giuseppe giuseppe

POESIA: Il marinaio e la farfalla.

Dov’è lei ? Non è in biblioteca, tra le margherite appassite, nel silenzio delle parole consumate dalla memoria, tra le fredde luci delle scrivanie logorate dalla miopia di giovani studentesse indaffarate.
Non è all’ingresso nel gruppetto consueto di chiacchiericcio universitario, tra i gradini assediati da sguardi maliziosi, ricolmi di viole ingorde di polline.
Non è sul terrazzo al sole tra i girasoli, ne all’ombra della luna con le ipomee bianche, tra mattoni roventi e finestre abbagliate, chiuse.
Chiuse come lo sono le rose nei vigneti nell’attimo in cui sanno di poter sbocciare.
Chiuse da riflessi tiranni, quei riflessi che accecano lo sguardo, consentendogli di osservare solo se nasce dall’interno, e mai viceversa.
Dov’è il candore della sua bianca pelle, dov’è il suo profumo intriso dai Mari del Sud.
Dove sono gli smeraldi scogli sostanza dei suoi occhi su cui si infrange l’oceano?
Quegli occhi che ai miei sono ali di farfalla, grandi, sfuggenti, adagiati sui petali di un fiore volti ad assaporarne il nettare in un campo esposto a Sud. Dove sono?
Battito di ali, battito di ciglia, qual’è la differenza se nel mezzo ci sono loro?
La cerco ovunque, chiedo ai passanti: api operaie meravigliate dalla mia tenacia, vespe agguerrite solidali, incuriosite dal mio ardore.
Boccheggia il marinaio sul terrazzo, mi concedo al sole senza timore di essere punto. Un grido dentro me risuonava a tempo con le onde del mio mar: Dov’è lei?
Me ne restai attonito. Attonito come un Marinaio sa fare.
Attonita la mia mente, vi tacque ogni suono.
Attonito il sangue bollente, circolava silenzioso nel cuore, come se stesse sgattaiolando via dal mondo inseguitore.
Dov’è la destinazione della mia rotta.
Dov’è lei, sarà forse immaginazione? Sarà forse uno spettro? L’ennesima sfida, l’ennesimo scherzo degli Dei che tanto si dilettano a far naufragar i marinai.
La voce dentro me mi condusse, con folle impeto percorsi mille miglia, e d’un tratto galoppante, infine, dentro me lo appresi: Una farfalla non può essere trovata è lei che trova te, non può essere toccata o perderà il volo; perderà i suoi occhi ed io perderò me stesso. Non potevo fare altro che lasciarle un nodo: lo diedi alla terra; lo affidai al vento; con la promessa che avrei protetto quelle ali. Con la promessa più ardua da mantenere: la promessa di libertà.
Me ne andai ma mai del tutto. Me ne andai, ma lei continuò a volare. | sorgente: https://www.google.it/ – 26/03/2018

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Forgiarini Tatiana

POESIA: La prima volta
che ti donasti,
avevi 14 anni.
In mezzo
al deserto,
venduta da chi ami,
donasti
ciò che non
sapevi essere
il tuo miglior
fiore.
Il primo uomo
fu un vecchio,
invece che
il tuo primo
amore.
E tu gridasti,
gridasti forte
quanto il tuo
silenzio
che nessuno
era in grado
di ascoltare. | sorgente: https://www.google.it/ – 26/03/2018

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D altri Elena

POESIA: Nuvole rosa
Orizzonti lontani una mano si posa
Sul mio viso graffiato da lacrime come gocce di vetro. Puoi leggere nei miei occhi LA mia vitama solo se una preghiera la mia voce grda. Vorreiessere ma non sono perche tramortita da chi … Non impota. Cascade di acqua perseverano nel pianeta: la ferita che porto nel e colme ease ma di sangue! E che sia: in urlo al cielo e ricomincio a camminare …..verso Te! | sorgente: http://m.facebook.com/ – 26/03/2018

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Gallo Davide

POESIA: Amico mio caro, sorriso tuo sordo, ricordo vagante in cuore profondo

Torni alla mente a mò di lamento,

struggi mia anima, dolce tormento.

Non basta ricordo dé tempi di scuola,

Vita regala, Morte addolora.

Compagno di classe, Compagno di banco,

fare brillante, inceder mai stanco,

Folti capelli, viso splendente;

immagine tipica d’uomo vincente.

Confesso non sempre amico capivo

Tuo modo di fare iperattivo,

Tuo modo di essere superlativo.

Vita abbandona esile spiro.

Sorriso gioviale passo col mondo,

ti fossi fermato quel folle secondo.

Chieder semmai valesse la pena,

brivido Morte lungo tua schiena.

D’ esister condito gioie, veleni,

a odor beffardo dé crisantemi.

Gloria terrena futile, vana,

core trafitto da nera lama,

gelido corpo in buia bara.

Lacrime riempiono oceano profondo,

nell’animo mio Tuo viso giocondo.

Terra Fratello hai già ‘bandonato,

misera vittima in tragico Fato,

Luce che illumini Plesso Stellato,

Cielo ch’ abbraccia Essere alato.

Zero saluto, né semplice abbraccio,

sei andato via come di slancio;

animo mio ridotto allo straccio.

Quel tuo faccione a tondo sorriso,

lacrime amare sgorgano in viso,

la Tua Presenza, ricordo intriso.

Amico rivolgo pensiero più vero,

auguro pace in azzurro sentiero

tra soffici nuvole volo leggero.

Col tempo s’attenua tormento e dolore,

cuore rammenta eterno splendore;

Tu sempre disposto pace col mondo,

che non perdonava gesto sì immondo…

…………………………………………………………….

…Folle, Infame, Dannato secondo!

Nave in tempesta non trova ancoraggio,

Amico mio Caro…

Fa solo Buon Viaggio !

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Quartapina Pina

POESIA: L’uomo è la natura.
Una mattina mi sono
svegliata felice e contenta di essere nata di amare la vita mi sono promessa ispirarmi vorrei solo per essa un giorno che nasce un giorno che muore ogni giorno imparare cose nuove .Mi guardo intorno è bella la natura creata è stata con giusta misura ogni animale gioisce e ruggisce gli uccellini cantano in coro rallegrano il nostro cuore e quello del Signore .Perché lampò uomo ha rovinato quello che Dio con tanto amore ha creato . Dio di e rammarico di aver lamp;#039;uomo creato. Titolo della poesia lamp;#039;uomo è la natura. | sorgente: https://l.facebook.com/ – 26/03/2018

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Quartapina Pina

POESIA: Una mattina mi sono svegliata felice e contenta di essere nata di amare la vita mi sono promessa ispirarmi vorrei solo per essa un giorno che nasce un giorno che muore ogni giorno imparare cose nuove .Mi guardo intorno è bella la natura creata è stata con giusta misura ogni animale gioisce e ruggisce gli uccellini cantano in coro rallegrano il nostro cuore e quello del Signore .Perché l’uomo ha rovinato quello che Dio con tanto amore ha creato . Dio di e rammarico di aver l’uomo creato. Titolo della poesia l’uomo è la natura. | sorgente: https://l.facebook.com/ – 26/03/2018

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Rizzuto Giovanna Maria

POESIA: GURNALI
Che dire, e un paesino di poche anime,
situato in pianura, sotto la montagna di SANTA VENERE.
Tra ARMO, RETINA e GALLINA,
non la trovi in cartina.

A REGGIO CALABRIA puoi trovarlo,
da RAVAGNESE-SARACINELLO,
puoi salire tranquillo,
vi raccomando, fate attenzione,
dove prendete la direzione.

Venti case appena, parenti tutti siamo,
zii, cugini e quattro amici e una mano ci diamo,
ci sono anche due nonne ultra 90enni,
di vecchio stampo e pur resistenti.

Ricco di mandorle, fichi d’india, fichi , aranceti, ulivi, querce, eucalipto e pini
che quando sono in fiore, ne siamo lieti,
dal paesaggio vario pinto e colorati,
dalla natura siamo incantati.

I fichi al sol li secchiamo,
“cunocchi” e “cuzzuli” facciamo,
come calabrese tradizione ,
e una vera soddisfazione.

Nei terreni adiacenti , che grandi sono,
Grano, Glina e Fasciola seminiam tutt’ora
Che di raccogliere non vediamo l’ora,
e arriva la trebbia guidata da Nicola.

Taglia la paglia e estrae i semi,
e per finire viene Orazio col suo trattore
col pezzo montato, per imballare,
le fa a rettangolo come un artista,
e per raccoglierla siamo due in pista.

Vi ringrazio di avermi ascoltato ,
in queste poche righe che ho raccontato,
di questo bel paese che sono innamorata
dopo che felicemente mi sono sposata.

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Piccinni Angelica

POESIA: Mi ricorderò di te
prima che il cinismo ti pieghi
prima che il fumo avvolga il tuo volto
preoccupato
tra la folla
senza sapore di follia,
prima che la sera ti colga stanca
e indaffarata,
nei sogni gravi di ansie
nelle notti insonni
che ti faranno pesante.
Mi ricorderò di te
prima di vederti svanire
sotto una coperta di pensieri.
Mi ricorderò di te
felice come sei
adesso. | sorgente: http://m.facebook.com – 26/03/2018

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ruggiero francesco

POESIA: lenta gira la mulazza della betonniere
sull’asfalto cocente della fondovalle cilentana,
frotte di carpentieri sulla vicina riviera,
bruciati dal sole col segno della cannottiera.

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