LORETTA SECCO



POESIA: Al tramonto
Quando arriverà il mio tramonto e
le mie forze cadranno sotto il peso dei dolori e delle malattie,
quando i miei piedi e le mia gambe non reggeranno a quattro passi tra le foglie d’autunno,
vi prego, vi supplico, lasciate che io me ne vada con dignità.
Laciatemi uscire di scena con lo stesso orgoglio e consapevolezza della persona che sono stata.
A tutti ho cercato di dare una parte di me stessa fino a sentirmi completamente l’anima spoglia.
Figli miei amatissimi, quando mi metterete in un ospizio,e lo farete perchè è giusto che viviate la vostra vita, ricordatevi di non lasciarmi tagliare i capelli corti, corti come ad una puttana di guerra.
Anche da vecchia voglio sentirmi donna, fino all’ultimo mio momento di lucidità.
Sono e voglio rimanere una donna con i miei capelli, anche se vecchia e malata.
La mia chioma è stata il mio unico vanto di giovinetta non proprio bellissima.
I miei capelli hanno accarezzato dolcemente il mio viso anche quando nessuno lo faceva più.
E’ così rassicurante passare le dita tra le ciocche e sentirne la leggerezza.
Spero che il buon Dio non si accanisca troppo sulla mia vecchiaia e mi lasci il più a lungo possibile libertà e capacità di discernimento sulle mie cose personali.
Delle cose materiali non mi importa , non mi sono mai interessate.
Desidererei essere sempre pulita, dite a chi mi avrà in cura che mi venga cambiato spesso il pannolone, se servisse.
Almeno questo, assieme ai miei capeli concedetemi quando la mia vita sarà solo un letto in una cameretta, un anonimo comodino con la foto di voi cari che forse nemmeno riconoscerò ed un’anta di un armadietto di ferro, vuoto come il mio sguardo di bambina sperduta.
– 14/01/2017

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