Marta Mantero

POESIA: Il mercoledì pomeriggio

Il mercoledì pomeriggio facciamo che è festa
che ci vestiamo coi vestiti dei pazzi
quelli fuorimoda
fuoritempo
fuori dal senso comune
in lungo
con lo strascico di fiori di foglie di amori
di canzoni urlate in pianto
come principi principesse ballerini di Burlesque

E poi di mercoledì pomeriggio facciamo
che balliamo come ballano i pazzi
a passi storti
ubriachi persi di bellezza che
soffoca
nelle cravatte blu mare

E dalla cima dei nostri tacchi a spillo
balliamo in faccia all’ordine
alla vita
alla morte
alle cose che abbiamo rotto e non
abbiamo saputo
aggiustare
– 06/09/2017

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Mariafrancesca Proietti

POESIA: Siamo come gabbiani
chi siamo noi..
che viviamo la notte
alla ricerca di un emozione,
e ci accontentiamo
della luce di un lampione
che allontana da noi
stelle e desideri..
chi siamo noi
che viviamo alla ricerca
dell’attimo perduto,
alla ricerca di un segno
invisibile e incancellabile..
noi che viviamo di ideali
di eroi non reali,
siamo come uccelli
che cercano rifugio
nella tempesta,
e questa realtÃ
ci logora l’anima
perchè qui non cè
un segno di eternità…
e cerchiamo rifugio
nei sogni e nei libri,
in questa nostra
piccola realtÃ
e tutto il resto
sembra solo un ricordo
lontano e irreale…
siamo come gabbiani
che imparano a volare
alla ricerca di un fine più alto
che ci allontani da questa materialità.. – 06/09/2017

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Alessio Ammirati

POESIA: Ererno amore

Ogni notte sfioro il tuo corpo,
Candido e puro,
Osservo i tuoi occhi chiusi,
La tua mente riposa e la mia…
Ti osserva

Quando i tuoi azzurri occhi si aprono,
Il mio cuore si riempie di emozioni,
Gioia, felicità e amore.
Come il primo giorno
Come le prime ore.

Sogno cose folli,
Sogno amore eterno,
Sogno la nostra famiglia,
Sogno il futuro, il nostro…

Amo la tua semplicità,
Le tue paure e le tue sicurezze
Amo tutto di te
Ti amo come tu ami le carezze.

Finalmente sei sveglia,
Ho aspettato tutta la notte
Per non perdermi l’attimo.
Il tuo splendore mi entra nell’anima,
La tua bellezza rigenera il cuore
Come passeri usciamo dal nido,
E come amanti contiamo le ore
Del nostro amore.

– 06/09/2017

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Giulia Da Campo

POESIA: titolo: Colorami la voce

Stando qui seduta in mezzo a voi,
circondata da voci tabaccose
scopro
in un acre pennacchio di fumo
un rovente terrore:
voi dimostrate che morire è vivere,
vorrei ribattere,
ma la mia voce è incolore.
Vorrei farvi conoscere  la conoscenza
e uccidere le vostre barriere
di anime nere, caffèlatte o gialle
e farvi scoprire con candele di fragole e incenso profumato
parole senza peccato.
Vorrei,
con un orazion picciola
dimostrar la futilità dello sprecar il vostro soldo,
ma ho mancanza di tempra in queste membra.
Stando qui seduta in mezzo a voi,
come i corvi ed il carbone
penso all’ unico mio mezzo che ho,
una penna stilografica e un quaderno marrone.
– 06/09/2017

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Tiziano Pizzoli

POESIA: Mutatio

Mutavo sul pesce marino
salmastro ai lucenti capelli
salati. Mutavo i fratelli
salati dal dolce destino.

A ciò non sarano più belli
sgrinzata avranno la pelle
seccata dal caldo che imbelle
disidraterà le lor pelli.

Donami il tuo monile, oh sorella,
donami il tuo monile…

E bronzino il fuoco tuo luceva
di sali la sabbia ai capelli
opachi di verdi gioielli
le alghe che il corpo gemeva.

Donami il tuo monile ornato,
sì, donami il tuo monile…

Mutavo l’uccello eterìno
che sfianca con l’ali sui mondi
mutavo le rustiche rondi
garrìli sul monte vicino.

Snocciolata l’anima sua ribelle
alle leggi più basse di lei
i cieli che sfianca più bei
gli incanti sereni di belle.

Donami il tuo monile, ornato dai bei flabelli..
sì, ornato donami…

I fiori del tiglio, le foglie
sul crine di quella gaietta:
più caldo tramonto l’aspetta
più lunga la voglia alle voglie.

Mutavo infine il divino
sentire superficiale
mutavo le mode dei ricci
soffiati dal caldo Maestrale.

– 06/09/2017

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Francesca Zubiani

POESIA: Fantasma

Prendi forma nei miei pensieri
con il velo leggero delle tue parole.
Luce che risplende e non porta notte
passi come vento e lasci le tue impronte.
Sei forza e imponenza intoccabile come aria,
sei delicatezza e fragilitÃ
nel desiderio di portarti alla realtà. – 06/09/2017

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Carmen Imma Aquino

POESIA: Chicco di caffè

Sbuffa nebbioso l’aroma di caffè,
fischiando come una locomotiva in corsa
mentre dalla latta bigia
sanguina a rivoli
una pozione buia.
Inebria il corridoio
sfiorando le pareti candide
e mi invita
con fare malizioso.

Su quanti binari hai viaggiato
esule chicco di caffè
poi così sublimato
per venirmi a tentare,
per soddisfare la mia sete?

Quante mani ti hanno sfiorato,
quante labbra godranno del tuo essere?

Ti assaggio
e sento in te
la maestosità degli alberi,
la terra scura e fertile,
il rigoglio del verde,
l’incalzare del Viaggio
e della Vita stessa. – 06/09/2017

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Marianna Cerroni

POESIA: HAI OCCHI CIECHI.

Hai occhi ciechi
Castelli irti di vette irraggiungibili .
Odo melodie melanconiche
che d’animo forse tacciono.
Il sentiero è lungo e sconnesso
le spine pungono il visitatore innocente
che con il cuore sente e vede .
Serrato in stanze cupe , ridotte
lasciate alla più bieca immaginazione.
I pensieri sono come corvi neri
che volano in cerchio sulle nostre teste,
spettatori inerti ,
Immobili abbiamo perso la strada .
Dall’alto lo sguardo pieno di collera,
d’abbandono
nascosto da cime fortificate
dove chi vive
non sa di farlo .
Abitanti distanti legati
da fragili illusioni ,
come fragili sono i cuori
che più non sanno guardar .
– 06/09/2017

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Marcello Pavone

POESIA: Oggi ho visto un turista in centro,
era solo ma non sembrava.
Ha fotografato ogni cosa, me compresa:
mi ha chiesto se poteva
offrendomi un gelato.
Oggi ho visto una turista in centro
indossava un vestito rosso.
Ho fotografato ogni cosa, lei compresa:
abbiamo sorriso insieme con un gelato
e ci siamo dati appuntamento per cena.
Oggi c’erano due turisti in centro:
erano soli, ma poi non lo furono più.

– 06/09/2017

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Daniela Nisticò

POESIA: In passato possedevo una rosa.
Questa rosa era la più bella e particolare che io avessi mai visto.
Me ne prendevo cura, giorno per giorno.
Era profumata,
un profumo intenso che aiutava lo spirito
a colmare le sue inquietudini.
Il suo colore era unico.
Bianca all’esterno e azzurra, quasi come il ghiaccio al suo interno.
Non passava giorno che io la adulassi e la coccolassi.
Ma una pecca da prima insignificante diventò la fine di quella passione.

Aveva delle spine.
Spine anch’esse non comuni.
Pungenti,affilate come rasoi.
Alla minima distrazione di sguardo, loro subito mi punivano.
Finché un giorno, quei dolori provocati da essa,
me la fecero dimenticare.
La rosa appassì e morì.

Passarono dei mesi, finché un giorno mentre passeggiavo in un giardino fiorito,
i miei occhi vennero rapiti da un qualcosa di familiare.
Avvicinandomi in un cespuglio notai una rosa…circondata solo da spine ed erbacce.
Era lei!
Mi sembrò di prendere un abbaglio.
L’afferrai e l’avvicinai al naso quel profumo, quei colori.
Mi sembrava di non averla mai persa.
Una cosa aveva di diverso, quella rosa, era sprovvista di spine.
Mi rallegrai in quel momento,
finalmente potevo accarezzare quella rara bellezza senza ferirmi.

La portai con me, prese il posto della vecchia rosa.
Come in precedenza, mi prendevo cura nel medesimo modo.
Continuò così per un po.
Poi un giorno non appena mi svegliai,
mi voltai verso quella rosa che sempre ammiravo,
ma mi dava un senso di vuoto.
Mi alzai e mi diressi verso lei,
l’accarezzai come sempre ma ancora sentivo come se qualcosa mancasse.
Mi voltai un’istante per ammirare il panorama dalla mia finestra,
con le dita accarezzai il gambo della rosa e quasi per riflesso
sussultai facendo traboccare il vaso, mi voltai nuovamente verso la rosa,
l’acqua era tutta riversata sul davanzale e la rosa caduta a terra.
Mi chinai e la presi, rimisi tutto in ordine.
Prima di uscire dalla stanza la osservai nuovamente
guardando con più precisione il gambo sprovvisto di spine,
poi osservai le mie dita piene di piccole cicatrici provocate dalle spine della vecchia rosa.

E li realizzai.

La nuova rosa non avrebbe mai potuto sostituire la vecchia rosa.
Perché anche se quelle spine facevano male,
era proprio quel dolore che mi rammentava di amarla ogni giorno di più. – 06/09/2017

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