Vavallo Viviana

POESIA: “Una storia infinita”
Tu sei la nostra guida
Che ci porta per una storia infinita,
Che ci dà tante cose
Che nella nostra mente
Fioriscono come rose.
Che ci dà tanti consigli
Come se fossimo tuoi figli.
Tu non ci fai sbagliare
Ma ci fai imparare.

Questa strada è quasi finita
ma tu resterai sempre nella nostra vita.
Non ti dimenticheremo mai
e nei nostri cuori per sempre resterai!

(Dagli alunni alla maestra ) – 09/03/2017

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MariaTeresa Indizii

POESIA: Notte lascio a te o pensieri
Il giorno va ma li consegna a te… o notte
come una madre che lascia il suo bambino.
Il giorno vola, i pensieri si dileguano dolcemente per abbandonarsi alle stelle.
In quel buio ti lasci andare, ti lasci cullare.
Pensieri nel buio profondo della notte,
dove tu cerchi e trasformi quel mondo irreale.
Pensieri che attraversano il giorno
per scivolare nella notte mentre tutto tace, mentre il buio accende ogni dubbio…risveglia ogni lacrima e nasconde il tuo pianto.
Pensieri che sin solo tuoi
accarezzano e portali con te.
Maria Teresa Indizio 2017
– 09/03/2017

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Jessica Rodo

POESIA: Cuore di Donna,
vesti il tuo corpo di coraggio
nonché calore,
Sensibilità,
laddove
luce non splendeva.

Cuore di Donna,
nasci da un pianto
e doni gioia
visibile sul volto
dei tuoi frutti.

Cuore di Donna,
combatti ogni giorno
come fosse l’ultimo
per amare.

Cuore di Donna,
ti nutri di spine
e alimenti la Vita.

Dalla paura tu tremi
eppure
mai freni.

Cuore di Donna,
tu sei fuoco:

accendi le stelle.
​​ – 09/03/2017

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Antonino Ficili

POESIA: QUANDO SI DIVENTA MARE

Non so contenermi quando
la felicità mi cattura coi suoi occhi,
incapace d’ospitarne l’emozione.
Quando accade la felicit
già fallisco in condotta,
a tal punto da divenire
per l’ebbrezza un nuovo essere.
Un vento senza rotta,
un’ombra senza mura a cui aggrapparsi,
l’effervescenza che vaga senza misura.
Ma forse è proprio questo
il senso dell’essere felici:
continuare a vivere con i “senza”.
Smettere d’appoggiarsi
ed amare ciò che si diventa
quando si diventa mare,
naufragando nella libert
di un sorriso senza morte.
– 09/03/2017

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Ammendolea Domenico Sergio

POESIA: “E tu”
Il tono suo, sorpreso e incuriosito,
era di chi non ode mai quella persona.
La frase risuonava a mo’ d’invito:
e il brano di Baglioni ci s’intona.
“E tu” prese a volar nell’aria cheta
di fine giugno. Era la prima volta
che la chiamavo e sì, mi parve lieta
di quell’improvvisata un po’ inconsulta.
Sfumate che poi furon le mie note
parlammo come s’era mai parlato.
Accese d’entusiasmo le mie gote
a bruciapelo formulai un invito.
La principessa accolse la proposta
senza però un bel “sì” incondizionato.
E subito mostrò la capa tosta:
“Solo se c’è il mio vino preferito!”
A cena andarono, ma mesi dopo,
e nel frattempo un fatto era accaduto;
di quelli dolorosi, non un gioco
che il cuor del cavaliere avea subìto.
Parlò alla dama con sincerit
d’un triste accadimento: era finita
la storia che ne aveva, in verità,
terremotato il cuore da poeta.
Passava il tempo ed egli si quietava
pensando sempre più alla principessa
la cui presenza dolce lo garbava,
e l’anima ne rimanea commossa.
Momenti belli si facean di più:
serate insieme, note di chitarra.
Sorrisi e gesti che non sai più tu
dov’è finita, dentro, quella guerra.
Il sentimento cresce nel suo petto
e il cavaliere pensa alla donzella
a spasso, altrove, steso nel suo letto:
perché la di lei anima è ‘sì bella.
Ma come quando casa è incustodita,
e sotto cenere, nel caminetto,
controlli se la brace sia finita,
così devi far pure nel tuo petto;
‘ché se qualcosa t’ha fatto del male,
deluso e tormentato le emozioni,
che il mal riaffiori, credimi, è normale,
e non comprendi più le tue reazioni.
Di nuovo il sangue tuo prende a sgorgare,
così che le urli “Allunga le tue mani!,
Amore mio, non farmi sprofondare!”
Ma son diversi i tempi degli umani.
Non si capiscon dama e cavaliere:
lui sanguina, lei si fa domande.
Ciascun per dolor suo non può vedere
e s’allontanano su opposte sponde.
Ma nulla v’è che accada sol per caso.
Le cose non finite restan dentro
e se non è ancor frantumato un vaso
è perché deve arrivar l’ultimo scontro.
Un nodo stretto deve dipanarsi
e questo, ora lo sai, vuole il suo tempo.
Se di qualcosa lasci i chiodi sparsi
o li raccatti o non daranno scampo.
E quando di ciò ch’era ancor sospeso
non vi son tracce più dentro di te,
d’amore il cuore tuo senti pervaso
per quella donna che adesso non c’è.
Comprendi allor che il fato gioca sporco
e che l’amore si nutre di tempi.
A lei, senza volere, hai fatto torto
e addosso a te vorresti mille lampi
che ti bruciassero per l’accaduto.
Ma è bene – pensi poi – che sia successo,
‘ché forse non è mai tutto perduto:
l’amore, quello vero, è come un sasso.
Così sentivi dir da fanciulletto.
Ed ora che sei uomo, dunque, bada,
ciò che hai sentito non è solo un detto.
E’ lei il tuo amore: non lasciar che vada! – 09/03/2017

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Elisa Cerchierini

POESIA: VIAGGI DI VERSI

Viaggi di versi
versi di un viaggio
chiusi nell’oblio
di una mente di passaggio
in cerca di risposte
a dubbi e perché
dove un traguardo
al termine non c’è.
Eppur non s’arrende
al cuor che comanda
che ogni minuto
indaga e domanda
creando un continuo
girotondo di pensieri
rivolti al domani
ma ancorati a ieri.

Viaggi diversi
ma simili in fondo
ché un nesso rimane
in quel gran girotondo
di giorni e di mete
fra loro distanti
ma a scavare bene
di stesse sorgenti.
Suadenti e sfuggenti
come battiti d’ali
di timide farfalle
a caccia di ideali
che diano un senso
a ciò che pare
ancora irrisolto
ancora da viaggiare.
– 09/03/2017

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MICHELE DELPIANO

POESIA: NEI MITI MATTINI D’ESTATE

Nei miti mattini d’estate
me ne andrò ubriaco di gioia
a scorrazzare tra le bianche tombe,
rincorrerò veloci lucertole
tra piste di brevi epitaffi
nella ghiaia uniforme.
I cipressi perderanno le piccole pigne
intessendo un tappeto d’ombra
sui viali stretti e lineari:
qui, vedrò vecchi sonnecchiare
per i cuori stanchi di preghiere.
Di forti ronzii passeggeri
e di ondate di cinguettii
sarà la voce cimiteriale:
mi donerà quiete
mentre attingo dalla Sorgente
l’acqua della vita eterna.

E me ne andrò fischiettando
allegre filastrocche mai sentite
cantici d’amore ed inni alla pace
a passo lento, quasi saltellando
leggero, come il cuore di un bambino.
– 09/03/2017

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Maria teresa Madau Diaz

POESIA: L’onda della Memoria
Insorge l’eco del tumultuoso mare dei miei ricordi
con solfeggianti nenie bofonchiate da prefiche sirene.
sono sussurranti urli di ricordi miei
persi nel lungo peregrinare dell’onda di memoria.
La spuma di quell’onda
naufraga su lidi sconosciuti avvolti da un almo
mantello di nebbia
per rendere sfocate immagini i miei pensieri
così che la memoria possa agghindarsi ora
con magiche vesti di candito tulle – 09/03/2017

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Sandra Mangolini

POESIA: IL CORAGGIO DI DIRTI “CIAO”

E arriverà pure il momento in cui,
in pace,
ti lascerò andare, papà,
come un tempo feci con lei.
Via dalle mie mani
via dal mio sguardo di bambina.
Rimarrà un vuoto grande
in un immenso amore
ed il conforto di non essere, però, sola…
Ci sarà lei e le sue piccole mani che stringeranno le mie
ed occhi verdi che si incanteranno
nel “vederti” in nuovi cieli. – 09/03/2017

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