Risino Gian Piero



POESIA:INTERMITTENZA

A certe notti stellate
avrei detto basta.
Avrei staccato la spina
e
svitato l#039;intermittenza
negando
alla luce la vita eterna.
Pazienza…………..
Poi ecco l#039;alba improvvisa
a calarsi nei panni
dell#039;indifferenza
a smuovere ogni incoscienza
a gettare sul mio fiato
i frutti di un#039;altra ricompensa.
L#039;infinito donatomi
è
due volte apparenza
un passo nervoso
che traduce lo spazio
conquistato
in indomabile distanza.

IL PARDO

Madre
guarda il pardo
che dimena i suoi artigli
da negromante
sul suolo violentato
da secolo ansante.
Senti i gemiti salire
dalle ceneri della civiltà?
Senti i costanti richiami
di un#039;anima ingabbiata
dentro il cuore della città?
Senti madre
lascia che la mia scia
testarda
raggiunga i suoi pianti….
Lascia che il mio corpo
faccia scudo
a un dilemma cosi nudo
cosi crudo.
Madre
guarda il pardo
io tuo figlio
che dimena i suoi artigli
da negromante
sopra i battiti ansimanti
delle estati nettamente superiori
ai penosi pensieri
dei sistemi terreni
che lasciano trasparire
il sangue vago
di invertebrati millenni.

PRECIPIZIO TROPICALE

Il mio natante
ha una natica trafitta
all#039;altezza dattilografata
del verbo intransitivo
andare.
Navigo dentro uteri gonfiati
ove pensieri aggrovigliati
vengono trascinati giù
da maree taglienti
come lame di trita verdure manuale.
Da un po
batto e rimbalzo senza fiatare
ancorato a questo ultimissimo
boato di onda nervosa
voglio stare.
Scaglionato su uno scoglio
presso litorali a cazzeggiare
palpo la schiuma frizzante
nell#039;attesa che magagne
di alterati ammiragli
ruotino bussola a sud.
Precipizio
tropicale.

MANO LAVA MANO

Tralasciati
i
dunque
e
i
perchè
della mi
ti
ca
giovinezza
la milza
si gonfia
e
la speranza
piano
e
dissoluta
mi sotterra.
Mano lava mano
ma occhi
non
levano vissuto
ne
anima
cancella ferite.
Quanta polvere
sopra questi deserti
li
ne
a
menti
e quanti Dei
sotto questi pesanti
p
i
e
d
i
contali se non ci credi.

RESOCONTO

Una casa impropria
una cosa certa
la luce che si accende e si spegne
quando vogliono gli altri
una cena abbondante
mangiata nervosamente
e
un inquilino che ascolta solo
riiiiiiiiiidi pagliiiiiiiiiiiiaccio.
La TV trasmette fatti e misfatti
che a me non interessano
poi sigarette accoppate
coppette di liquori forti
congelati nel sarcofago
menosei Celsius
e tanta noia
cosi tanta che viene voglia
di non alzare lo sguardo
fino al prossimo Big beeennng.
Ma di questi tempi
meglio restare freddi e presenti
per dare fastidio a tutti gli sciacalli
di questo pianeta
che giocano a rincorrere
e disintegrare le nostre precarie
vite già dissanguate.
E mentre vi mando tutti a fare in culo
il mio pessimo vicino di casa
avverso ad ogni cambiamento
politico o climatico
si spara su per le orbite
un altro giro letale di
riiiiiiiiidi pagliiiiiiiiiiiaccio.
Gli busso tre volte sul muro
lui mi risponde alzando il volume.
Fottiti brutto bastardo
suicidati pure.
Tanto il pomeriggio
scivolerà lo stesso
come fa ormai da millenni
un serpente arrogante
che si perde silenziosamente
nella gustosa glassa della mente.

– 17/05/2018

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