Francesco Cusumano

POESIA: Il Vampiro

Svanisce la luce al morir del tramonto
Sì come la vita al cospetto del tempo,
Che schiavo e sovrano d’un corpo ormai spento
È il solo compagno di un animo eterno.

Abbandona il giaciglio al calar della notte
E tenebre infligge ai custodi del sonno
Che ignari spalancano ad egli le porte
Di regni dannati occultati dal giorno.

La luna si oscura e la notte gioisce,
Nel buio gli eventi son dati alla sorte;
Di pochi è l’ardir di simili incontri,
Ma il fato talvolta di accidia ferisce.

Non ha compassione, né risentimenti
Se non nel desiar la sua vita mortale;
Dei ricordi è il tempo un nemico fatale
Il cui inganno raggira gli eventi correnti.

Seduce le vergini con abili baci
Che affondano audaci in cerca di vita;
È la sua sete avita che lo spinge alla caccia,
Ma preserva al destino quell’ultima goccia. – 03/02/2017

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Girolamo Di Paolo

POESIA: Da : Il Migrante
Un mare di sogni

D.G

Sto affogando in un mare di sogni
In un barcone alla deriva
non so dove ,ne quando arrivo

Mi indicano la strada le stelle
ma io non le capisco
so solo che son belle e luminose

Sto affogando in un mare di guai
il freddo della notte mi fa compagnia
mi penetra nella pelle mi accarezza le ossa

L’odore del mare non è male
ma preferirei qualcosa da mangiare
che non fosse salato
sono due giorni che non mangio altro

Siamo tanti eppur mai
mi son sentito cosi solo
mi aggrappo a tutto
pur di non cadere in mare

L’aurora mi da sollievo
un altro giorno si avvicina
non sai quanto amo
il colore della terra
ora più di ieri è simbolo di speranza

Sto affogando in un mare di sogni

– 03/02/2017

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Milena Maniezo

POESIA: Poesia Titolo ” SCRIVO ”
è un inedito
…………………………………………………..
Scrivo , si scrivo con il cuore in gola ,
scrivo per non pensare,
per dimenticare, per ammazzare il tempo
che passa e và;
quello che mi separa da te.
Scrivo ,perchè non non ho nessuno
nessuno con cui poter parlare, dialogare
come un tempo facevo con te.
” Era bello, mi piaceva molto “.
Di te, caro amore mio mi mancano
soprattutto le nostre chiaccherate
mi mancano davvero tanto ,e nel mio dolce ricordare penso ad alta voce .
QUANTI ?
Si ! a quanti discorsi ,in sospeso tra noi .
é passato ,tanto tempo dall’ultima volta che ci siamo visti eppure ancora oggi come ieri io , io non faccio altro che pensare a te ,al ttuo bambino ormai cresciuto ,a noi!
all’ amicizia ; alla bellissima amicizia ,e affetto sincero che un tempo ci legavano.
Scrivo ,ho scritto davvero tanto e nel farlo alcune volte ho pianto .
Ho pianto tanto ,di nascosto ,in silenzio .
Adesso scrivosi ! scrivo ancora
vorrei fermarmi ma fino a quando sò che c’è qualcuno di molto speciale per me che ama leggere quel che scrivo ,
continuo instancabilmente a farlo.
Quando tu ,amore mio non avrai più voglia di leggere io non avrò più voglia di scrivere;e sarà il nostro un capitolo chuiso
chiuso per sempre .
TI VOGLIO BENE .( SCRITTA DALL’AUTRICE IN DATA 01/06/2015 ORE 21:16 – 03/02/2017

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Liberina Russo

POESIA: Li ho visti in un giorno di sole e vento,
gli occhi dello sposo,
occhi profondi come il buio
che cullavano un raggio di luce.
Li ho incontrati nella sacralit
di un gesto di dolore
e di un attimo di paura.
Dalle tue labbra
sbocciavano fiori di primavera,
dalle tue mani
pugni mai dati,
dalla tua pelle
onde di malinconia.
Così pesante e assente quella tristezza,
così leggere e presente quella purezza.
Dietro uno specchio antico,
lo splendore e l’incanto
di uno sposo bambino.
– 03/02/2017

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Elia D’Adamo

POESIA: Concerto

Metamorfosi dal muto al sonoro:
le corde s’odono vibranti
pizzicate di suono,
pizzicate d’incanto,
le braccia di un organo
si alzano tutte insieme verso il cielo
per accarezzare la mano di Dio.
Mari agitati schiaffeggiano la roccia,
poi, più calmi, teneramente la baciano,
si raccolgono in un manto,
le foglie bagnate di colori
che la natura inventa e ricrea,
al tocco d’ogni stagione.
Quando leggiadre, le fate,
si adagiano sull’arpa che giace,
e anche il violino tace,
inizio a danzare
la musica che rimane,
inchinandomi all’ultimo riflesso di luna.
– 03/02/2017

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Andrea Mazzucca

POESIA: Ucronia

Risulta amaro il sangue di ratto
Mi avvelena partendo dal petto
Scheggie di polmoni fra le dita
Parenchima che pulsa di vita

E ho maciullato la carne al conflitto
Pressato forte,imbrattato il soffitto
Se ricadono i pezzi,il suono è già vecchio
Come goccie di pioggia,su un madido specchio

Tutto ha un suono, una certa frequenza
Un’ indomata sequenza
Cadono i pezzi e il suono è già vecchio
Goccie di pioggia su un madido specchio

Insita è la mia malattia
Vivere il tempo con l’ucronia

– 03/02/2017

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stefania giannitti

POESIA: “Sono io”
O mio Dio, quante volte
mentre guardavo la strada inondata dal sole in un caldo pomeriggio d’estate
mentre percorrevo con la mia auto il tratto di strada tra me e la mia stazione di imbarco
mentre un vapore liquido tentava l’impossibile ascesa dall’asfalto rovente verso il blu azzurrino del cielo
Quante volte senza aprire bocca ho espresso nel mio pensiero questa esclamazione.
Non riesco infatti a non stupirmi mai abbastanza di fronte a cotanto spettacolo naturale ,
gratuito e scontato,
che di volta in volta si svela a me che
ho sempre voglia di stupirmi e riempirmi di ammirazione
nonostante stia percorrendo l’ennesimo tentativo di sfuggire ad un destino segnato
assegnatomi dalla sorte.
Se solo avessi avuto il tempo di prepararmi
Che so di abituarmi all’idea….
Ma andiamo per ordine
In principio lavoravo anche con una certa soddisfazione
Un po’ qui un po’ l
E non riuscivo a comprendere come mai
Sempre per un tempo limitato
Sempre con pochi soldi di retribuzione
Ma da grande ottimista come sono
E lo sono nata
Pensavo sempre
Cambier
Bisogna solo avere pazienza
Nel frattempo
mi sono sposata, ho avuto dei figli e sostanzialmente sono stata
Mantenuta

Da mio marito che col suo vero lavoro ha sempre provveduto al mio mantenimento ,
al mantenimento dei figli
e al buon funzionamento della casa.
Ma non contenta di ciò
Mi sono separata
Ovviamente, mi sono messa a cercare
Cerca qui cerca là: buddisti, animisti, indù, yoga, meditazione
Ho trovato
Mi sono trovata!
Camminando per strada incontri ogni giorno tante cose.
Esci e lo stupore ti avvolge
E ti svela ogni volta una cosa nuova.
Se la fuliggine ti avvolge ,
si attacca e non ti fa respirare
vai in un posto ventoso
esponiti
allarga le tue braccia e lascia che tutto si compia
Il vento clemente e amico
Ti detergerà la pelle
E i tuoi pori ritroveranno il respiro
Lieve e perfetto
Fatto di mettere e levare
Un ritmo lento, antico
Che a volte rallenta a volte accelera ma sempre nel rispetto
Armonioso
Dell’intero respiro universale.
Se l’armonia del mondo mi toccasse,
ci toccasse,
non ci resterebbe altro che svanire
svaporare come la bruma estiva
con l’unico intento di raggiungere il blu azzurrino che ci sovrasta ogni giorno.
Desiderando soltanto di perdersi in un
Istante di perfezione assoluta
Che per fortuna il suono di un clacson di saluto interrompe
E mi obbliga a rientrare.
Sono io
Sono proprio io
Non più amante
Non più donna o uomo
Non pù…..
Sono io giglio del campo
Quasi niente più mi trascina nel limbo dei desideri
Sono soddisfatta,
forse troppo – non lo so- in quel luogo indefinito dove prima di
un si o
un no
tutto è possibile.
Là dove mi posso immaginare alla guida di una decappottabile nera
O a fare l’amore con un uomo abbagliante
O intenta a tuffarmi in un mare di dobloni d’oro.
Lo stesso stato semi liquido della bruma estiva
Che non sa
Se il caldo sarà abbastanza elevato per permetterle di ricongiungersi al blu azzurrino del cielo
O se sarà costretta
Col tramonto del sole
A ricadere al suolo.
E così il giorno dopo riprendere lo stesso cammino.
Ma io adesso no
Non sono più nel limbo delle possibilit
Sono in una realtà reale
Dove tutto è come è
E man mano che il presente si manifesta
È il mio presente
E non quello che avrebbe dovuto essere e non è stato.
Non più rimpianti
Quello che ho è esattamente ciò che volevo.
Così e irrilevante
Dire
Che sto viaggiando per raggiungere il mio imbarco come ogni giorno.
Rilevante è tutto ciò che vedo e realizzo che c’è intorno a me in ogni istante.
Rilevando la completezza del tempo in ogni cosa.
Sono arrivata.
Le onde spumeggiano intorno alla barca
Che obbedisce ad esse
Ondeggiando lievemente
E ancora e ancora
Senza opporre resistenza
E andrebbe certamente dietro a chissà quale corrente invisibile
Se non fosse saldamente ormeggiata alla banchina del porto con
Una robusta corda
In cui si distinguono distintamente
Tre trame di intreccio.
La mia non è una barca a motore,
benché un piccolo motore c’è, ma se ne sta sollevato al suo posto.
La mia è una piccola barca di legno
Su cui posso ospitare dai due ad un massimo di quattro passeggeri
Che pagano me
Affinché li possa portare
Lungo la costa rocciosa e frastagliata di una grande insenatura della nostra baia.
Mi pagano perché io possa mostrargli
Scorci di infinito
E bellezze visibili solo da diverse insenature.
– 03/02/2017

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FLAMMINI MARIA LAURA

POESIA: Resto bambina….se penso a bimbi festanti che giocano giochi fatti di niente, se penso all’andirivieni di formose figure con odorose tavole sul capo, alle ginocchia bagnate di neve, alla carezza amorevole di donne con velo e crocifisso sul petto, al profumo dei pesciolini di liquirizia, all’uncinetto impugnato con la mano sbagliata, ai sassi, ai consueti richiami di voci paesane ormai estinte…..Resto bambina e lungo la strada scoscesa che porta da scuola a casa, il vento mi porta una voce……è la voce di mamma! – 03/02/2017

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Carlo Pontesilli

POESIA: Ho guardato dentro di te e
mi sono rivisto quando
ancora ero incapace a
risolvermi.
Uno scossone, un urlo e
tutto mi fu chiaro.
Vidi il tuo viso e la luce dei tuoi occhi e
nulla più ho temuto. – 03/02/2017

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