Jacopo Navacci



POESIA: C’è del mistero in te,
nella sintesi
puramente carnale
delle tue membra:
nella linea del collo,
che dal mento scende
fiorendo tra le scapole,
nella loro forma delicata,
nel loro spazio vuoto
che andrebbe riempito di labbra;
nelle spalle morbide;
nella rotondità del tuo viso,
sulle guance rosa,
nel taglio degli occhi.

C’è un mistero
che è mistero di bocca,
di labbra.
Passa sulla tua lingua,
ma non te ne rendi conto.
Un mistero di carne
nell’accenno del tuo seno,
nel tuo ventre.
Le tue gambe
hanno quella linea
propria della vita,
quella dolcezza pura
e sacra delle cose uniche.
I tuoi piedi,
le tue mani e i tuoi capelli,
nascondono
le cose che non dici mai ad alta voce,
ma che puntualmente riveli
nel profondo dei tuoi occhi.

Infinite volte
le mie mani sono passate
leggere su quel collo,
i miei polpastrelli hanno percorso
la distesa del tuo corpo,
la tua schiena,
hanno apprezzato la dolcezza delle orecchie,
la morbidezza della coscia,
si sono intrecciate
con le tue.

Quante volte la mia bocca
ha baciato le tue scapole
ed è scesa,
a risalire sul tuo seno,
a contemplarlo
a disegnarlo sulle labbra.

C’è un mistero nel tuo corpo,
nel modo di fletterti e muoverti,
che non riesco ad afferrare.
Che non si può afferrare.

Il piacere però,
non sta tanto nello svelare
misteri irrisolti,
quanto nell’abbeverarsi
alla fonte
infinita
del tuo corpo
e della tua mente.
– 12/01/2017

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