Cillo Carmen



POESIA: Titolo: Maggio non lo sa

Siedi. Non esiste il tempo, mi credi?
Vedi, è come le nuvole da cui cadi.
Rideresti se ti dicessi che neanche
io ci credevo e prima dei tuoi occhi,
nel cuore delle mie notti bianche,
contavo stupidamente i rintocchi?
Mesi. D’esser oggi, Maggio non lo sa.
Scesa è la sera: magari non voleva ancora,
era per esser bianca e tardar come una sposa.
Lo vedi che è una geniale stupidaggine,
una giustifica alla ricomparsa della fuliggine?

Sfuggirà per sempre ai calendari ed alle lancette
l’eternità delle parole dette, delle promesse fatte.

Siedi, canto come le muse, come gli aedi,
fuori tempo, casuale come un lancio di dadi.
La scattante lepre. La lentissima chelidra.
Io ci contavo, prima dei tuoi sguardi.
I granelli di sabbia della mia clessidra
contavo, credevo al presto ed al tardi.
Anni. D’esser bisestile, questo non lo sa.
Tornato è il giorno: al suo ritmo tieni testa.
Questa è una gogna, una grande menzogna,
che costringe alle odierne sfrenate fughe,
scagiona la comparsa delle sgradite rughe.

Taglierà sempre la corda agli orologi ed alle lancette
l’eternità delle parole dette, delle promesse fatte.
| sorgente: https://www.google.it/ – 08/02/2018

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