Maria Stella Misitano

POESIA: Tristezza

Improvvisamente ti senti come un fiore appassito,

un albero privo di terra dove affondare le sue radici,

un cielo senza stelle, ma devi ribellarti,

attendere la rugiada, cercare la terra e accendere le

lucciole della vita. – 20/04/2017

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Vanessa Pipino

POESIA: Un bambino dalle scarpette in cuoio
tentennante
sul vagone cumulo di corpi,
corpi che si riversano
sulla massicciata
tra neve e fanghiglia.

Un bambino dalle scarpette in cuoio
tiene la sua valigia
ben impugnata,
stringendola al suo corpicino esile.
Seguendo la calca,
avanza,
spintonato qua e là,
verso il cimitero.

Ma il bambino dalle scarpette in cuoio
non può saperlo.
Dai suoi centocinque centimetri
non vede che
degli angoli di cielo
– piccoli frammenti –
e la neve,
che cade indiscreta,
va a posarsi sul suo viso
rivolto all’insù,
attenuando la sua curiosità mista a timore
e la sua sete.

Il bambino dalle scarpette in cuoio
è appena inciampato
in un blocco di pietra
ed ha perso la sua scarpetta dalle cuciture visibili,
ora in mano ad una giovane donna
dallo sguardo rivolto alla folla,
che imperterrita
prosegue.

Il bambino dalle scarpette in cuoio
non è potuto tornare indietro,
perché
il bambino dalle scarpette in cuoio
ha avuto
solo
il tempo
(pochi minuti)
per morire.
– 20/04/2017

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Giuseppe Magnani

POESIA: SCIROCCO
Notte di vento d’Africa
che mi sbatte in faccia
aria umida e pesante
come i miei pensieri.
Sorrido alla risacca
incessante e ipnotica
riflessa di squarci di luna
giù tra il buio degli scogli.
Gocce rade e gravi
lasciano su tutto un velo sottile
di sabbia rossa del deserto
che sento stridere tra i denti.
La mente si distrae
dietro leggende e avventure,
tra spezie ammucchiate nei suk,
le magie e le fedi d’oriente.
Sono fuggito dalla nostra casa,
ma ho lasciato un fiore
per ricordarti un tempo migliore,
perché possa strapparti un sorriso.
Un piccolo esorcismo innocuo
contro il silenzio che è sceso,
un ostinato tributo alla speranza.
Mentre rientro lo scirocco è alle mie spalle. – 20/04/2017

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Franco Sbrana

POESIA: Alta in cielo la Luna
brucia il Sole l’orizzonte
insorge il blu del mare
abbraccia la bianca onda
sprofondano insieme
correndo veloci alla riva
si frangono e svaniscono
per tornare insieme
a creare nuova vita. – 20/04/2017

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Alfonso Indelicato

POESIA: UN BEL GESTO

Ne avessi avuto un qualche tornaconto
– questione di soldo
o farti bello con questo e con quello –
ma infine eri beato,
ben sistemato la’ nel cielo azzurro
con lo Spirito e il Padre incastonato
nel corteggio degli angeli cantanti
a goderti il firmamento dall’altura:
che t’importava dell’ultima creatura?
Che ti veniva in tasca? Eri già a posto.
Bel gesto e’ stato il tuo.
Non quelle cose
che dici: “e’ contro il mio interesse”
e invece poi ci lucri di nascosto.
Frustate a strappa pelle
e spine infisse nella fronte
e chiodi arrugginiti nelle ossa,
tutto quel sangue che cola dal Legno
e bagna la tua Madre dolorosa.
E prima quell’angoscia
che ti prende nell’orto degli ulivi,
pensando la tua prova troppo dura.
Perché tu eri un uomo non per finta,
e come un uomo avesti paura.
Potevi voglio dire
mirare lo spettacolo
di nostra umanità come a teatro,
comodo e riposato.
Non t’ e’ sembrato giusto,
e ci hai voluto mettere le mani.
E mi sa che tutto il resto
– dico di quelle storiche vicende
di che son pieni i libri,
le imprese le grandezze e gli eroismi –
non vale Il tuo bel gesto.
Perché non s’era ancora mai sentito
di un Dio che scende dal suo trono
e si fa inchiodare a un legno
per amore dell’uomo.
– 20/04/2017

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Federica Ventola

POESIA: “Una folle notte d’Estate”

Ho costruito muri di silenzio
e superbe prigioni
e perduto le persone
che tanto care mi furono un tempo
E da me ho condotto Rancore,
per cementare il vuoto.
E mi fingevo roccia,
ma sanguinante adesso
la misera anima mia
implora aiuto.
Cuor mio,
perché lagrimar or’io ti sento?
Fragile come cristallo
mi rende ora il tempo
e li vedo cedere,
o dannatissimi muri!

Perduto ho il senso
di qualsiasi orgoglio
e ceder mi sento,
Adesso al rimorso.
Indietro non posso,
non voglio tornare!
Ma guardami mondo..
Che m’hai fatto diventare.
E fu allora
che accadde,
mirando di notte
le stelle del cielo,
di scorgerne una
piccina piccina.
Celarsi voleva
tra polvere e fumo.
E allora m’è parso
di vedere il riflesso
del remoto desio
da tempo perduto.
Nel mentre la mente
pareva dormire
e il cuore fremente
inziai ad udire:
“La polvere e il fumo
t’han fatto più bella!”
Mi disse sapiente,
e ancora assopita
concordava la mente.
“Errare, mi disse,
è cosa assai umana
non cosa rara.
Affilando l’ingegno
e mutando l’errore
in sublime corrazza,
cambierai questo mondo
che t’avea reso pazza!”.
– 20/04/2017

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adalberto buzzin

POESIA: …………… un treno passa veloce in un piccolo paese dove il sole brucia le ultime foglie …, un bar aperto vende ghiaccioli …, un bambino con la sua bicicletta cerca una strada per scappare lontano e vivere l’emozione della scoperta, un carretto trainato da due cavalli porta ferri vecchi al deposito ….. fotografia anni ’60 … in quel piccolo paese che ormai è diventato grande …., peccato per quel bar che la storia ha portato via ..
– 20/04/2017

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emanuele malandrino

POESIA: Ti prego piccola stella,
Fa che sorrida leggera
Come fosse ancora bambina.
Fa che risplenda al buio
Senza bisogno della luce
Nella speranza di farle capire
Che nella paura
Potrà contare su se stessa.
Fa che lei sia felice,
Non sempre
Ma spesso.
Fa che possa volgere
Lo sguardo al sole
Senza provare dolore,
Il pensiero al deserto
Senza provare desolazione,
La bussola al mare
Senza aver paura di affogare.
Fa che pianga nella necessitÃ
E che rida nella soluzione.
Fa che ricordi
Quei ricordi che adesso vuol fuggire.
E fa che assapori l’acqua ed il pane
Come fossero i cibi aulenti del re
Persino quando in tavola
Altro non ci sarà.
Piccola stella ti prego,
Aiutami a trovare le parole da dire,
Capire i silenzi e
Come lei,
Riuscire ad annusare le nuvole in cielo. – 20/04/2017

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