Cellamaro Francesco Lorenzo



POESIA: Naufragio (Decasillabi)

Addosso un giaciglio di verzura
adagiato nel manto di terra
Rapito dalla sua dolce arsura
Viziato dal muso di viverra

Che in un bel frufrù solleticava
Il mio blando animo bonario
Liquefatto dal calore agrario
Per quel luogo fui l’aulente bava

Sdrucciolando tra le vene d’erba
Tra i bei doni e figli fruttiferi
Della longanime pia Minerva

Come rampini, i nutriti lill
M’involtarono il corpo e tesero
Il capo all’inerte artico aldilà

Nell’estroso mare del poeta
Danzano folte ignude immagini
Chi reclama stolide indagini
Chi le accoglie come gran profeta

Partoriscono così parvenze
Varie, in accidioso duro screzio
S’abbattono con decisa ardenza
In quel campo arido d’indulgenze

I lombrichi fluiscono secchi giù
l’amo, oramai orfano, annaspa invano
Privo della sua beata virtù

Echeggia infine il giovane brano
Mentre qui sfilano funerali
Di bei bluastri silenzi abissali | sorgente: https://www.google.it/ – 08/02/2018

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