Cinzia Masciopinto

POESIA: Silenzio gradito

Nel frastuono del mondo
Sangue e fetore scorrono
Miseri governi ingovernati
La mente il cuore esplodono
Dolgono al pensiero triste
Io cerco il silenzio
Piango negli occhi e nell’anima
– 19/04/2017

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Simona Terella

POESIA: E poi si fa sera,
e poi un nuovo giorno.
Mi alzo
Mi volto
in cerca di cosa puo darmi conforto.
Ma niente…
Non urlo,non piango,
ne vivo
ne morto.
Voi dite signori che a far male è l’amore?
Provate il silenzio, vi giuro è letale. – 19/04/2017

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Glauco Meli

POESIA: Sono fatto di un solo strato
spesso quanto il mio corpo
vivere in questo stato
è vivere come un morto
è la ruota che non ha inizio
che se intrecciata diventa un otto
quello che vedi sopra
è uguale a ciò che sta sotto.
– 18/04/2017

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Luana Giunta

POESIA: Tu, piccolo pensiero,
Irrompi nella quiete della mia mente come un uragano,
A tratti piacevole, stremante.
Tu destinato ad essere ciò che sei,
Impossibile, irraggiungibile
Un ricordo vivo in me…
– 18/04/2017

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Angela pitrone

POESIA: Guarda…
O morte, quella danza di odio e furia di quei corvi…
guarda…
La sua mano volteggia nell’aria disegnando forme insane…
Guarda….
Muove tre passi verso il nulla ma torna a volteggiare sorridendo…
Guarda…
Ma non vedere più l’illusoria vita – 18/04/2017

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Fiore Mirabella

POESIA: 07/02/2016

Naturale espressione dell’amore

Mamma, so che per te facile non è stato affatto
capire il modo giusto di essere mamma,
capire che la risposta è nell’incondizionato affetto.
Ci sono state paure e incomprensioni,
più che altro dovute ad esterne avversioni.
Ho sempre saputo che il nostro rapporto
aveva potenzialità inespresse,
e non avevo torto,
le nostre emozioni sono le stesse.
Per tanti anni in silenzio abbiamo comunicato:
pur senza il coraggio di parlare
il tuo percorso era già iniziato
per capire ed accettare…

Ora finalmente, in modo inaspettato,
il coraggio ho trovato
di aprirmi a te come non ho mai fatto,
e dirti ciò che tu già sapevi.
Avevo timore dell’impatto,
ma tu hai reagito nel modo migliore,
mettendo al primo posto la mia felicitÃ
e non più il pensiero di ciò che la gente dirà.
La strada sarà ancora in salita,
ed anche in casa nostra
dovremo aspettarci puntamenti di dita.

Per la prima volta ho provato l’emozione
di una profonda genitoriale comprensione.
Ora, con il tuo appoggio morale,
mi sento più forte e sereno,
pronto ad affrontare
tutto il veleno che ci circonda.
Grazie mamma,
per il nuovo coraggio che hai scoperto,
perché hai capito il senso della mia condizione,
che, malgrado quanto abbia sofferto,
non ha nulla a che vedere con una perversione,
ma, come ti ha suggerito il cuore,
è una naturale espressione dell’amore. – 18/04/2017

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marco pistoresi

POESIA: -La guerra- versi di Marco Pistoresi-
Una bocca spalancata e contorta in un urlo straziante,
che le deforma il viso come nel quadro di Munch.
Occhi feroci verso il cielo
quel volto insanguinato di una donna,
fra i i sibili delle bombe della sciagurata Siria;
Nel silenzio inreale
raccoglie solo un pezzo del suo figlio maggiore
tra la polvere e sassi raccoglie un dito
lasciando sparse a terra le spoglie inriconoscibili.
Torna fra le lacrime a testa bassa
nella sua casa, una dimora che non c’è più;
Il suo figlio più piccolo l’aspetta
dentro una casa senza porte e finestre ,
e come tutte le case intorno senza colore
come un vecchio film in bianco e nero,
entra in casa, attraversa stretto corridoio buio
per arrivare alla cuccia ove incontro le viene il suo ultimo amore,
un bambino di 6 anni,
lo abbraccia forte
e già pensa come salvarlo da questo inferno.
Così è arrivata su quel barcone,
guadagnato dopo 4 anni di duro lavoro di fame e di stenti;
lo sa che non va verso il paradiso,
ormai si è sparsa la voce dei morti in mare
e dell’Europa che ti rimanda indietro,
qualsiasi cosa è comunque meglio
e quando in fatti si ritrova andare a fondo
con suoi figlio stretto a se
fra i flutti del mare in tempesta
accetta senza lottare la sua sorte,
è finalmente la pace ritrovata
– 18/04/2017

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Borzumati Vincenzo

POESIA: Momenti d’amore
L’acqua piovuta nelle selve ombrose
gocciola come lacrime di pianto:
In rivoli serpeggia
tra rovi, felci, fragole, lamponi …
Mi fermo e osservo da vicino.
Ecco, è un momento magico:
la bruma, l”umido respiro della madre terra,
mi avvolge, sono in dormiveglia,
piccoli aculei graffiano la pelle,
affondano i pensieri
nelle tempeste del cuore
da troppo affaticato in traversie d”amore.
L”acqua più il là si acquieta a una palude,
ma la mia fragilità naviga
come un logoro fuscello, percosso ai bordi,
agognando un approdo tra meandri insicuri.
Così la vita scorre con i suoi affanni,
ansie, tomori, brame,
incalza senza pause, senza tregua,
lacerando equilibri sospirati.
Una rosa vorrei cogliere tra le tante rose,
ma senza pungermi, senza dover provare
ferite d’amore. Mi concedersi allora
di alleggerire le mie pene e fi condivifete con te
momenti di sereno amore ?
ansie, timori, brame,
incalza senza pause, senza tregua,
lacerando equilibri sospirati – 18/04/2017

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MATTIA GALLIERA

POESIA: Afferrami

Ecco il sibilo

Filtro il marcio

Il sudicio che racconta
e che tradisce l’idea

Il concetto puro

di un candore fradicio

e corrotto.

Tessere nomi e memorie

Altari di famiglie

per sempre mai perdute

Ecco lo stridere di un immondo gesto

a contatto con sacre pulsioni

Metto a tacere il mio ego

Sono nudo, infinitesimo, davanti

a questo cosmo in metastasi.

Afferrami.

– 18/04/2017

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Enrico Del Gaudio

POESIA: Aleppo
Un frantumar di pietra misto a sangue,
macerie in ogni dove, aleggia falce
nera, s’un viso d’un neonato langue
la vita, si firmò, ahi, nota in calce.
Vile destino, su d’un volto esangue,
fendi cesoia su giovine tralce.
Niuno si mosse, al grido disperato
d’un padre, al cuor trafitto d’un neonato.

Tribola l’alma mia, siffatto orrore,
mi lacera le carni, piange il cor,
vile fu la conquista, l’invasore
giustificando un dio, il suo signor,
legge ne fece allo schiarir d’albore
di un dì di sangue in nome dell’amor;
S’assise al trono il perfido tiranno
e seminò terrore dal suo scranno.

Ora si mostra in tutta la sua ira
e di fanciulli ne fa torce umane;
Misera Aleppo, bruci come pira. . .
L’immolo al sacrificio, il grido immane
di un popolo distrutto che si aggira
tre le rovine, solo come un cane,
santifica il martirio e alla memoria
dei posteri segnato nella Storia.

Il mostro ha mille teste, una Medusa
come Gorgoni, ma non è immortale
ma un dì verrà un Teseo e a questa intrusa
estirperà le spire e tutto il male;
Seppellirà come sacca trasfusa
il sangue pazzo in un rogo abissale.
Volesse Iddio che tutto s’avvera
e che la sterminasse, oh Falce nera!
– 18/04/2017

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