Raffaele Saba



POESIA: FIORE RECISO

Giungesti alla luce tra i fiori
corolla di Giglio sbocciato.
Ti facesti baciare i pistilli
carezzare d’oro i capelli.

Di profumi intensi
ubriacasti i dintorni,
con dolce sorriso
tendesti la mano.

Forti braccia ti accolsero in grembo,
ninnando con fate
e folletti il tuo sonno.

Germogliasti più bella tra i fiori,
tra risa, canti, gioia e colori.

Non ancor giovinetta,
trovasti l’Orco all’imbrunire.
Un giorno cupo e freddo,
nascosto tra rovi e spine
ad insidiar la carne.

D’inganno fu preso il corpo tuo,
gettato tra massi di ruscello,
violando l’ intimo segreto.

Colse con foga bruta l’innocenza,
ridendo dei tuoi petali sfioriti.
Esile stelo reciso dal tronco,
petali rossi caduti nel fango
sì manto d’arazzo nel bosco.

Cadesti al suolo senza più lamento,
a rimirar degli alberi le fronde.

Sognasti giochi di bimba
bambole e caramelle,
aitanti giovani di corte,
balli sfrenati, occhi di giada
ed infinito amore.

Cercasti rifugio tra i rovi,
sentendo la pioggia scrosciare.

Bel fiore di paradiso,
trascinasti il tuo corpo nel fango,
stringendo i vestiti col pugno.
Ritrovasti il sentiero di casa
in silenzio preparasti il giaciglio.

Piccolo fiore reciso,
da mano codarda macchiato.

La notte più buia ti attende,
tra lacrime e gemme di brina.
Ora son solo ricordi
ed il buio appanna la mente.

Abbracci il tuo fiore che dorme,
lo stringi con forza sul seno.
Ti guarda con occhi d’amore
ed il sole si leva leggero.

– 30/06/2017

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