vito sofia

POESIA: la vita e come la crei tu e non come vorrebbero gli altri e la vita e tua e la gestisci tu come vuoi e come preferisci ma ricorda sempre i miei insegnamenti e le origini sane della vita, la vita e bella e sana sembra come una putt… c’e’ sempre uno che ci vuole entrare ,la vita e una strada senza fine ma quando ne sei uscito la vita e finita, la vita e una maglitta bella e aderente piu stretta e’ e piu fa male,la vita e’una bella donna che pensi che sia tua ma la gestisce ella,la vitae fatta di cervello usalo e non dimenticare che e tua,la vita e una bella stronzata piu ne mangi e piu ne esce,la vita e sacra e va rispettata ti fu donata da una donna che ti ha allevato fino a quando non te ne sei andato,la vita non e un gioco ho una lotteria ma e te stesso,ricorda la vita e tua e va rispettata e allora vivila fin che puoi amico mio – 18/04/2017

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Valentina Guidotti

POESIA: Aspettarmi di giorno
Perchè la notte è troppo buia
Per guardarti negli occhi.
E poi di notte voglio dormire per sognati.
Così stiamo insieme tutto il giorno. – 18/04/2017

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pietro dall ‘oglio

POESIA: Vite al limbo ( autore pietro dall ‘oglio )
Sei come un serpente , mi strisci dentro ,
Io che avrei mille motivi per esser contento
sei un fiume in piena , un ruscello limpido nella sua nitida tristezza
Io che sempre ti costruisco ti penso
ti attrezzo
ti ho immaginata creata ,amata
non riesco a fermarti ti vorrei piu’ discreta ma ormai mi disprezzo
modellata per conoscermi dentro , amarmi ,comporre e a te dedicarmi,
se l ‘inferno esistesse avrebbe paura di te
di questo dolore non dolore aggomitolato alla mia anima
Io che ho tutto ….mi son dedicato a inventarti e ora tra le tue spire distrutto
vergognoso della mia gioia, ingordo nella mia timidezza
per tessere questa tua tela e godere la gioia ‘ di svestirmene ogni giorno ,
luce e dolore ombra e bagliore .
ma ormai mi stai stretta , ti ho tessuto distratto incosciente di fretta
Itaca della mia felicita ‘… ti vedevo ormai all ‘orizzonte
in questa odissea di dolore che dolenti forgiamo ubbedienti agli Dei
e ora ti sento mi accarezzi come mani di madri distratte dai tanti tormenti
sono bambini soli troppo soli insensibili al raggio d ‘amore
destinati a trovarci qui nel buio a pensare
perche ‘in quei momenti trovi senso e parole.
Per dividere l’abbraccio di troppe donne che ci abbandonano per lasciarci pensanti
sono amori assurdi tessuti e disfatti ogni giorno
sono tele assai strette ormai per noi di dolor e amor mendicanti.
Perche ‘ sian fatti di burro stanchi striscianti siamo cuori pulsanti
sono donne sole troppo madri!!
giornate e notti infinite da poterne cantare ancora ,
sono amori di oggi coi dolori di allora
– 18/04/2017

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sonia malcisi

POESIA: Un tocco
il segno del tempo
che non scorre
leviga
piega
l’affanno di esistere.
Come passare sopra le nubi
contarle tutte
una ad una
dimenticando che anche le stelle
hanno vita breve
più lieve
di un soffio d’anima
e di ogni singola idea
che accende
e ti fa erede.

Sono i giorni che parlano
piangono come bambini
e rimasti soli senza aquilone,
aspettano l’arcobaleno dai mille cuori.

Titolo: I giorni

– 18/04/2017

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maria grazia razzu

POESIA: SPECCHI COMPLEMENTARI

Arroganti, gli occhi nel sole, abbagliati, accecati
Convinti di aver evitato percorsi tortuosi, infelici e lutti
Noi portati dal mare, sconfitti

Due perle racchiuse, protette, vicino ai detriti con l’urlo del vento
E della burrasca, d’inverno, pensando a quei massi scolpiti
Ancora facciamo fatica a capire
Che l’altro non è nello specchio che abbiamo davanti

Il freddo, nel buio, cercando dei modi per dire a noi stessi
– ho capito –
Troviamo vuote lenzuola oppure un corpo di estraneo calore
A cui non abbiamo il coraggio di dire che è troppo banale, scontato
Non stuzzica menti contorte, corazze incallite.

Adesso al tramonto il sole che sta per morire ci spara colori violenti
E affonda nel mare che è stato una volta teatro d’incontro
Con timide luci e baci rubati tra i sassi
Poi immagine dura, che ancora fa male, di rapide intese
Pretesti improvvisi a fatica inghiottiti

Ma quando stai male o provi qualcosa di strano
La voce dell’altro è ancora sicura
Ascolta, ti cerca, ritorna più forte di allora e gli occhi
Ti guardano in viso e tu li distogli ancora una volta accecato
E parli, ridendo di calze di pizzo un po’ troppo ostentate.

C’è nebbia la sera a Bologna
Tenendoci stretti guardiamo colonne e voltoni con gli archi
In fondo alla piazza il Nettuno ci gira le erotiche spalle mostrando il tridente

Ma l’acqua che scorre… si sente

– 18/04/2017

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filippo di martino

POESIA: Varco Temporale

-Nella voragine dell’io
danza l’universo
delle mie emozioni.
-E’ un VuotoCosmico
colmo di reincarnazioni.
-E’ uno SpazioImmenso
che attende il nostro salto.
-Non vedo orizzonte…
troppa polvere di sangue,
allora salgo sull’amore
e tutto appare :
Vivere l’amore
dentro una bolla di poesia,
sospesi tra speranza e utopia,
vagando e danzando
in bilico tra piacere e follia.
-Vivere nell’AttimoSospeso
tra tutto e magia.
-Attraversare il varco…
sulle mitiche ali
bagnate dall’anima mia.
……………….fmem……
– 18/04/2017

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Anna Scamarcio

POESIA: A furia di far finta di essere padrona della mia vita e dei miei sensi …… ho perso la capacità di pensare in modo saggio ho smarrito il modo di arrendermi dinnanzi alle mie fragilità.
Solo quando ho perso tutto e mi sono smarrita ….. la sofferenza ha potuto distruggermi con ferocia …..quindi mi ha ricostruita e sono divenuta me stessa …. nulla. Ciò che è rimasto sempre integro ed immutabile in me …. è Dio. – 18/04/2017

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antonio meler

POESIA: Dedicato alla torre di Collalto.

Vecchia torre…
testimone fedele dei tempi passati,
cuore di pietre che porti con te antichi segreti:
Sospiri celati di amori rubati
guerrieri griffati dai mantelli insanguinati,
potenti corrotti dalla malvagità sedotti,
onesti villani vessati e umiliati
da principi violenti e spietati.
O vecchia torre….
non celare nell’oblio e nell’ades i tuoi segreti,
sussurri al vento
che li riveli domani
ai posteri umani.

Meler Antonio
– 18/04/2017

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Patrizia Guidi

POESIA: Mio padre
Sei stato il mio primo uomo
Nel mio cuore,sei stato il mio amico nelle pene d amore
Sei stato il padre delle mie figlie quando sono rimasta sola,
Sei stato il mio coraggio,la mia spalla su cui piangere
Ti ho accudito con amore nel tuo viaggio nella vita terrena,finché non hai chiuso gli occhi per andare nell altra dimensione,non mi hai salutato pur sapendo del tuo viaggio,ho avuto un dolore immenso pensando che tu fossi arrabbiato
Poi ho capito,non mi hai salutato perché sapevi che saresti stato al mio fianco comunque,perché sapevi che ero una figlia non comune,e che ti avrei sentito
E cosi è stato,continui a guidarmi in questa vita,sento la tua forza,e il tuo amore.
Grazie per ciò che mi hai dato,e grazie per ciò che mi dai
– 18/04/2017

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