filippo di martino

POESIA: Varco Temporale

-Nella voragine dell’io
danza l’universo
delle mie emozioni.
-E’ un VuotoCosmico
colmo di reincarnazioni.
-E’ uno SpazioImmenso
che attende il nostro salto.
-Non vedo orizzonte…
troppa polvere di sangue,
allora salgo sull’amore
e tutto appare :
Vivere l’amore
dentro una bolla di poesia,
sospesi tra speranza e utopia,
vagando e danzando
in bilico tra piacere e follia.
-Vivere nell’AttimoSospeso
tra tutto e magia.
-Attraversare il varco…
sulle mitiche ali
bagnate dall’anima mia.
……………….fmem……
– 18/04/2017

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Anna Scamarcio

POESIA: A furia di far finta di essere padrona della mia vita e dei miei sensi …… ho perso la capacità di pensare in modo saggio ho smarrito il modo di arrendermi dinnanzi alle mie fragilità.
Solo quando ho perso tutto e mi sono smarrita ….. la sofferenza ha potuto distruggermi con ferocia …..quindi mi ha ricostruita e sono divenuta me stessa …. nulla. Ciò che è rimasto sempre integro ed immutabile in me …. è Dio. – 18/04/2017

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antonio meler

POESIA: Dedicato alla torre di Collalto.

Vecchia torre…
testimone fedele dei tempi passati,
cuore di pietre che porti con te antichi segreti:
Sospiri celati di amori rubati
guerrieri griffati dai mantelli insanguinati,
potenti corrotti dalla malvagità sedotti,
onesti villani vessati e umiliati
da principi violenti e spietati.
O vecchia torre….
non celare nell’oblio e nell’ades i tuoi segreti,
sussurri al vento
che li riveli domani
ai posteri umani.

Meler Antonio
– 18/04/2017

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Patrizia Guidi

POESIA: Mio padre
Sei stato il mio primo uomo
Nel mio cuore,sei stato il mio amico nelle pene d amore
Sei stato il padre delle mie figlie quando sono rimasta sola,
Sei stato il mio coraggio,la mia spalla su cui piangere
Ti ho accudito con amore nel tuo viaggio nella vita terrena,finché non hai chiuso gli occhi per andare nell altra dimensione,non mi hai salutato pur sapendo del tuo viaggio,ho avuto un dolore immenso pensando che tu fossi arrabbiato
Poi ho capito,non mi hai salutato perché sapevi che saresti stato al mio fianco comunque,perché sapevi che ero una figlia non comune,e che ti avrei sentito
E cosi è stato,continui a guidarmi in questa vita,sento la tua forza,e il tuo amore.
Grazie per ciò che mi hai dato,e grazie per ciò che mi dai
– 18/04/2017

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Cesare Santoli

POESIA: IL SEME DELLA POESIA

Di pensier l’uomo ceator deve essere,
al moderno e all’antico deve ispirarsi
se vuol che sia civile e precetto di virtù la poesia,
per tramandare ai posteri amore e nobiltà;

arte meravigliosa e seme profumato è la posesia
l’uomo, con passione, lo porta dentro di se,
custodito gelosamente con amore
per insegnare a tutti i suoi nobili valori

sta solo all’uomo saperlo coltivare
irrigarlo, continuamente, con orgoglio,
tenerlo in vita e morir mai farlo,
affinchè nel suo intelletto e nel suo cuore
possa germogliare con profonda passione
il fiore della vita, della fede e dell’amore – 18/04/2017

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Rita Caselli Caselli

POESIA: Utopia

Brilla nei tuoi occhi
Quella luce che rischiara
Il mio orizzonte buio

Non è più gelida quest’anima
Avvolta nel benefico calore
Che le tue parole sanno creare.

Insieme a te, guardo al futuro
Senza paura
E i ricordi di un tempo
si dissipano leggeri
sul tuo sorriso.

Vedo le tue mani tendersi verso di me
Le posso stringere
E scompare la sensazione
Di scivolare nel vuoto

Pensieri tristi scacciati
Con una dolce certezza
Non sono sola ci sei tu.
– 18/04/2017

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Etienne Guerrieri

POESIA:
” Stellami di baci ”

Tu che eri per me

il mare che si racconta alla riva,

le nuvole candide fra le mani del vento

trasformate in disegni e zucchero filato,

quando il cielo s’immergeva ruvido e pieno

nell’immensità di quei tuoi occhi azzurri,

dove io mi ci incantavo spesso

perdendomici come un aquilone

cercando d’andarci sempre oltre

arrendendomi dentro al tuo caloroso abbraccio.

TU che ora sei l’altrove

dove, delle mie favole vesti Regina,

mentre nemmen con i sogni più fantastici

ci arrivo, dall’altra parte dell’arcobaleno

per toccarti almeno di cuore che

se potessi,

allora sarei ancora in volo,

dentro a quelle lacrime che di te non piango

perché dentro bruciano di rabbia,

a volte così tanto

da togliermi il respiro. – 18/04/2017

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Anna Maria Cabras

POESIA: …Ai mie occhi….
Davanti ai miei occhi ..il mare..
immenso, azzurro e straniero…
Non so cosa pensi, non so cosa dica!
le onde che si infrangono sulla costa
tornano indietro portandosi tutti i miei pensieri.
Mi perdo ammirando la sua immensità…
il suo colore mi cattura..così intenso.
Eppure così avvolgente
come una calda coperta.
I miei pensieri ormai all’orizzonte
non hanno più un freno
sono liberi portati dalle onde.
E’ una sensazione meravigliosa
LA LIBERTA’.
..e il mare concede la libertÃ
a coloro che la sanno davvero apprezzare.
La vera libertà: il pensiero.
nessuno può dirti di smettere di pensare
continua a farlo così come le onde continuano
ad infrangersi ….
Pensa pensa pensa…
Ai miei occhi la libertà di vedere
ai miei pensieri la facoltà di volare
alla mia bocca il poter parlare
alle mie orecchie voglia di ascoltare.
Si …è bello essere liberi
ma impariamo ad ascoltare…
e impareremo ad AMARE.

– 18/04/2017

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Roberta Masotti

POESIA: Lacrime di pioggia

Gocce sparse,
gocce assottigliate,
sulle pietre ruvide dei viali del mio Parco.
Luccichii di rispecchi dai mille colori,
ci riflettono dentro,
delle fronde delle piante alte,
che contornano casa mia.
Cammino, con il mio ombrello aperto,
ammiro le loro forme giocose
e le vibrazioniche emettono
e ne smuovono i loro contorni,
ma non si rompono,
assimilano i miei movimenti,
come bolle di sapone appena fatte.
La pioggia cade sopra il mio ombrello,
dai colori sgargianti,
come un fiume di lacrime,
ne delinea tante strisce.
Gocce a forma di lacrima,
discendono nei lati dell’ombrello
e cadono verso terra,
riformandosi un attimo prima di toccare il suolo.
Lacrime tonde,
assomiglianti a bottoni,
di abiti dismessi nel baule antico,
allungate come spaghetti o raccolte a gruppi,
come grappoli d’uva maturi.
IL mio sguardo e’ attirato
da quelle forme,
dai loro movimenti,
da tutto ciò che riflettono dentro e fuori,
dalla loro direzione,
via via che arrivano a terra.
Il loro suono rilassa, tutto diventa calmo
e la quiete in noi avanza.
Gli uccelli, si rintanano,
fra le alte fronde della mia Palma nel giardino,
riparandosi dalle gocce,
che si formano grosse e pesanti.
Io rimango là fuori,
sul bordo del mio viale di rocce,
ammiro il passaggio di quelle lacrime di pioggia,
le seguo con la vista,
guardo ove si rintanano,
dissetano le erbe,
nutrono le radici,
abbeverano gli insetti,
che dal sottosuolo fanno capolino
in quell’istante
e le crepe del terreno arido,
si trasformano come tante labbra
che raccolgono una dopo l’altra,
quelle lacrime di pioggia.
Tutto sorride là nel sottosuolo,
tutto riprende vita e rigenereranno
nuove forme di splendidi colori
al prossimo anno.

Autrice Roberta Masotti 18/04/2017

– 18/04/2017

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