Enzo Peruffo



POESIA: CANZONE DI PRIMAVERA
( La Memoria )

Era nel verde immersa
Dachau. Il campo cinto
da una palizzata e filo spinato.
Ogni donna era persa
in scuro labirinto
dove l’animo si tenea celato
ed il cuore in un abisso affondato.
Cento eran delle donne
le baracche, catrame
il colore e le ore fatte di fame.
E lo spirito insonne
baratro pianto sangue
il corpo un’eclissi mostruosa esangue.

Giunta era primavera
a Dachau. Me ne accorsi
dal fondersi languido della neve,
dal giunger nella sera
di farfalla che scorsi,
oltre l’inferriata, posarsi lieve
sul terreno colmo di bucaneve,
dal numero di morti
sempre più al mattino,
si carpiva il loro pane al becchino.
E, gonfie di sconforti,
di salme si riempiva
un carretto coi sogni alla deriva.

Zeppi di margherite
a Dachau i gran vasi
del bordello di prigioniere belle,
scambiate le lor vite
Per pericoli evasi,
il loro corpo, svuotato ed imbelle
prostituito, ha evitato le celle.
Al lunedì il controllo.
In fila in ansia nude,
strette tutte nel fango di palude,
la morte nel midollo.
La rondine tornare
Ho visto: ha portato il dolce del mare.

Enzo Peruffo
– 31/01/2017

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