Marco Fiore

POESIA: Tracce che ritornano

Ho contemplato la notte
con l’inchiostro su carta, mentre tiravo lievi
tracce di noi, e sospiri dispersi
rientravano a letto, mentre lenzuola di fumi
svestivano il cielo, e mi guardavo dentro
con il rispetto che devo a Dio
e sognavo di te, frammento di vetro.

Una vita passata, suona lontano un ode
è la messa cantata di un angelo morto,
il cuore si spezza fa rumore nell’anima
mentre guardo disteso il foglio bianco
di lacrima, e tu… mi ami lì
e trascini via ogni lembo di pelle
creando macchie di sangue che costellano il cielo
di sera, col buio tornano, le paure tornano

e son solo di te.
di Marco Fiore
– 18/04/2017

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Michele Longo

POESIA: IO NON SO……

Io non so
se il premio stia nel viaggio o nella mèta da raggiungere
e se in natura tutto sia predisposto da un ordine cosmico
Io non so
se tutte le azioni condotte a fin di bene verranno poi comprese
e se del giorno sia meglio apprezzarne l’alba o il tramonto
Io non so
se superare la sconfitta solo con l’autostima procuri il dolore di vivere
e se la passione di un giorno sarà per sempre e se sarai tu a deciderlo
Io non so
se il soffrire della mancanza di libertà, lavoro, affetti e amore
sia maggiore della sofferenza di vivere i dolori in solitudine
Ma so
che se non trovi risposte alle domande e non aspetti più nulla dalla
vita che già ti ha dato tanto, potrà farti felice un amore non dichiarato
ne consumato, che resterà per sempre…proprio perché impossibile !

Milano, Luglio 2016, Michele Longo
– 18/04/2017

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Carlo Di Bella

POESIA: E quando, noi…
che cosa siamo noi?
se anche se si intende male.

La libertà di un poeta
che rende l’uomo libero
che cosa è, la mia libertà?

Anche se le stelle sono sole
cosa è che le rende libere.
Perchè?Molti sono i modi.

Cara Liberta, se chi ti esporta
in tutto il mondo è un militare,
cosa dobbiamo pensare?

Noi siamo la nostra mente,
la nostra libertà,
il nostro mondo.

Chi è che decide
sulla mia libertà?
Sulla mia vita?

E noi, che siamo noi,
possiamo essere noi
ed essere liberi? – 18/04/2017

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chiara cannistrà

POESIA: Qualcosa di incomprensibile

La tristezza mi assale
nella notte, e fa male.
Ripenso al dolore di quel giorno
Penso alla mia felicità senza ritorno.
Provo rabbia, impotenza
e per la mia mente, nessuna speranza.
Ho il cuore di vetro e le parole d’amianto
delicato come di un bimbo, il pianto.
Questa mia debolezza
come un ramo mi spezza.
Non serve a nulla stare ferma a subire
ora basta, non voglio più soffrire!
Ho allucinazioni, vedo il male in lui
mi tiene stretta ormai e non potrò liberarmi, mai.
Questo amore è malato e incompreso
ma, sul mio cuore ha un gran peso…
La sua voce mi consuma lenta
ogni sua critica mi tormenta…
Pensavo fosse senza invidia il nostro affetto
ma, era un amore costretto.
Tutto in lui si corrodeva
quando da lontano mi vedeva…
invidia ,ansia e gelosia nella sua testa
per me era l’ora di dire basta
della sua possessività ero stanca
con lui fui franca
ma, non si arrese e sulla mia autostima
fece un taglio, come con una lama…
profonda divenne la mia ferita
ad abbassarmi sotto terra fui obbligata…
lui era felice radioso e pensava di avermi vinto
come fossi un uccellino a cui lui aveva preso il canto.
silenziosa ed obbediente…
triste, senza più niene…
senza la sua voce era al pari del suo padrone
dimmi adesso, provi soddisfazione?
Ti ho amato come una schiava
ma, a te non importava.
Mi hai mostrato che sei il migliore
quando sei stato solo il peggiore…
Non sei un uomo vero, non sai conquistare non sai amare
sai solo ingannare, tradire, rubare
e no non parlo di oggetti e cose affini
mi hai ingannata con falsi bacini
non parlavi con me, ma il mio corpo chiamavi
e con lui, tu mi tradivi.
Mi hai rubata, come un inutile oggetto
che ora stringi orgoglioso al tuo petto.
Sono una donna sciocca, che non impara mai
perché da quell’uomo io ci ritornai…

Chiara Cannistrà – 18/04/2017

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ROSELLA Mazzitti

POESIA: A MIO FIGLIO

Quel giorno di tanti anni fa
Sicuramente io non stavo qua
Ero andata ad un appuntamento
Che cambiava allora il mio firmamento.

” Sci recicciatu” mi disse una vecchina
Guardandomi il pancion mentr’ era china
Le sorrisi allora con immenso amore
Che’quel termine m’avea toccato il cuore.

Era aquilana la vecchietta
Di quelle vere e di parola schietta
Mi fece quindi tanti auguri
davanti ai tempi ormai maturi.

E fu così che tu nascesti
Donandomi quegli occhi tuoi celesti
Che guardandoli per la prima volta
Da magica emozione fui travolta.

Son quarantuno anni che li guardo
E ringraziando Dio che lo permette
L’antica immagine di te
non si dimette

E mentre ora di quell’azzurro
Guardo l’intensità scurita
Ripenso fortemente
Al di della tua vita. rOse ????

Grazie!

Rosella Mazzitti
Inviato da Rose’s IpaD – 18/04/2017

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Roberto Nigro

POESIA: Donare

L’illusione che ricevere sia
più bello che donare
è un enigma assai difficile
d’accettare anche se così
la si può pensare.

Donando potrai constatare
che è un gesto meraviglioso
a cui non puoi rinunciare
ed immediatamente provare
una forte sensazione

Non disperare se hai l’impressione
di non aver ricevuto nulla;
una cosa è certa siamo nati
e creati per donare.
Questo lo capiamo ma non l’accettiamo.

E’ così che la vita bisognerebbe
impostare, anche se farlo
costerà tanto, arricchirÃ
più che mai il nostro cuore.

Un segreto della vita è donare
non si comprende il perché
ma è così che si può amare.

Roberto Nigro
– 18/04/2017

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MAURO cartei

POESIA: Il dato e l’avuto
Come sfugge la sabbia fra le dita
mentre chiudi il pugno della mano
così scappano i giorni della vita
e i ricordi si perdono lontano.
Ormai quando finita è la partita
del dato fai la somma e dell’avuto.
Certo non è saper quand’è finita
certo non feci quello che ho voluto
Ho scalato montagne e corso il mare
come un guerriero per sfidar la sorte
alla fine non ho che da guardare
attorno un mucchio di macerie rotte.
– 18/04/2017

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loredana abati

POESIA: Dedicata a mio figlio.
Agli arbori del mondo, tu c’eri,
quando ancora ero solo un atomo, a spasso per i secoli,
tu già c’eri,
una volta fui foglia, un’altra delfino,
e finalmente un giorno nacqui donna,
e tu c’eri.
Da sempre, tu hai fatto parte di me,
ti ho amato, allevato e troppo presto perso,
ma tu c’eri e ci sarai sempre, perché tu sei parte di me,
essenza pura d’amore, il mio amore.
Un giorno tornerò atomo e ti incontrerò nel vento,
ci riconosceremo e insieme daremo vita a qualcosa di meraviglioso, perché tu ed io siamo amore, amore puro e l’amore esiste da sempre, prima ancora dei tempi dei tempi,
è l’amore l’origine di tutto,
tu c’eri e ci sarai sempre.
– 18/04/2017

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Roberta Zazzera

POESIA: Speranze.
E mi appoggio al tuo fianco
a guardare il sole.
Tramonta in questo mare calmo
che, pian piano cambia colore.
E lei, la luna,
quasi timidamente a guardare
e noi qui ad aspettare le stelle.
Sarà stato già scritto
ma non da noi,
non qui,
non oggi,
che ci guardammo
tutta la vita,
senza saperlo mai.
(Iris…) – 18/04/2017

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