Penelope Calliope Carulli

POESIA: TABU’

Sono stanca che tu non sia un porco.
A volte io mi sento
La tua puttana e tu devi obbedire ai miei impeti.
Se la mia vita è una metafora,
Io sono giovane .
Immagino il tuo collo disteso
Sul collo di una donna ordinaria e bellissima e
Dio solo sa
Quanto non possa essere vergine mai
Una preghiera già scritta.
Soprattutto le parole sono Puttane :
Persino tu le interpreti a cazzo.
Oggi ed anche ieri invece , io sempre
Evito di pagare le parole.
Esse mi costano la vita.
Si avvantaggiano della mia identita’
Per sprofondarmi nella coerenza,
Che è il miele degli Uomini e ridono
Della mia avventatezza…
Ora chi sono le Parole che tu non dici ?
Perché sento che appartengono
Alle mie orecchie e che dovresti sussurrarle a me ?
Scopami come una vernice e
Scrivila tu questa maledetta Poesia,
Io sono stanca di rincitrullirmi d’ispirazione e
Fumare ortografia e capire al posto tuo,
E contare al posto tuo, e
Far credere a Dio che
Scoparti su un letto di tulipani è importante.
Senza il tuo sguardo
Non posso ricamare neppure una goccia
Di rugiada ! E mi sento cosi’ facile …
Mi sento una preghiera facile perché
Non v’è valore nella preghiera di un povero
Che sia povero .
Mio bellissimo e triste Venere,
Il mio Vulcano credimi ,
Un giorno ti fara’ sembrare immortale
E vagheremo
Nell’era della Mediocrita’ del Tempo
Giocando ,
Strizzando gli occhi anch’ io alle fanciulle,
E le cogliero’ per te e poi
Le useremo per fuggire da noi ,
Per non essere mai pronti a ricattarci per Amore.
Dio solo sa quanto voglio scoparti .
Ed io infatti lo prego senza vergogna percio’.
Se solo tu fossi almeno una betulla,
Almeno un pesce, un vino ,
Una caramella, un pozzo , un timbro,
Se solo tu fossi piú incomprensibile
Io ti rispetterei soltanto.
Ma sei una rondine
Che insegue un maratoneta
Perduto
Oltre il traguardo.

Cancelli e cervelli.
19 aprile 2017, fritto .
La tua Vergine dei Nibelunghi. – 20/04/2017

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Marco Fraternale

POESIA:
FUSIONE

Così, fianco a fianco

Inerpicata la candida cima

Tra mani di ghiaccio congiunte

Come sfinge di neve posata

Dolcemente

Nel Suo rumor rosa – amaro

D’ Acheròntico mare si spegne

Quel tramonto giallo fuoco

Assordante di vita

BINAURALE

(Pic*Tor – 11 gennaio 2013)
– 20/04/2017

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Sabrina Fodaroni

POESIA: Vola nell’aria una voce
Chiama invano un nome
……..Un nome
Che non risponde
Gli copre il volto
Con un telo odoroso
Baciando
La fragilità di quelle mani
Sussurrerà parole
D’amore
…Parole senza ritorno
Accarezzerà, piano
I suoi bellissimi tratti
Non basteranno le forze
Per gridare la sua rabbia
…Di madre…Di padre
…Di un Popolo senza pace

Lacrime di Aleppo
©SabrinaFodaroni

– 20/04/2017

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Claudio Coghetto

POESIA: GENESI DI UNA POESIA

Fruscii silenziosi,
lentamente crescono
dentro l’abbozzo di un verso.
Un soffio di vento gelido,
accappona la pelle.
Lentamente, si liberano
accordi di parole,
versi concatenati
imprigionati dentro
spartiti di eternità.
Pensieri, come onde
che instancabilmente
lambiscono
il bagnasciuga della mente,
inebriandosi di profumi.
La Poesia,
emozioni che affiorano
tra le labbra
di sognatori innamorati.
Frammenti d’infinito,
echi,
che si specchiano
dentro l’anima.
– 20/04/2017

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Elena Pugliese

POESIA: SOGNO IL GIAPPONE

Sogno il Giappone,
i suoi pallidi fiori rosa,
e i rami attorcigliati degli alberi di ciliegio.

Sogno il Giappone,
dipinto su una tela che non oso sfiorare.
Terra del Sole nascente,
di fiabeschi giardini adornata e spigolosi tetti.

Non conosco il profumo di quelle strade lontane,
né il suono di incantevoli ruscelli e cascate.
Ma sogno il Giappone, i fior di loto,
e i venti estranei che di ogni luogo sogno.
– 20/04/2017

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giuliano CIorba ciorba

POESIA: Titolo
La mia Anima dice Ora !!!

Inutile la Facciata
se la colonna portante e’ gia’ crinata!.
Se l’essere e’ ESSERE,
Deve Essere Comunque e Dovunque,..
avendo piu’ Coscienza che, Conoscienza,
ma Provandoci Sempre,
per la Comun Decenza.
Non sopravvivenza, ma ….
Umana Resistenza.
…………….
il mio pensiero se sara’ premiato,
Sara’ esclusivamente, per
opera di Sana e Tangibile
Beneficenza, = Amore Umano,=
Amor Divino.

Un Peccatore Qualunque!!
– 20/04/2017

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Silvestro DiSanzo

POESIA: QUANDO INCONTRI LA DONNA DELLA TUA VITA

Quando incontri la donna della tua vita,
per quanto stolto Russia, non puoi far finta di niente
perché il tuo cuore prova una gioia infinita
e non smette di ricordartelo neppure un istante.
Quando incontri la donna della tua vita,
ti accorgi, seppur dopo qualche giorno, di non poter farne a meno
perché senza di lei la gioia in un baleno vien sopita
ed il senso ritrovato delle cose ritorna ameno.
Quando incontri la donna della tua vita,
sussurrarle la tua passione all’orecchio è semplice
perché basta incrociare i suoi occhi affinché questa emozione sia capita
e sfiorarle appena le labbra per essere felice.
Quando incontri la donna della tua vita,
la tua voce si trasforma in un tuono
perché gridare a tutto il mondo questa scoperta
è un pò come nascere di nuovo.
Quando incontri la donna della tua vita,
non perdi un attimo la voglia di starle accanto
perché così la senti infinita
ed ogni secondo è quello giusto per dirle ti amo tanto.
Ed io che ho avuto la fortuna di vivere tutto questo
oggi, davvero, non ho più alcun pretesto
di tener nascosto il tutto
Pippi, è vero, mi sono cotto. – 20/04/2017

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Fabio Bittollo

POESIA: Eccoci qua
Non mancheró di dire:
“Eccoci qua”
So benissimo che tutto cambierÃ
Ma lo aveva fatto di già.
E adesso esci dal buio
In questo mondo fatto di cuoio
Il pugno stretto a dire che è tuo
Il mondo intero può essere tuo.
Racconta la tua storia
Con una certa spavalderia
Racconta la tua storia
Ed io ti racconterò la mia.
Ci sarà sempre il perno del compasso
E la matita che traccia la scia
Ci sarà sempre la tua vita
Da trattare come una Dea.
Ci saranno racconti che ti annoieranno
Pur non sapendo il valore che hanno
Ad un certo punto me li chiedersi
Ed io sarò pronto a ricordarti chi sei.
Racconta la tua storia
Con una certa spavalderia
Racconta la tua storia
Ed io ti racconterò la mia.
Cadrà quella maschera
da bambino ribelle
Guardandovi in faccia
Tremerò sotto pelle.
Vi guarderò da una certa distanza
Non invadendo l’amore che avanza
Vi cercherò per quello che posso
Aiutatemi ad uscire dal mio paradosso.
Raccontatemi la vostra storia
Con una certa spavalderia
Raccontatemi la vostra storia
Ed io vi racconterò la mia.
Avrò mani sempre più vecchie
Ma quelle mani saranno ben strette
Per ricordati che io sono qui
Ad una distanza che non ti spaventi.
Poi quelle mani lasceranno la presa
E quella sarà la mia resa
Ti guarderò corrermi incontro
Per poi sorpassarmi e saltare sul mondo.
Racconta la tua storia
Con una certa spavalderia
Racconta la tua storia
Ed io ti racconterò la mia.
Lasciati andare non arrossire
Avremo un figlio su cui costruire
Tenendo a freno la nostra mente
Sperando che il cuore
Non sia latitante.
Saremo come saremo
Succederà quel che succederÃ
Ma in tutto questo trambusto
Non mancheròbdi dire:
“Eccoci qua”
Raccontatemi la vostra storia
Con una certa spavalderia
Raccontatemi la vostra storia
Ed io vi racconterò la mia. – 20/04/2017

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anna contini

POESIA: Risveglio.
luce sottile entra nei miei occhi
gola secca, acqua per respirare.
malessere generale, apatia nei muscoli
nebbia nel mondo dei sentieri.
Caffè, inutile ronzio di mosche inesistenti
ruotano il mio cuore al buio delle finestre chiuse.
rumori esterni aprono la porta, illuminano vecchie scarpe
insistono nel movimento mancato
e invitano l’uscita verso nuovi colori. – 20/04/2017

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Giuseppe Magnani

POESIA: METAMORFOSI
Mi sorprende rimpiangere un passato
del quale non sei mai stata il presente,
eppure hai suscitato un amore immenso
che è scivolato via dalle dita
senza neppure spiccare il primo volo,
senza lasciare la traccia che meritava.
Ti contempo e ancora mi interrogo
sulle metamorfosi che il tempo comporta:
ti ho amato come icona di giovinezza,
ma da giovane ti avrei ignorata
o forse appena fugacemente vissuta
nella curiosità di notti annoiate. – 20/04/2017

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