Giordani Maria



POESIA:ALCHIMIA

Se gl’occhi son portali, le palpebre
son conchiglie, custodi d’una perla
nell’abisso di un mondo senza legge.

Poiché non vige regola alcuna,
l’irrazionale è strumento d’azione,
il corpo non è limite, sicché capace
di estendersi oltre la ragione.

La quiescenza della carne l’animo desta,
con un sospiro rinfresca le ossa,
soffiando lontano ricordi ancestrali
verso casa uno sciame d’api, di stelle gli alveari.

Questo è vento sacro, il primo respiro
d’un infante che a nuova forma sente dilatare
il proprio petto ancor assopito
cosicché il suo mondo potrà creare.

Questo è fuoco vitale, l’emozione intensa
di prendere e lasciare, la perenne scelta
amare od odiare, qualunque sia la via
la fiamma ardere deve di follia.

Acqua purificante, catartico il pianto
raccoglie detriti e relitti d’un cuore infranto
la fine della valle conduce a Madre Morte
che lor darà vergine funzione.

La conchiglia ha or aperto le sue porte.

Nella terra fertile, germogli d’intenzioni
Le lor radici si dissetano d’essenza
Ripulita dalle esitazioni

Madre Vita ringrazia Madre Morte
che le ha dato acqua buona.
Qui non esiste il tempo,
nessuno porta una corona.

Fluttuando nell’indescrivibile
sempre più vicino, sempre più lontano,
dove tutto è reversibile,
è il regno dell’arcano.

Qui vive la Dea Alchimista, potenza creatrice
non dentro,
ma accanto al tempo.
– 12/07/2018

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