Anna Streminskaya



POESIA: ВABILONIA
– Cosa vedi lа, immersa nella finestra notturna?
– Vedo dei lavori nei campi lunari dell’Interfluvio;
lavorano di notte, e di giorno
dormono nelle sue capanne, scampandosi dall’arsura; sento
il loro parlar frascheggiante.
Le siluette delle torri,
dei portoni di Babilonia; la notte
strapiomba come la legge del tirano.
E` ubriaco Hammurapi; anche i cittadini
sono ubriaci, ma un pescatore
e` piu allegro sempre di un re
o un poeta.
– Il mattino… Cosa vedi
negli alberi, nelle figure dei pedoni,
nelle mandrie dei tram sonnolenti
che escono della stalla?
– Vedo che il spuntar del giorno
con la sua frescura
rassomiglia a un giardino sospeso,
al viso rotondo de un pane d’orzo.
Io so: Non e` caduta Babilonia,
perdura nel mondo.
In qualche luogo della terra
turbe dei mercatori
passano attraverso i portoni ,
i re si vestono di purpureo,
le legioni di peccatrici
alzano le loro faccie floscie
cercando un cielo
dove il dio del Sole passa
come un fulmune nel suo carro.
In questo pianeta pagano
tutti noi
siamo delle pecore selvaggie.

– 06/03/2017

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