Blasetti Simona

POESIA: Poesia di Natale romanesca per bambini piccoli e per bambini grandi

Natale nel pollaio

Natale nel pollaio

“So già stanco de prima mattina!”
Disse er gallo alla gallina.
“E te credo rompi le scatole tutte le notti
canti e ricanti che ce le abbotti!”
“Ma che stai a di se canto solo de mattina
quando l’alba è ormai quasi vicina.
Sei te che dormi fino a tardi dentro sta capannina
eppure de sera vai a letto presto come na gallina”
“Ma io so na gallina ! Ma che te sei cecato!
Rispose infervorita la Sora gallina Rita
“Nun me so cecato e che dovresti fa le uova
invece de dormì come se fossi na signora!”
“Evvabbe’ co’ l’età me so impigrita,
Ma so sempre io la Sora gallina Rita.
Pe’ fortuna il fattore è vegano
Non mangia ne carne né uova per un motivo arcano.
E così so tanti anni che ce frequentiamo”
“Più che frequentiamo se sopportamo!”
Rispose ironico er Sor Gallo Giuliano.
“E pure sto Natale ce tocca senti#039; ste lagne,
mai niente di nuovo dentro ste quattro legne!
Però sta volta c#039;ho un presentimento un non so che de strano:
er fattore m#039;ha lasciato st#039;ovo sotto er deretano…
Me#039; vie#039; spontaneo da amalo e da covallo
nun so perché ma il cuor me dice “fallo!”
Il gallo interessato s#039;accovaccio#039; vicino
e insieme stretti stretti dentro a quel posticino,
passarono il natale guardando in un buchino
dove una stella bianca faceva capolino.
All#039;improvviso un rumore insieme a un movimento
Sveglio#039; de colpo entrambi con un grande evento
Un capoccetto giallo spunto#039; da sotto il grembo
facendo pio pio e camminando tutto sghembo.
Era nato un pulcino proprio quando nel giaciglio
S#039;erano abbracciati stretti pe#039; sopportasse mejo

Simona Blasetti

| sorgente: http://m.facebook.com – 08/03/2018

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Antonini Manuel

POESIA: Fiamma
Cos’è questa sensazione ogni volta che ti vedo e ti penso?
Cos’è questo calore quando ti sfioro i capelli?
Cos’è questa melodia che tu canti quando ridi?
Sai quando penso a te tutto a un senso ed sai la prima volta anche se unica credo sia la più bella.
Tu sei venuta da me, io tremavo di fronte alla tua bellezza, ma tu mi hai accettato ugualmente per quello che ero e sono.
E in quel momento per la prima volta lo sentii, un calore talmente forte quando ti baciai che anche se stavamo bruciando insieme non mi faceva male.
Ti vedo con quegli occhi vispi, felini ma che in realtà nascondono la tua incredibile dolcezza e forza.
Quando tu non c’eri, era come se qualcosa di mancasse, perché troppo ottenebrato dalla rabbia.
Ora invece anche quando tu mi sgridi, lo so che lo fai perché mi vuoi proteggere.
Hai capelli color del legno più pregiato, occhi azzurri dell#039;oceano.
E ti vedo anche ora sorridere, perché nulla ci separerà.
Chi è vi starete chiedendo? Una donna che mi ha sempre accompagnato fino a questo momento: la fiamma della mia vita chiamata anima. | sorgente: http://m.facebook.com/ – 08/03/2018

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gae maginzali

POESIA: queste mura sono di carta
e io posso strapparle con un dito
liberarmi da tutti questi limiti
a che serve, se sulle pareti
ci sono appesi dei quadri?
se lacerassi queste mura
non avrei limiti, ma distruggerei
le tele e tutti gli sguardi
che esse hanno assorbito
tutte le lacrime, con cui io ho
dipinto
la mia anima non é circondata
da mura di carta
la mia anima é solo – di carta –
un muro.
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Di Gianni Marcello

POESIA: Quattro del mattino

Quattro del mattino. Si schiudono gli occhi
dal sonno sepolcrale: un’insonnia
già vista dall’aria sconosciuta e maledetta
ha instillato tra le mura il seme fatale.

Sono un pederasta senza fame senza sete
indifferente alla notte; e nella cauta
indifferenza mi curo di riporre a prua
il nero dell’aiuola che mi tormenta.

Non quiete, né pace: assuefatto al lezzo
del foglio di carta e dell’inchiostro
consunti, alle spalle di un’altra alba
poserò lo scialle del dolore.

Si posa il mattino, ad annunciare il sonno.
Con gli occhi di un fanciullo
cui non è dato sapere del domani,
così rimetto in ordine la guerra interna.

Suoni indistinti ronzano nelle orecchie:
forse la voce di un insolito richiamo
come il vago accenno di un tramonto
di cui domani appena mi ricorderò.
| sorgente: http://www.poetipoesia.com/concorso-poeti-e-poesia-adw/ – 08/03/2018

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Ravagni Natascia

POESIA: FATICA DEI GIORNI

Giorni di angoscia e affanno vennero a me
Azioni tutte affatto contrarie a quelle
Il danno ormai subito
I frammenti ed i segni
porto al cuore
Il color d’amore e della fanciullezza
Il ventre al volto
Con l’odor di immagine rossa
Guardo da lontano
Ciò che di prezioso mi hai sradicato
L’uomo che se ne va sicuro.
A leccar labbra del mio stesso volto
Di gocce di pioggia amare
Un sorriso si blocca
E raccoglie una forma
Di una forma
In cui non voleva essere

Donne
Di cui non conoscono l’odore del girasole,
I desideri e le braccia.
Ma soltanto la fatica,
Gli affanni
E i centri svuotati

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gugliotta santina

POESIA: incontro..un giorno per caso t’incontrai,è come una raggio di sole m’illuminasti,e così capii che non era un caso,quando un giorno con gli occhi pieni di luce mi dicesti che c’era l’amore per me:non aspettai un attimo a sentir pronunciare la domanda che dissi siiii,quel sii che riempi i nostri cuori e i nostri giorni… | sorgente: https://www.facebook.com/ – 08/03/2018

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Caponera Francesca

POESIA: Era il profumo
Si fermava in polvere nel petto.
In cemento tra le labbra.
Era freddo in lontananza,
e bruciavano le guance
Sotto gocce che non mentono.
Era verde la strada
Era vivo.
E oggi guardo dal vetro di una finestra stanca
Quello che non posso più sentirmi addosso.
È la tristezza di una giornata soleggiata.
È il mal di vivere.
Che a volte, anch’io ho incontrato.
| sorgente: http://m.facebook.com/ – 08/03/2018

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Forgione Giuseppina

POESIA: Neve. Apparentemente Fredda ma ti crea uno stato d’animo di quiete. Quando attecchisce a terra diventa un manto bianco e morbido dove guardandola si può  udire il lento suono del suo cristallo mentre si posa a terra lentamente… Tu neve non sei arida e fredda tu neve sei bianca e lenta come la mia anima quiete. | sorgente: http://m.facebook.com/ – 08/03/2018

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Carfora Marianna

POESIA: Scritta x Astori Davide capitano della Fiorentina oggi 8/3/2018 dedicata a chi ama il calcio pulito
La voce del silenzio parla col cuore
Di chi un grande Uomo  ha scolpito il suo nome
Ne su pietra né su tela ma su una grande bandiera
Tutti uniti senza colore
In questa piazza ricca di dolore
Un dolore che scavalcando mille barriere fa unire tutti in UNA GRANDE FEDE…
Il silenzio non ha voce…
Se non quella dei battiti del cuore…
Che se pur divisi da un prato verde…
Per esultare la propria fede…
Diventano un solo coro in una sola sede…
Marianna
| sorgente: http://m.facebook.com/ – 08/03/2018

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Pastore Imma

POESIA: La pretesa
Nell`incanto del suo nome
Sparisce ad ogni sillaba
E richiamo il suono del mio io
Nell`incontro di sguardi
Esseri umani in cerca di pace
E non di umiliazioni
Di sorrisi erranti
E non di semplici parole
Che inneggiano nel vento
Alla richiesta imperante
Senza il dubbio
Che si possa intrecciare
Con un tenero noi – 08/03/2018

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