Barbara Falconi



POESIA: URLO

E’ un’ora ignobile, lo so,
Un’ora di quelle da dimenticare, canti e fanfare,
In cui emozioni e realtà si diffondono.
Ora sbagliata.
Verità negata.
Fantasticherie a profusione.
Errori.
Canzone.
Ora in cui le parole si vomitano.
In cui le lettere rotolano.
Ora sbagliata dicevo.
Dimenticata, anche.
Tempo degli urli e degli anatemi; tempi sinceri.
Tempi leggeri.
Sacchi enormi di problemi.
Ditemi, vi prego, di ieri.
Che erano veri.
Andavano orgogliosi, loro
dei loro pensieri.
Diversi.
Fieri.
E come un grido che vuole essere sociale,
solidale,
affine, che so,
confine.
Un urlo che deve essere tutti,
che vuole essere nessuno
e sarà soltanto e sempre; solo.
Come qualcosa di notificato,
Il passato,
la precisione dello “stato”
amato,
vissuto,
sbagliato.
Ma lo cambierò!
Oh se lo cambierò!
Sarà sempre prefisso o suffisso latino,
sarà sempre e solo mattino. – 19/03/2017

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