Martina Barbieri



POESIA: SOGNO
Era il luogo in cui tutte le contese
trovavano una loro intima pacificazione,
dove tutti gli opposti si univano,
le complicazioni si solvevano,
le barriere si abbattevano
e l’essenza più profonda delle cose
riemergeva da antichi echi,
e da universi sopiti
si affermava con decisione.

Ogni realtà ritrovava
la sua ragion d’essere.
Era lì dove tutti i mondi
recuperavano la loro
misteriosa e naturale unità,
e il finito diveniva infinito.

Eravamo io e te,
non serviva altro.
Era l’inevitabile coronamento
del nostro amore,
per cui non esiste un dove
o un quando,
un tempismo
quantificabile o qualificabile,
né tanto meno confini
che possano limitarlo.
È una realtà ontologica
che vive nella metafisica del sogno,
nitida, con luminosa lucidità,
autentica coscienza.

È una verità che sento ancora addosso,
quella di te che dici
di non preoccuparmi,
che tutto sarebbe rimasto
esattamente come è,
nulla avrebbe alterato
l’equilibrio del reale,
ma in quel dove
ci era concesso
tutto ciò
che non lo è mai.
– 14/01/2017

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