Giancarlo Bocchino



POESIA: Ero disteso sulla cupa di un monte
Ascoltavo il vento strofinar tra le fronde
In quella pace triste e solitaria
La mia tristezza faceva più male
Tutto d un tratto una voce soave
Non riuscivo a capire
E stavo ancor male
Alzandomi irto guardai giù in paese
E fra mille persone riconobbi la voce
Non so come feci ma con un sol salto
Mi ritrovai in un giardino
Con solo lei accanto
Sfiorando le sue labbra
Che sapevan di soave
Scomparve la tristezza
Portando con se il male
In quel magico posto circondato da fiori
Sentivo battere i nostri due cuori
Ma ogni suo battito era sempre più lento
E in men che non si dica
Il cuore era spento
Ora son solo
Più tristezza e più male
Non seguo più nessuna voce soave
Torno in quel posto triste e solitario
Non è più una pace
Ma uno sporco sudario
Alzandomi irto e guardando il paese
Rivedo quel luogo in cui vidi la voce
Or pur volendo non basta un sol salto
La voce si è spenta
Resta solo il ricordo
– 12/01/2017

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