Marengon Letizia



POESIA:Minuti, ore, giorni che hanno ritmato l’anno trascorso ci conducono alla soglia dell’estate. L’attesa è rovente, implacabile  sull’asfalto cittadino per ciò che abbiamo schizzato in un planning abbozzato a fine Maggio: si parte immaginando la pace paradisiaca per cui si affronta, caffeina alla mano, tutta la fatica del viaggio.
L#039;estate, finalmente conquistata, non è sinonimo, grazie a Dio, dell’atarassia sperata per il cuore: ecco questo tempo si impasta subito di una nuova attesa. È  il tempo che ci separa dall’anno che rinizia e per questo la sua anima è tensione per ciò che è stato e ciò che sarà.

Le eterne giornate profumate di bianca salsedine e dipinte d’oro nel vivido blu, invitano a raccontarsi agli amici: nella natura cristallina la voce si lascia portare dal vento, affidata al suo soffio incostante, descrivendo gli infiniti nodi che la vita, in quanto viva ci ha riservato. Si scoprono insieme decisive decisioni e passioni celate che, come in un antico incantesimo, si distendono copiando la superficie  verde e liscia del mare, che ormai ha dimenticato il giorno in cui le onde sono state aggressive padrone della costa.

Qual è l’incanto? Tutti i sensi partecipano a questa sorpresa per la mente e per il cuore.
Dove eri mentre riempivo la distesa marina, le soffiavo un’anima inquieta che increspa le onde, quelle amanti baciatrici della costa e nemiche fendenti dell’aspra scogliera?
Collaborasti mentre ovattavo di profondo silenzio il peso dell’acqua, spazio leggero sotto la superficie del mare?
C’eri quando per la prima volta e per sempre la luna ha illuminato la linea nera all’orizzonte coronata di stelle?
Potevi immaginare sorrisi, sana pazzia, cuori e intelligenza a te così intonati e amici come chi hai al tuo fianco?
Meraviglioso, poi,il ritmo musicale, sigillo impresso nei tuoi passi, per far guidare da pura energia i tuoi movimenti. Non hai scelto la meta per la vaga immagine di  slanciati addominali, occhi ametista e smeraldo, sorprese incontrate nel palleggio  di un instante che tramonta nell’arancio di un aperol spritz.
Come avresti potuto calibrare la perfetta alchimia dell’anguria, il profumo del pesce fritto o dell’astice rosa pescato nel mare selvaggio?

L’inimmaginabile, anche per un genio come te, è stato immaginato e L’estate è il tempo per ricordarlo. Un tempo che colora e rende meno pallido corpo e cuore,
il riposo che ha svelato che il paradiso c’è ed è già  qui e non va dimenticato, tutto l’anno.
Ciò che sembrava garbuglio infinito si distende davanti all’ordine eterno.
C’è  di nuovo tempo e occasioni per riconquistare la vita. – 14/05/2018

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