Fabio Ivan Sessa



POESIA: O cara, che sempre impara, o giusta che ti gusta, o buona che detona, Il sol o bella zia, al cui o pregeria, a pensarci, mamma mia! Del tuo sciauro sai m’impauro: è sommario questo svario. Inoltre va forte che si sporge dal ponte del porto che è sorto al soccorso di un corso percorso al rimborso di sorte che forse apre le porte dell’ adesso e inoltre, quand’ella si mira, in quindi s’intende il suo insistente del dolce far niente e sai che va oltre del tutto la coltre. Del tempo t scordi, non fuggi non mordi, la mente si calma, una pianta non palma che è tanta speranza fat tanza ad oltranza, non fa spine sol rose, ha virtù industriose, felice e contento di ogni singolo accento. In ogni contesto senza pretesto fa effetto sul resto di ogni bel testo, ma sai che gran gesto di sballo il manifesto che porta grandi ondate di serate allietate che da qui è di là, per questo mi fa esser come per cui, lontano dagli angoli bui. Sei in botta perenne e ne esci indenne se collassi strafatto e perdi ad un tratto vista e tatto. Minacci il destino, Babilonia è in declino, non respirando pian piano, questa vibra invano. Sana, fresca e stupenda, assapori una gran spezia, Basta solo che s’accenda, tutto il resto è pura inezia, Ma, ahimé, al fin si giunge, il cervello più non funge, grande è stato lo svarione, che ora va in conclusione, zitta zitta molto onesta, dai polmoni, resta in testa, lesta lesta sai ti pesta la regina di ogni festa. Torna presto già mi manchi, riempio questi fogli bianchi: io non so perché scrivo, a una certa non capivo, mi ricordo solo che, mi sentivo fossi re. Tutto questo sai per dire, alla fine non appanna la carezza di Giovanna. Alla fine tu ritorni con gloria e con mestizia, Di ambienti non adorni, porti via ogni mestizia, Tutta notte a sgremare, faccio su se appare una papella xxl, fabbricando robe belle, quattro smaffi non si sa, qualche sdruso poi si va al di là…Sono fatto ai livelli, messi in piedi due castelli e con giusta leggiadria, essenza pura d’armonia, sì con grande mio stupore, si colora ‘sto grigiore. Avverto brio con fiducia, lenta lenta sai che brucia, quando vola in alto un drago, resto bene e m’appago: con postura assai grintosa è golosa questa posa. Schimicando fuori un pasto, senti bene che devasto, consumo un po’ di misticanza, nella nebbia della stanza. Minchia mbare comme sto, di problemi non ne ho. Quatto quatto fossi un gatto in cucina me ne vo, tutto bello soddisfatto. Scatta poi l’assalto ninja adesso mangio dopo il tonjo, cosa bene non lo so e con grande fantasia, qualche assaggio e così via. Poi passo al piatto forte, lasagne e due torte, quel che trovo già si sa, un bel po’ mi sfamerà, pancia vuota adesso piena, l’anim tutta rasserena. Oltre il varco temporale, Medicina naturale,Tu mi allieti e mi stupisci, Il tuo fare assai regale. 5 euro bella storia, a piè pari nella gloria, poi con 10 fai l’affare ma mi voglio rovinare, fai un ventello bello bello, porti a casa impacchettato una prova di reato: se la provi lei ti apre come Heidi fra le capre…Detto questo che vuoi fare, se davvero vuoi acquistare un mio amico ti presento, è Antonio che è un portento, se c’è gioia e non rancore, vita breve ha il malumore. C’è sul ponte una gran cima, si alza tanto l’autostima. E per giunta spieghi vele, verso terre in presabene. E per giunta tutto questo, non necessita pretesto. Forma d’arte ispirata da cicoria esagerata, buona mai come nessuno, non vi è in questo dubbio alcuno. Sento ora fitte al capo, controparte troppo mapo. Forse forse ho gozzato e mi ha colto impreparato cosa bene non si sa, zio caro ero fuori come in fungo un cincillà. Sai Antonio è molto grande, uno schiaffo e sei in mutande, non si scherza sai con lui, vive ora a Rapa-nui. Vivi il tempo qui e ora, si migliora tutto il mondo tua dimora, fai un viaggio oppure voli e il tuo animo consoli, fumi un poco quanto basta, hai una vita sempre crasta. Ho imparato esagerando, si sta bene fino a quando, non ti dico che casino per trovare l’accendino, poi aggiungi carta e brasca, sai s’impasta un po’ di mesta e si aggiusta senza sviste. Io non voglio aver ragione, ma disarmo un cannone, prendo mira e infine tiro, con un lieve capogiro. Questa spezia è totale, sale piano e non fa male, anzi bene a dirla tutta, con la bocca un poco asciutta, tu che leggi, come butta? Non mi resta che augurarti ogni giorno grandi party, vino e cibo in quantità fino a dire non mi sta. Quant’è saggia la natura, erba verde che ti cura e che caso io mi chiedo, ogni pianta dà sollievo.

Ti saluto con affetto, il momento è perfetto , un saluto dal Fabietto… – 15/01/2017

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