POESIA: Mani ,mani le tue. occhi il tuo sguardo ancora qui ora per sempre, il tuo odore profumo intenso,la tua voce eco nei miei giorni più bui,sogno te miele della mia anima. ti amo mamma – 09/02/2017
Autore: webadmin
Maria Michelina Castelli
POESIA: INCOERENZA D’AMORE !
Mi hai delusa
così tanto
da non aver più
la speranza
di poterti perdonare…
ma non quella
di non poterti amare
invano….
– 09/02/2017
Carlo Veropalumbo
POESIA: Tra luci artificiali e verità tra finti diavoli e finti angeli e veri entrambi c’è chi sta rinchiuso nella sua fragilità come una farfalla legata a fili che non riesce a guardare con la paura di diventare qualcosa che non è ma che sa che il suo bozzolo eterno non sarà e che la vita non del tutto imparerà e con la tristezza della consapevolezza sta ora vola e va – 09/02/2017
Marialuisa Belcore
POESIA: Anche solo per lo spazio di un mattino. …
E mi arrendo
mi abbandono
mi lascio trascinare.
Lentamente cerco riparo
tra le lievi luci della Tua penombra.
Lento lo scivolate dell’anima mia
cerca invano di legarsi a se stessa.
Cerca un appiglio …. cerca un respiro. …
Cerca. …
Ma poi ferma li
Lì dove Tu hai deciso che doveva stare
Essa lì. …
Li. …e in nessun’altro posto. …
Muta. …inerte. ..ferita. ..
Volevo un mondo all’altezza dei sogno che ho
Anche solo per lo spazio di un mattino. – 09/02/2017
Loredana Marrapodi
POESIA: Il sole morendo trafigge
Il cuore di una pena gentile
È allora che il placido mare mi copre come una coltre leggera
È in un incontro d’amore
Mi accoglie
Protettivo
e mantiene le promesse di pace
Mentre i pesci guizzano muti
Le conchiglie stanno a guardare
nell’azzurro infinito.
Sei tu il gabbiano
Lassù . – 09/02/2017
Gabriele Vannucchi
POESIA: Sulla spiggia- E’ il tronco di un albero morto
cullato dall’onde alla riva.
Coperto di alghe e conchiglie
strappato dal fulmine ai monti.
Un tronco ormai senza vita
Quel tronco non serve più a niente.
Lo gurda , la gente.
Qualcuno lo spinge di nuovo nell’acqua.
Il mare comunque lo culla
seppure non serva più a nulla.
– 09/02/2017
antonietta lisco
POESIA: Mi sento di appartenere
si appartengo
Mente Cuore Anima
Ma nell’appartenere sbaglio
Sbaglio nelle emozioni
Nelle parole
Nelle azioni
Devo essere più attenta
Più forte
Meno istintiva
Mia caratteristica
A chi appartengo chiedo perdono
Per i miei sbagli
Sarò più accorta
Sarò speciale. Pet te. Mia – 09/02/2017
Croce Costanza
POESIA: U B I S U N T di Croce Costanza
UBI SUNT? Dove sono?
Sulla luna …
Ove tutto si raduna
Ciò che si perde sulla terra
Sulla luna vaga ed erra
UBI SUNT? Dove sono?
Sulla luna
specchio della mia debolezza
di ogni mio desiderio
che mi dà tristezza
e come brezza
mi bagna
di acqua che ristagna
mi congela
mentre la mia vita anela
verso occasioni mai colte
mai raccolte
sentimenti senza svolte
sono le mie voglie sepolte
i movimenti sempre assenti
impotenti
o distanti
con riflessi contrastanti.
UBI SUNT? Dove sono?
Sulla luna…
Ove tutto si raduna
Ciò che si perde sulla terra
Sulla luna vaga ed erra
Sono la luna
quando si nasconde
come le mie ansie più profonde
sommerso dalle onde
perso sulle sponde
o sulla riva
alla deriva
della mia vita negata
annegata
nei fondali del mondo
sprofondo
in abissi senza fondo
UBI SUNT? Dove sono?
Sulla luna…
Ove tutto si raduna
Ciò che si perde sulla terra
Sulla luna vaga ed erra
Sono la luna
quando guardo la notte
il buio della mia sorte
i ricordi della morte
dei respiri interrotti
dei fiati spezzati che si sono allontanati
liberati
o forse rinati in mille altre forme evanescenti
e li cerco
non li vedo
sono assenti
o trasparenti
UBI SUNT? Dove sono?
Sulla luna…
Ove tutto si raduna
Ciò che si perde sulla terra
Sulla luna vaga ed erra
Sono la luna
in mezzo al temporale
tutte le volte che sto male
di presagi funesti
di occhi sempre desti
del mio corpo senza posa
del mio corpo che non riposa
e non osa
chiudere gli occhi
lo spavento
coglie ogni più piccolo movimento
lento
ed è tormento
lento
come brividi di freddo
quando il fuoco è spento
UBI SUNT? Dove sono?
Sulla luna…
Ove tutto si raduna
Ciò che si perde sulla terra
Sulla luna vaga ed erra
Sono la luna
quando è piena
offro la mia bellezza
nessuno apprezza
non ricevo una carezza
una mano che mi sfiora
una memoria che mi onora
un cenno di consenso
che dia senso
al mio agire
al mio continuo divenire
alla voglia che mi manca
alla vita che mi stanca
e muoio lentamente
tra l’indifferenza della gente
e vago
cerco un luogo perduto
il posto che non ho mai avuto
un posto dove stare
e potere riposare
e cammino
nulla e niente mi è vicino
sono un neonato senza storia
sono un vecchio senza memoria
come Astolfo cerco il senno
voglio potermi dare un senso
un pensiero a ciò che penso
ma vago ed erro
in quello spazio immenso
UBI SUNT?
Sulla luna
dove tutto si raduna
cerco il senno che ho perduto
non lo trovo
forse
un senno
non l’ho mai avuto.
– 09/02/2017
Salvatore Saporoso
POESIA: OCCHI NERI
Vedo ancora le sue braccia tese verso di me, nella vana speranza di un ultimo abbraccio e quel bambino dal corpo ormai spento, avea dentro se, lo stesso mio sangue e adesso bagnava la mia terra. Ma se avessi avuto uno soltanto di quei lunghi coltelli, la mia terra si sarebbe dissetata di tutto il loro sangue.
Solo i cavalli sarebbero tornati indietro a dimostrare che quella è la fine di chi tocca il mio popolo.
Io rispettavo tutto, avrei rispettato anche loro, se fossero entrati tendendomi la mano.
Hanno ucciso un popolo che non chiedeva nulla se non quello di vivere libero nelle proprie terre.
Ho visto donne coi loro bambini, morire sotto gli zoccoli dei loro cavalli.
Ed io urlare … urlare impotente, che ancora oggi fra le rocce l’eco si sente.
Hanno ucciso anche me, hanno ucciso il mio corpo, ma un bianco non sa che nel mio c’è anche un’anima, perché lui non l’ha mai avuta.
Ma io sono ancora li, su quelle terre, con archi e frecce.
Hanno ucciso il mio corpo, ma non il mio spirito e non lo faranno mai.
Io ero un grande capo e il mio popolo non meritava di fare questa fine.
Ho fallito e il mio dolore è immenso.
Adesso ho ancora una persona da proteggere, mia mamma.
Un leone contro di lei, perirebbe prima ancora d’aver mostrato i suoi denti.
Solo la Grande Madre può portarla via da me, contro di Lei non posso far niente, ma ogni sera prego che porti prima via me.
Salvatore Saporoso
– 09/02/2017
Giuseppina Gifuni
POESIA: Di notte
Di notte
Al buio nel mare
Di soppiatto
Senza nessun sciabordio
Tre ippocampi
Ignorando la loro natura
Incontrarono
Tre bellissime
Stelle marine
E fu subito
Amore – 09/02/2017