Martina Giurissa

POESIA: 26 gennaio 2017

Settantuno
oggi sarebbero Settantuno

Ventiquattro
due giorni fa
erano sei mesi

date precise
numeri fissi
da ricordare
per scandire la mia distanza da te

l’unica mia certezza

la tua mancanza
dolorosa più della perdita

la tua assenza presente in ogni circostanza

l’assenza della tua voce è presente
l’assenza dei tuoi occhi è presente
l’assenza dei tuoi baci sulla fronte è presente
l’assenza dei tuoi consigli è presente

la tua assenza è troppo presente

nulla sembra chiaro senza di te
nemmeno queste limpide giornate d’inverno

la mia vita
un mare infinito in cui nuotare
senza boe all’orizzonte
un sentiero ripido da percorrere
senza un rifugio da raggiungere
una strada avvolta dalla nebbia

la tua assenza forte come la tua presenza

persa nel percorrere ogni possibile via
non c’è la tua voce ferma, sicura, certa
che mi dice dove andare
non c’è la tua voce da contrastare
non ci sei
e sono persa nella nebbia
nessuno mi ascolta
tu sapevi ascoltare
grande maestro con cui conversare
così diversamente simile a me

hai saputo credere in me
come nemmeno io stessa riesco a fare
oramai persa nel dolore della forte presenza della tua assenza

Settantuno
oggi sarebbero Settantuno

Ventiquattro
due giorni fa
erano sei mesi

date precise
numeri fissi
da ricordare
per scandire la mia distanza da te

ora

l’unica mia certezza. – 26/01/2017

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Palmiro Gnaldi Coleschi (Remo Ronco)

POESIA: NEVICATA

La neve è bianca,
la neve è casta,
la neve è soffice,
la neve è silenziosa,
la neve è allegra,
la neve è … saggezza!
Perchè?
Perchè la sua coltre bianca
rallegra il cuore,
obbliga la quotidiana frenesia
a cedere il passo alla calma.
Il passo del viandante
è lento ed attento.
Il guidatore insofferente
solleva il piede dall’acceleratore.
Ognuno è portato
ad osservare ed apprezzare
l’antico anonimo paesaggio.
Quasi per incanto, dopo la nevicata,
la vita sembra riprendere
un ritmo normale, a misura d’uomo.
L’immensa coperta bianca
tutto avvolge e nasconde alla vista,
ma ora,
tutto ci appare meraviglioso e nuovo.
E’ l’Uomo che riscopre l’insieme.
Tanti piccoli piaceri sensuali,
che sembravano trapassati nell’oblio,
ora, con la nevicata riaffiorano.
Riaffiorano e l’animo ne trae beneficio.
Sono i piccoli piaceri
il mitico…..pizzico di sale della vita! – 26/01/2017

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PROVVIDENZA SCUDERI

POESIA: NEI PERCORSI DELLA VITA
SCRIVO RIGHE CON LE DITA
MI ARROVELLO CON LA MENTE
PERCHE’ DI TE NON SO’ NIENTE
COME FOSSI UNA ROSA
LI’ SUL VASO MESSA IN POSA
MI CIRCONDI E MI TRAVOLGI
DI PAROLE SEMPRE DOLCI
HAI LA MUSICA NEL CUORE
TI AMO MIO PRIMO AMORE – 26/01/2017

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Alessandra Cappozzo

POESIA: Sottile come carta,
maestro nel discernere
il cuore dal battito,
concitato eccitato provocato.
Fuscello di torrente,
viandante tra seni sporgenti
e sussurri baciati,
sul petto poi dimenticati.
Un solco di vita
sulla pelle appena ringrinzita.
Un sapore amaro nel promettere
‘ti amo’ Un uomo coerente
nel rimpianto di viver di femmine
ma di amar e ricercare con la mente
solo e solamente una, fatta a dimora.
Dal crepuscolo fino all’aurora. – 26/01/2017

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Federico Buttaro

POESIA: Respirare emozioni da all’attimo dei nostri vissuti l’umanità profonda che ci caratterizza, come l’ossigeno nutre ogni cellula, desideri e sogni alimentano la fiamma più nobile nel nostro cuore, che ogni giorno, ardente di passione al sol pensiero, si aizza. – 26/01/2017

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Nadia Marra

POESIA: 25 novembre
Ho freddo.
Si,ho freddo stanotte.
E’ buio,quindi è notte?
No,forse il buio è dentro me.
Forse sono io che non sono più.
Non vedo la luce fuori da me.
Ho freddo dentro il cuore,
eppure sapevo che l’amore è come la luce.
riscalda e protegge.
Sempre.a volte si.
A volte no.
L’anima scossa mi manda tremiti .
È un sussulto ,o forse,un grido soffocato.
Soffoco ,si soffoco un dolore e vorrei gridare.
Ma io non posso gridare,non più .
lui si.
Oh lui ,si,me lo diceva gridando.
Taci.!
E mi soffocava.
Ho freddo.
Tremo,
come un papavero dalla corolla ricurva
Al suo passaggio.
che scalcia troppo forte sul mio stelo ricurvo
e ormai debole.
Eccolo,sento i suoi passi,di nuovo.
No,mi calpesta,i petali ,gli ultimi.
E cadono.
Sono gocce rosse che da me stillano intorno nel prato.
Ho freddo,è buio.
Ora sono una rosa,
una delle tante.
E quella panchina al parco,ora ha il mio nome.
– 26/01/2017

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Patrizia Gabrielli

POESIA: Amai cosi tanto e a sproposito,che quando arrivò finalmente un uomo degno del mio amore,non seppi ricambiarlo.
Ho cercato a lungo tracce di amore infondo al mio cuore, ma di esse traccia alcuna.Ricordo però, come un tempo fui stata,da pulsioni rapita,emulo e fingo di esser ancora come allora,quando l’incoscenza mia mi fece sperperare un sentimento tanto raro.
L’amore è dunque sofferenza…e tu perdonami se ti son vicino e piango già. – 26/01/2017

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Lucia Gemma

POESIA: LibertÃ
libertà è la linea dell’orizzonte che unisce la terra al cielo,
libertà è la forza che lega la terra al sole e ogni essere vivente alla madre terra
libertà è l’aria e l’acqua pura di cui la vita si nutre,
libertà è il cinguettio dell’uccello, che vola in alto nel cielo e cantando danza con le nubi portate dal vento,
libertà è il pensiero che supera ogni barriera,
libertà è il cordone ombellicale di un bimbo unito alla vita della sua mamma,
libertà è un si pronunciato una volta e che ripeti ogni giorno,
libertà è lo sguardo meravigliato di un bambino, che conservi anche d’ adulto,
libertà è credere e lottare con impegno, anche se si è soli,
libertà è continuare a sperare sempre,contro ogni speranza,
libertà è essere disposti fin’anche a morire,
libertà è il dono di un Uomo inchiodato alla Croce, che sceglie di morire per Amore.
Libertà è Amore e Amore è Libertà!
Libertà….
Ama, sarai libero!

Lucia Gemma Mt 2017 – 26/01/2017

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francesca maria cala’

POESIA: ANGELO IL CANE RANDAGIO

Con passo vacillante
e con il corpo stremato
giungo alla fine dei miei giorni.

Forse stasera morirò
e da sotto questa quercia
con l’ultimo respiro, che mi resta in gola,
vorrei ringraziare il Signore
per il pane che mi ha fatto trovare
nella spazzatura,
per l’acqua che ha fatto scendere dalcielo
per dissetarmi,
per i sacrati delle chiese
dove ho potuto ripararmi.

Sì, Signore,
io sono uno di quelli
uno fra i tanti che non sa
cos’e’ il calore di una cuccia,
il sapore di un osso,
la carezza di un padrone.

Conosco solo
il dolore dei calci sul dorso,
le sassate sulla fronte,
le gomme di quella macchina
che mi hanno spinto nel burrone.

Ricordo, poi
quella mano, grande, pesante,
che ancora cucciolo mi ha
abbandonato nella strada,
dove
vissi tutto il mio calvario.

Ho attraversato monti, boschi e paesi
nessuno mai mi ha tenuto con se’,
nessuno, mai, mi ha dato un nome.
Dalla nascita ho sempre portato il tuo
“Cane”.

Signore,
tante sono le cose che vorrei dirti;
ma…
il cuore ha rallentato il suo battito
e il respiro si affievola sempre più.

Perdonami! E ti supplico:
fa’ che la mano dell’uomo
non abbandoni più
un cucciolo nella strada.

E’ triste vivere da vagabondi,
e’ penoso essere soli,
ed essere soprattutto semplicemente
solo un cane.

Abbracciami almeno tu
in quest’attimo dove l uomo oggi mi ha tolto la vita appendendomi ad un albero.
Perche’?
Perche’ anch’io ti appartengo! – 26/01/2017

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Serena Zentilin

POESIA: Risvegli

Nel mentre,
in fondo all’anima
trovo le risposte…
in un turbinio di emozioni
vissute, sofferte e godute
di una intera vita…
lenisce il dolore, il sentore…
Verso un nuovo sentiero,
immerso nel fruscio del vento.
Verso un nuovo sole.
In un silenzio
di pace interiore…
svaniscono anche le parole. – 26/01/2017

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