Giovanni Andronico



POESIA:
Cosa siamo in fondo?
Pagine sgualcite di un libro scritto dal tempo! che ci arricchisce e ci consuma come la cera di una candela, che cede al calore della fiamma a illuminare il buio della sera.
Chimere disperse e cosparse di speranza portate via dal vento intonano quell’impercettibile canto benedetto,nell’implacabile scorrere del racconto, mentre all’ogni alba precede il tramonto d’un pensiero dissolto nel blu più profondo, e intanto il mondo indifferente non s’arrende e continua a girare in tondo.
Scarne parole riecheggiano a dar tormento a quel santo che tanto s’è pregato e che non t’ha mai ascoltato, forse già caduto in tentazione del vizio.
Dolce supplizio ne rimane dentro! accostato al rimpianto di aver dato troppo, di non aver fatto tanto per sanare quella ferita che rende vivido il dolore del non riuscire più ad amare.
– 10/01/2017

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