare.
E fu allora
che accadde,
mirando di notte
le stelle del cielo,
di scorgerne una
piccina piccina.
Celarsi voleva
tra polvere e fumo.
E allora m’è parso
di vedere il riflesso
del remoto desio
da tempo perduto.
Nel mentre la mente
pareva dormire
e il cuore fremente
inziai ad udire:
“La polvere e il fumo
t’han fatto più bella!”
Mi disse sapiente,
e ancora assopita
concordava la mente.
“Errare, mi disse,
è cosa assai umana
non cosa rara.
Affilando l’ingegno
e mutando l’errore
in sublime corrazza,
cambierai questo mondo
che t’avea reso pazza!”.
– 20/04/2017

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