Giovanni Onnis



POESIA: Salvezza d’un airone ferito

Era laggiù
tra piante lacustri,
gridò
poi forte nel cielo.
Laggiù nell’acqua
rispecchiò tutta la volontà,
la vitalità tinse di grigio
per quella sua liberazione,
ma
quell’ala ormai spezzata, no,
non s’apriva più al ciel
dal dolore.

Quella mattina,
lì, non si vedeva che
una volpe andarsene,
fu con un colpo d’ala
che si era
impigliato in mezzo ai rovi
e un uomo lo salvò.

Fiero restò
tra tife e ninfee,
fissò poi
gli occhi nel cielo,
ma la paura
non turbò la sua gran volont
di lottare ancor, là nel suo mondo,
non inclinò mai la testa sua,
l’airone cinerino, no
non poteva volar
con quell’ala.

Le mani d’uomo,
poi, lo colsero con cura, e
guarì amato, e un dì
aprì le ali grigie
e volò
via nel cielo verso il lago
con la sua livrea.

– 07/03/2017

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