pasquale Tomasello



POESIA: “Clandestino” stipato in fondo ad un gommone, insieme a me tante persone; nel silenzio ognuno è solo, degli uccelli sento il volo. Sbarco all’alba a Lampedusa clandestino mi si accusa. Guardo verso il chiaro cielo, sui miei occhi il pianto è un velo. Qui nel mondo siamo tanti, clandestini tutti quanti. Eppur son perseguitato peggio di un pregiubicato. Siamo attimi di mare come luci di lampare; siamo gocce di rugiada lungo i bordi di una strada uno stuolo di gabbiani sabbia sfioro con le mani su di me sento il tepore di una terra che è di sole. Trovo il cuore di isolani come me esseri umani. Nel tuo aiuto vedo Iddio che si fa fratello mio. Alzo gli occhi, tutto tace il mio mondo adesso è in pace. Qui in fondo a Lampedusa più nessuno ormai mi accusa. Condivido coi gabbiani il sereno del domani. Siamo nello stesso mare sul mio viso un riso appare. – 21/03/2017

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