Ermelinda Coccia



POESIA: MIGRANTI

Conta i morti il mio mare
e l’impotenza che sento di fronte a ciò che accade
è bugiarda quanto la bocca di chi tiene i fili.
Si è colpevoli indistintamente
nel momento in cui la rabbia o la paura
si perdono nella convinzione illusoria ed egoista
di non essere stati colpiti in prima persona.
Si è complici idioti, incoscienti.
Si è potenziali vittime
come quelli per cui proviamo solo un istante di compassione, istante che ci fa credere di essere,
di avere un senso.
Ma inermi di fronte a tutto quello che mai vorremmo per noi, per le nostre madri, i nostri padri
e i nostri figli,
non siamo invece per niente lontani,
per niente diversi,
per niente più forti di chi oggi muore. – 31/01/2017

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