sharon lomanno

POESIA: Cado nelle braccia Divine

Riconfortata dalla sofferenza umana e dalle lacune scoperte nella carne della mia anima
Rilascio il mio sguardo riposare su questa consolazione coperta adesso dalla sete delle Vostre mani

Tu che mi lasci uno spiraglio per intuire le sette porte del qui e ora,

Adesso entra in me come io in Te .

Sharon Lomanno

– 18/04/2017

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Luciano Cammaroto

POESIA: A volte gracchio come un corvo

A volte gracchio come un corvo,
ingolfato nello scialle della luna nera:

– Fammi scendere dalle tue ginocchia,
non sono più un bambino!-

Ma il vento mi urla nell’orecchio:
– Invecchierai nel nido, ove il fantasma
della corva
imbecca ancora il suo corvino!-

Tremo pensando al mio destino. – 18/04/2017

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Andreina Pezzi

POESIA: CONTRO NATURA

Il ponte unisce ciò che la natura col fiume divide.
Soltanto ora che ho varcato il confine
scopro che ne è valsa la pena
ho percorso il ponte
andando contro natura. – 18/04/2017

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Giuseppe La Scala

POESIA: SOGNO

Danzate sirene sul pelo dell’onda
finchè occhi non verranno a guardarvi.
Danzate finchè l’alba vi illuminerÃ
e dal palco della notte vi toglierà di scena.
Qualcosa chiama dalle celesti pianure
e nessuno potrà resistere quando sentirà.

Un uomo ha bussato alla mia porta stamane
e mi ha detto: < amico, non so cosa sia,
ma una strana gioia ha invaso il mio cuore;
ho visto gli uccelli danzare nel cielo
ed i pesci saltare tra le onde del mare.
Anche tu pensi che io sia diverso? >

Poi è fuggito e dietro di lui
ho visto cento uomini vestiti di bianco
cacciarlo come una volpe nella foresta,
ma lui correva e si allontanava da loro..
non di quel tanto che bastasse a garantirgli la vita.
Ho visto la canna di un fucile tendersi e schioccare
ed un fagotto di stracci tuffarsi nel fango
ed impietrirsi senza le rose di maggio.

Ho sentito una donna chiedermi se l’amassi,
ma i mei occhi cercavano di guardare lontano,
più lontano da lei e da me.
Sono rimasto solo e non l’ho più rivista,
ma ancora adesso la rimpiango la sera:
perchè non ha capito che volevo dirle di sì?

E già sorgeva il mattino,
la luce esplorava le pupille assonnate
e le nubi si dissolvevano ai suoni del giorno.
Ho aperto le finestre e non ho più visto le case
che sino a ieri esistevano, reali e scure.
Ho visto gli uccelli volteggiare sopra me
ed i pesci giocare tra gli spruzzi del mare.
E allora danzate, sirene,
danzate signore dell’acqua,
non mi stancherò di guardarvi, così senza far niente,
tra le onde salate della marea.

Un pensiero mi preme nel cuore:
che sia solo un sogno la mia vita?
Eppure vedo le stesse cose che ho visto stanotte,
ma non è più notte, non c’è più la magia della notte.
Ricordo una faccia strana ed una domanda:
< anche tu pensi che io sia diverso? >
Ricordo la polvere di un momento
e l’abbattersi al suolo senza difesa;
forse anche stavolta verrà un fucile a giudicare,
ma voglio udire il canto delle sirene,
voglio guardare in faccia la mia morte.
Se tu avessi capito quanto ti amavo!
– 18/04/2017

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fabrizio ponzo

POESIA: Luogo angusto e parimenti tetro
struttura a nido d’ape,simile a esaedro
antro suburbano,asettico,monacale
tana interrata,spazio intrauterino
rifugio postatomico,eremo ereticale
ricordo immaginifico di perduto giardino. – 18/04/2017

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Elisabetta Molino

POESIA: Oh mia Vita,
raccontati piano, sottovoce,
dammi parole di cui saziarmi.

Parole, tante parole…
Parole semplici,
che sanno di terra bagnata,
di pioggia profumata
e fragole mature e latte
e poi parole alte, alte
che arrivano alle nuvole.

E parlami delle radici,
di quelle che affondano
e si aggrappano
e si perdono nell’oblio
della mia amata terra.

Una terra fresca,
che profuma del molle seno di mia madre,
del caldo seme di mio padre,
con cui tu, oh mia Vita,
mi hai piantata.

– 18/04/2017

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Rodolfo Tolomei

POESIA: Immigrant song

In macchina di notte, con lo stereo a palla,
era uscire dagli schemi, senso di libertÃ
e se il nastro suonava i Led Zeppelin
o i Pink Floyd, allora felicità pura o quasi.
Certo a quei tempi si sognava molto…
la libertà sessuale, l’uguaglianza,
addirittura la possibilità di trovare altri mondi
se non ci saremmo riusciti sulla terra.
Erano sogni appunto e finirono presto…
quando siamo arrivati al mattino
e Immigrant song sullo stereo era finito,
dietro c’eravamo lasciati l’AIDS,
pacchi di soldi distribuiti a cazzo,
un pianeta rovinato da
scarichi tossici e immondizia.
Quelli della mia genetazione
per tutta la vita penseranno:”Peccato
che sia finita così”…già peccato,
e non è stato giusto,
non è stato giusto per niente. – 18/04/2017

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Matteo Iammarrone

POESIA: Siamo alberi
dotati di radici
affondate nella terra.

Ci sorreggono i nostri amori.

Come energia solare,
minerali nel suolo,
acqua di pioggia,
vento, tuono.

Nessuno di questi elementi si sognerebbe di reclamare l’albero tutto per sé,
eppure tutti sanno di contribuire,
in qualche modo oscuro,
al nutrimento di quell’essere. – 18/04/2017

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Maria Antonietta Oppo

POESIA: CONSUNZIONE

Scarnificato tronco senza vita…
Il tuo maestoso ergerti è concluso,
abbattuto da una stella di fuoco
caduta nella notte.

Resta l’idea di te,
di quello che sei stato:
scheletriche ramaglie
protese verso il cielo.

Moncherini,
deformi e muti,
ricordano la forza
che ti rendeva vivo.

La tua imponenza resta,
ma è ormai senza futuro…
– 18/04/2017

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