Campisi Paolo



POESIA: Il cielo.
Guardo il cielo con interminabile stupore e mille domande.
Guardo il cielo e mi viene spontaneo chiedermi come,
così immenso e vitale,
resiste a tutto il male che gli fa l’uomo.

Cielo che accogli le nuvole
creando immagini idilliache e multiformi e che
arrossisci quando il sole, andandosene, gioca a nascondino tra nuvole e monti.
Cielo che ti diverti nel vedere i giochi di ombre di uccelli che librati nell’aria,
creano accoppiamenti senza eguali.
Cielo, con i tuoi giochi di luci e ombre,
appari come un quadro d’autore disegnato con colori brillanti e cupi,
solo tu puoi cambiare con inimitabile fantasia e dal sereno passi alla tempesta,
come dei bimbi in festa che,
cadendo si addolorano e piangono,
così tu ad ogni temporale piangi lacrime di pioggia.
Come vorrei ascoltare le mille grida che ti hanno urlato,
che trasporti con i tuoi ululanti venti,
sono sicuro che mi racconteresti di valorose gesta d’eroi e,
di vili misfatti dei codardi che, della terra,
hanno fatto e smontato senza ritegno,
non curanti, del tuo infinito operato.
Povero uomo che non pensa che una casa senza tetto non è una casa,
come la terra senza cielo, non sarà la casa di nessuno.

Campisi Paolo | sorgente: https://l.facebook.com/ – 09/02/2018

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