Togni Carmen

POESIA: CANTO ULTIMO PER ADELMO

Il sorriso e l’airone si prendon per l’ali
Sono lassù l’emozioni più belle
Non è uno scherzo…, tu vai…

Il cuore ribelle or tace e riposa
L#039;ora è del silenzio e del pensiero
Della serenità e della pace più bella

C’è, là, un bimbo e il suo nonno
A loro la vita, fiera, s#039;aggrappa
Per salire più in alto nel tempo

Or qui la vita è felice e serena
Sì vede tra i candidi flutti nel cielo
Sente l’amato richiamo del Padre.

15 Dicembre 2017 | sorgente: http://m.facebook.com/ – 18/12/2017

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Melluso Manlio

POESIA:
conosco lo sguardo

per questo lo evito

percepisco l’assenza

per questo non chiedo

avverto la distanza

per questo non cerco

rimane l’idea

feconda

mi affido – 18/12/2017

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Mari Michela

POESIA: Non sai quante volte mi sono stesa su questa coperta.
In orizzontale con lo sguardo
rivolto alla parete bianca.

Non sai quante volte ho scelto di morire per poi scegliere di vivere.

Sono stanca di tutto di tutti.

Sono l’ombra riflessa sulla strada che cammina lungo le strisce della carreggiata. Questo corpo è un involucro che non contiene più nulla. Lo stesso lavoro, le stesse cose, gli stessi abiti, lo stesso locale, il solito vino, la solita gente, tutto e niente. Come sempre.

Il cuore batte ritmo pazzo
lo stomaco vomita fame
mentre ad ogni passo
questi stupidi piedi piantano radici.

Sono sola.

Vorrei sparire
Insoddisfatta e sfatta
Non ho più fame
Non ho più speranze
No ho più sogni
Non ho bisogno di niente
di nessuno

Cosa resta?
Cenere rossa ricordi e parole

Il tuo profumo
I tuoi occhi
Il tuo sorriso
La tua pelle
La tua bocca
La tua mano destra

Cosa resta?
Due corpi attaccati
Denti che mordono carne
Dita che graffiano pelle
Baci
Bocca la tua bocca la tua
Baciami

Cosa resta?

Dove sei?
Perché mi hai abbandonata?
Chi ero prima di incontrarti?
Cosa sono ora senza di te?
Torna
Ti prego torna
Prendimi
Portami via per sempre.
Nascondimi nell#039;angolo più estremo della tua fantasia e prendimi quando vuoi.
Fammi viva con te.

Silenzio

Silenzio

Un lunghissimo silenzio

Sospesa fra ciò che sono e la realtà

Questo cuore fa male
Batte per strada
Batte sempre
Batte sempre più forte
Questo cuore fa male

Verticale di carne rivolta al cielo

Verticale di pelle rivolta alla vita

Verticale d’ossa parallela alla terra

NON VOGLIO MORIRE

Silenzio.

Cosa resta?
Silenzio

SILENZIO! Sotto vuoto
in agrodolce.
Silenzio.

È proprio vero
NATA NELL’ERA SBAGLIATA
un’inguaribile romantica
una Donna molto sola
una “Scarlet Kane”.

Non ho una relazione stabile da più di 2 anni.
Dico che non cerco nessuna storia, in realtà non posso avere quel che voglio e allora, preferisco di gran lunga rimanere sola.
Croste d’amore su queste labbra
insensibili ad ogni sapore
si leccano via con morsi e saliva

si leccano via.

A volte le parole disegnano quel che si pensa.

Immobile una voragine
dentro il petto
sento il cuore lacerarsi
l’aria taglia il sorriso Immobile

Cosa resta?
profumo di rose e legno buca questo involucro.

Cosa resta? | sorgente: http://m.facebook.com – 18/12/2017

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Acquarone Valeria

POESIA: I porti dove sono scesi
I porti dove
sono scesi
sfumano
lontani
nella nebbia
reali ormai
solo nel ricordo

Vergini approdi
verranno
ignari
degli antichi passeggeri

Rotola
tra le onde leggere
l#039;eco antico
di melodiose cantilene
perdute | sorgente: https://l.facebook.com/ – 18/12/2017

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Tomassetti Sophia

POESIA: È l’alba.
Il giorno sorge pieno di gioie e di dolori
Con gran soffrire la piaga si riapre
Cerco di soffocare invano
Guardo le stelle che libere nel cielo brillano
Anch’esse piangono la loro breve esistenza
Ma il loro è incosciente pianto
Non sanno che per me è finita
Esse invece torneranno a brillare tra un giorno, un giorno solo
E tu perché non torni?
Perché il tuo cuore freddo non si apre?
Non ti morde la tua coscienza interiore
Oppure godi, udendo il mio stupido supplicare | sorgente: http://m.facebook.com – 18/12/2017

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Gulfo Anthony

POESIA: Luna storta

Quando l’ombra cala sul mondo esco dal mio rifugio e tutto ciò che desidero non conta più niente.
Perché da solo posso pensare, immaginare e sognare.

Io e la pallida sfera nel cielo possiamo capirci, e a volte parliamo.
Ci guardiamo, io nella mia piccolezza e lei nella sua immensità.
Diventiamo una sola cosa nell’infinità del tempo e l’unico bagliore nell’oscurità dello spazio.

Lei dice di aver visto intere generazioni di uomini nascere e poi scomparire sotto il suo grande occhio: una maledizione a cui non può sottrarsi, ma che non può comprendere perché in fondo è solamente un ammasso di roccia luminosa.

Io dico che l’uomo a sua insaputa a creato l’Anima, i sentimenti e le emozioni: una maledizione a cui non può sottrarsi, ma che può comprendere, secondo alcuni per ragioni divine, secondo altri perché è andato oltre la ragione.

Spesso sembriamo essere comandati dal nostro cuore, ma un organo muscolare in grado di pompare sangue non è poi così diverso da una roccia.

Nonostante tutto ci fissiamo, siamo così diversi, eppure lei è in grado di capirmi più di chiunque altro.

Quando l’ombra si alza per lasciare il posto alla luce torno nel mio rifugio, insieme alla sofferenza e a tutto lo schifo del mondo che mi permette di vedere. | sorgente: http://instagram.com/ – 18/12/2017

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Trombin Michela

POESIA:
Così
Come una scintilla
Al buio
Della notte
Un bagliore
Improvviso
Un istante
Rubato
Al cielo
Come una stella
Cadente
Che traccia
Il cammino
Nel firmamento
Quella
Scintilla
Che alimenta
Ogni
Giorno
La mia vita
Regalando
Il fuoco
Che la riscalda
La nutre
Facendomi
Crescere
In lei
Quella
Scintilla
Che da quel
Momento
Ha il tuo
Nome
Il tuo
Volto
Il tuo
Cuore
Il nostro
Amore.

| sorgente: https://form.jotformeu.com/pagine/bando-poesia – 18/12/2017

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Giannoni Francesca

POESIA: Non pensare mai che sia finita,
Troverai sempre una ragione di vita.
Il sorriso di tuo figlio
o un profum di giglio.
La parola dolce di uno sconosciuto
o un soave suono di liuto.
Insomma vivi!
E se quel che cerchi non trovi nella realtà,
chiudi gli occhi e sogna in tutta libertà.

O
O un dolce suono di liuto.
| sorgente: http://www.google.it/ – 18/12/2017

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MALAVASI MARCO

POESIA: (Ode alla luna)

Luna vicina, luna distante,
luna irraggiungibile, luna incostante;
tu che infondi si tanto fervore nelle vene,
tu che fai confondere l’alba col tramonto,
tu che rubi il respiro da si tanta bellezza,
non sai quanto tormento causa la tua esistenza;

ma tu sei là, notte e giorno,
senza curar che gira il mondo,
senza pensar che io ti penso,
senza notar che io ti cerco;

una notte uscii e non ti vidi più
e come un dannato venni a cercarti;
solcai città, paesi e regioni,
calpestando terre aride e fulgide emozioni;

i miei pensieri si fecero confusi
e pensai che la notte diventasse infinita;
persi le forze e il cor della ragione
ma quando alla fine mi ritrovai solo e stanco
vidi che tu eri sempre lÃ
pronta al tramonto;

ero sol io, quindi, che ti vedea offuscata,
e mi parea di andar per soffocare
all#039;idea di non averti notata;
ma ora che lucido ti rivedo in scia
mi dico: “sol mia è la colpa
se volasti via!”

[Questa poesia è un#039;ode alla bellezza e al mistero della luna che si intreccia in maniera parallela e struggente con la bellezza e mistero della donna. Tocca, quindi, il tema della passione e dell’amore che può; provare un uomo per una donna intrecciandosi con i rapporti conflittuali che si possono creare ma dove alla fine deve sempre in ogni caso prevalere il rispetto e la consapevolezza che spesso il pensiero e la gelosia possono indurre a vedere cose inesistenti] – 18/12/2017

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Righero Patrizio

POESIA: Somiglio ad altro
che io non sono:
un libro, un suono.
Non resto. Parto
a capofitto
in questa sera
lurida, nera,
senza soffitto.
Somiglio ad altro
Non resto. Parto. | sorgente: https://www.google.it/ – 18/12/2017

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