Gianna Coppini



POESIA: Sbarchi.
Quel luminescente mare
che aveva portato Ulisse
lontano da casa
in cerca di risposte
su una nave dappra sicura
e piena di compagni,
e poi trasformata
inspiegabilmente
in zattera,
quello stesso mare
aveva attratto
con la forza di false sirene
i nuovi Achei stanchi di guerra
verso terre falsamente sicure
su barconi sconnessi,
nidi delle Arpie,
e la loro voce si era persa nei flutti
e i loro lamenti
urlati in lingue diverse
venivano tradotti
dalla grande pietà delle onde
che si frantumavano,
piangendo rabbiose,
sugli scogli taglienti.
Bocche che non hanno più fame
ritrovano solo così
la parola
nel rombo mugghiante
dell’abisso profondo
dal quale,
anche volendo
non potranno più emergere. – 30/05/2017

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