Bellei Mattia



POESIA:L#039;amor che cedi è la passione che alimenta i fuochi fatui del desiderio
La vergine assolutezza che dal mondo estirpa l’arrecato vituperio
Giuro, giuro mia sposa, che sei l’eterna fiamma della notturna brughiera
Il cui mistico richiamo attira ingannevole con supplichevole preghiera
Creature ripudiate in cerca di indulto per chi commise crimini aberranti
Ed esse trovan riposo glaciale nelle tue placide acque stagnanti.
Dell#039;anima in pena sei delizia, ristoro assuefacente
Astro perenne che vita ridona alla natura morente
Sempiterna stagione di appagante prelibatezza
A te s’innalza lirica melodia d’inarrivabile bellezza.
Mia “belle dame sans merci” che con vacue promesse adeschi nobili cavalieri
Per me avesti materna compassione quando ti rivelai i miei sentimenti più sinceri
A te viene l’estrema riconoscenza per cotanta grazia immeritata
Che tu concedesti a chi la vita empì all’acme d’una condotta spregiudicata
Canto il nobil gesto di salvifica pietà che dalle tue mani mi provvide rifugio
E il marinaio sconsolato all’amata terra fece ritorno senza indugio
Ammarando sulla spiaggia che un tempo l’addio pianse sublime
E ora rimembra soavemente il proibito sussurro di antiche rime
Mai senza dimenticare l#039;amore supremo che mostrasti
Per lo sperduto pellegrino che dalla condanna tu salvasti
Ma nei giorni bui ove il ricordo contrito affiora con avida prepotenza
Risorgono le ancestrali confessioni che riecheggiano d’estinta possenza
Ed ecco alfine giunger solerte la requie divina
Che il tuo pensiero porta come luce rubina
Sei la materia con cui i sognatori edificano l’onirica chimera
L#039;indiscussa dominatrice di cuori che dell’amore placa la bufera.
Da me la Morte trattenne il suo artiglio spietato in quel dì benedetto
Ma il cuore che mi apparteneva fu lì che per te morì, mio fiore prediletto
Allora giurai che mi sarei ricongiunto alla splendida Dea dell’isolata laguna
Alla cui foce affluiranno genti ammaliate in cerca damore e fortuna
Disperse nei meandri infiniti di un labirinto mortale
Che il destino abbindola per condurre ad un’alea esiziale
Ma io continuerò a cercarti nei luoghi sconosciuti della memoria andata
E ti rincontrerò ancora per saziarmi delle tua labbra purpuree mia amata
Sì, io ti rivedrò ancora un#039;ultima volta, la, tra la quiete immortale dell#039;immensit
Nella dispersa radura che fragili mortali affascina con mistica capziosit
E riabbraccerò i seni che negasti al diletto dei miei voluttuosi pensieri
Nell#039;impeto burrascoso di sacripanti scontri che l#039;audacia temprano dei guerrieri.
Le parole rubate dall#039;innocenza della tua bocca strussero sagittabonde passioni
Troppo forte il desiderio, troppo lontane le tue mani, troppo care le illusioni
Che spingono principi e bruti verso una sovrumana attrazione
Uomini avvinti da una bellezza che suscita gagliardica emozione
Giunti per saggiar le labbra adescatrici d#039;una principessa
Sulla cui rosea bocca si assapora l#039;estinta promessa
D#039;un amore irrealizzabile che giammai sarà ricambiato
Un sogno indimenticabile vissuto tutto d#039;un fiato.
E ora le acque reclamano le mie spoglie assopite dal tempo che a te offrirò soltanto
Come gesto d#039;amore perpetuo nei secoli narrato per mantener di quel luogo l#039;incanto
Morire per te sarà come tornare alla pace che mi donasti
La sulle rive innevate dove i nostri cuori infatuati son rimasti
E il sollievo permane duraturo sapendo che a breve ci rincontreremo
E io e te insieme per sempre come due amanti ci riabbracceremo
Sprofondando nell#039;abisso infinito
Dell#039;amore più tragico che sia mai esistito…

Bem – 12/07/2018

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