Miranda Merighi

POESIA: SMETTERE DI SCRIVERE

Vorrei vivere una volta sola
smettere di sognare
parlare con me
vorrei che fosse tutto vero
e poi varcare il suo sentiero.
Vorrei tornare un giorno… poi
al mio ritorno
vorrei avere ancora un noi.
Voglio smetterla di scrivere.
Vorrei vivere una volta sola
e una volta ancora.
Voglio vivere una volta sola
non più chiudermi in una parola.
Un volta…
smettere di scrivere.
Solo una volta.
Una volta vivere
– 18/03/2017

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Giuseppina Pellegrino

POESIA: Insieme

Con te
avrei attraversato
il deserto,
ad occhi chiusi,
semplici calzari
ai piedi,
lasciandomi guidare
dal vento.
Con la pelle,
con il cuore,
avrei sentito i colori
del sole
durante le ore dei giorni,
e il candore della luna
e il luccichio delle stelle
nel buio delle notti.
Ora
gli occhi restano aperti;
l’anima ,
persa in un miraggio, sussulta
e sposa
lo spirito incrollabile
e rievoca le dolci melodie
del firmamento.
– 18/03/2017

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lampugnani amedea

POESIA: Sta soffiando ….

Sta soffiando il vento,
soffia ancora e sempre
il vento della speranza,
soffia sugli ideali calpestati,
sulla buona fede degli ingenui,
sulle speranze degli illusi,
sulla Fede degli ultimi,
soffia ancora sui figli di nessuno.

Sta soffiando il vento,
soffia ancora e sempre
il vento delle idee,
soffia sui politici corrotti,
sull’indifferenza della gente,
sull’asservimento interessato,
sul clientelismo ormai vincente,
soffia ancora sulla mediocrità dilagante.

Sta soffiando il vento,
soffia ancora e sempre
il vento della Fede,
soffia sulla brava gente,
sulle anime pure,
sull’indignazione dei giusti,
sul disgusto dei Santi,
soffia ancora su tutti i cuori infranti.

Sta soffiando il vento,
e soffierà per sempre
il vento della speranza,
il vento delle idee,
il vento della Fede,
soffia sulle immutabili ingiustizie
e passa indifferente alle umane pene,
sfiorando appena il cuore di tutti gli uomini,
vittime e carnefici,
che continuano a provare invano … a fermarlo.

Amedea Lampugnani

– 18/03/2017

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Adriano Perrone

POESIA: IL RUMORE, UN ATTIMO

Ho sentito un rumore
è andato via.
E’ stato uno sparo
forse…
malinconia.
Mi ha lasciato nel cuore
un vuoto
colorato di grigio
uno spazio
colorato di nero.
Ho avuto paura…
ma è stato un attimo.
Ho sentito un rumore
alle mie spalle
ma se n’è andato.
Ho avuto paura
di sentire un’eco intorno a me
e riscoprirmi solo.
Ho sentito un rumore
ma se n’è andato.
Qualunque cosa fosse
è andato via
prima ancora di farmi…
compagnia.
Prima ancora che io gridassi
“Ti prego… rumore…
non andare
non andare
non andare via” – 18/03/2017

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Francesco Carrozzo

POESIA: UOMO A ME STESSO IGNOTO

Modena, 5 marzo 2017

Sono un Uomo
ormai a me stesso ignoto.

Sono il senza volto,
il colpevole della fuga
l’usurpatore della caritÃ
il senza tetto ne legge,
il rapinatore del lavoro altrui.

Ho perso tutto
lungo la strada per la pace
nelle guerre alimentate
da usurpatori di ricchezze.

Cammino per le strade d’occidente
col puzzo della miseria
appiccicatomi addosso dai rifiuti
di cui mi nutrono con muri e sputi.

Avevo bambini con me
ora figli e figlie adolescenti
violentati e incinte

Siamo tutti dannati e condannati
figli della ricerca della libertà e
della lotta per la sopravvivenza.

Penso al futuro
che sarà di nipoti indesiderati e sconosciuti
perseguitati, abbandonati e rapiti
lungo la strada del viaggio,
venduti e comprati come carne al macello
per soddisfare voglie momentanee
di lussuriosi uomini bestie.

E, non siamo ancora
alla fine del viaggio,
ma io
uomo a me stesso ignoto,
già ora
non conosco specchio
che possa ritrarre il mio volto
e quello delle mie figlie e figli
e dei miei sperduti parenti.

Uomo a me stesso ignoto,
rifiuto di altri uomini e donne,
cerco nella spazzatura solidale d’occidente
una ragione in più all’umana condanna
di un vivere che più non mi appartiene.
Francesco Carrozzo
– 18/03/2017

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Massimo Canton

POESIA: L’urlo.

Al sentor che volle mai non taccia
essa non placò fugace faccia,
che all’ansimar contratta ed urlante
il piacer alle sue coscie l’aitante.

Si prostrò alle sue ginocchia
veste viril pensò a tal goccia,
che tremante conservò
fino all’ultimo gridar l’istante.

Mesto volle ringraziar la sposa
ella di riserbo si accarezzò la rosa,
al suo profum di tal momento
rise al ciel
e si sfiorò il bagnato grembo. – 18/03/2017

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Livia marangi

POESIA: penso,
penso a te che sei lontano,
il mio cuore soffre
ma devo rassegnarmi
la lontananza ci uccide
i ricordi affiorano
e tu ti allontani sempre più da me.
Ti cerco nella musica
nel buio della notte
nel sole innocente
ma non basta
il mio cuore cerca i tuoi occhi
occhi tristi
occhi persi
occhi che mi hanno dato la forza di credere ancora nel amore.
ci ritroveremo
i nostri cuori finalmente potranno unirsi
chissà un giorno ….
intanto ti penso
sogno di stare insieme a te stretti stretti a guardare il mare che ci ha fatto incontrare.

– 18/03/2017

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Rodolfo Ridolfi

POESIA: L’ombra di occhi chiusi
impugni soffocandola una penna
la punta raschia
un disco emette suoni
stimolando la fantasia
si sprigiona la smania
di un ballo avviluppato.
Quella figura geometrica di donna
vaga su di una tastiera di piano
dai denti d’avorio
pensa libera
alla luce di occhi grandi
prigioniera di un gioco proibito. – 18/03/2017

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Francesca Franzoni

POESIA: Ti ho conosciuto quando l’innocenza era l’unica sensazione, ti ho accompagnato, per alcuni anni,osservando la tua timidezza.Ti ho lasciato, guardando il tuo dolcissimo sorriso,sul volto impresso!Mi hai cercata, quando un uomo cerca una donna, mi hai adulata, come un uomo quando vuole una donna.Mi ha illusa quando,come donna,ti ho desiderato. Mi hai lasciata..senza avermi mai avuta. – 18/03/2017

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Anna Chiara Marangoni

POESIA: Ho vissuto più di quanto vivrò.
Mangiare il suo profumo
Fragrante e rosso.

Si costruisce un racconto
Senza parole
Ma pieno di gesti
E di sapori
Una storia vera
Omaggio alla memoria.

Bersi un sentimento – 18/03/2017

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