benkhallouk meryem

POESIA: Verso un destino inevitabile

Quel’acqua del fiume che scorre,
Per lungo o breve distanza arriva sempre ad una meta,
Finché vivo porta con sé la vita,

Una volta quel fiume si asciuga, niente acqua, niente vita e nessuna meta.

E quella foglia secca persa, si fa dondolare,
E si lascia portare
Affidandosi alle danze dell’acqua del fiume,
Ogni tanto sembra un bambino emozionato che saltella di gioia,
Ed altri volte sembra in uno stato meditativo,
Un concerto di percussioni quel suono dell#039;acqua, ma a volte sembra che nn si è mai mossa.

È quella foglia secca, dopo la sua morte decide di farsi trasportare da quella stessa acqua che le ha fatto nascere,
Percorrendo con essa il suo stesso destino, vivendo i suoi stessi stati, ballando sulla sua musica,
A volte si ferma dietro qualche ostacolo,
E poi di nuovo riprende il percorso dell#039;acqua, avanti cosi,
Verso un destino sconosciuto ed inevitabile.
Quella foglia secca è morta veramente?
Un ciclo di riciclo è la vita
È così tutti viaggiamo soli o accompagnati verso un destino inevitabile. – 23/01/2018

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Tipaldi Amelia

POESIA: E poi arriva quel giorno.

Lo zaino nuovo che sembra troppo grande.
Il passo timido verso un edificio che ancora non conosci.
Gli occhi spalancati in cerca dei compagni della scuola materna.

Un sorriso, il tuo che nasconde curiositÃ
Un sorriso il mio che nasconde felicità e qualche lacrima.

E c’è la tua piccola mano che stringe forte la mia.

Quante volte ho stretto questa piccola mano!
Di notte quando avevi paura degli incubi.
Al mare quando entravamo in acqua tra le onde
Al parco quando attraversavamo la strada.

E ora questa piccola mano
imparerà a scrivere parole e numeri,
imparerà che per parlare occorre alzarla
imparerà a tagliare la carne da sola.

Ora però questa tua manina devo lasciarla andare,
sta suonando la tua prima campanella.

Tu scappi via,
e la mia mano ti saluta da lontano.
Vai amore mio,
vai e diventa grande.

Di Amelia Tipaldi | sorgente: https://www.facebook.com/ – 23/01/2018

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villari petrolito armando

POESIA:

IL SASSO E L’ONDA

Stamani ho posato un sasso in riva al mare.
Le onde lo hanno lambito dolcemente,
rendendolo lucido, e splendente.
Tu eri l’onda, io il sasso.

L’onda

Per anni ho lambito coste
E accarezzato sassi….
Pochi in verità,
nel tempo levigati..
ma uno solo fra tutti,
difficile da trascinare,
inattaccabile dalle intemperie,
integro nonostante gli scogli,
è diventato lucido,
uno solo splendente,
perché prezioso granito.
Tu sei quel sasso….
Parlasti di noi
Tacendo questa luminosa verità:
che io ora,
onda,
voglio svelare al mondo……
E a te:
che ancora a volte,
ne dubiti.

Il sasso

In balia delle correnti,
sommesso dalle maree,
arenato sulla spiaggia,
quasi seppellito dalla sabbia,
ho atteso…….
Ho aspettato…..
Finche l’onda è arrivata,
lambendomi,
togliendo un poco per volta
la sabbia intorno a me.
Mi ha carezzato lievemente,
sussurrandomi la canzone dell’amore:
una volta,
e ancora una volta,
e ancora,
e ancora.
Riportando alla luce
Più splendente che mai,
tutto quello che era sepolto,
dimenticato.
Rendendomi immune al tempo,
alle intemperie,
rendendomi felice.
L’onda ancora non lo sa;
ma se prima ero arenato,
prigioniero su quella spiaggia,
adesso sono io a volerci restare…..
A tenermi aggrappato,
a splendere al sole,
ad essere lucido:
trasudante d’amore.
Perché sono sicuro;
perché non ho dubbi,
che quell’onda ci sarà sempre.

IL SASSO E L’ONDA

Stamani ho posato un sasso in riva al mare.
Le onde lo hanno lambito dolcemente,
rendendolo lucido, e splendente.
Tu eri l’onda, io il sasso.

L’onda

Per anni ho lambito coste
E accarezzato sassi….
Pochi in verità,
nel tempo levigati..
ma uno solo fra tutti,
difficile da trascinare,
inattaccabile dalle intemperie,
integro nonostante gli scogli,
è diventato lucido,
uno solo splendente,
perché prezioso granito.
Tu sei quel sasso….
Parlasti di noi
Tacendo questa luminosa verità:
che io ora,
onda,
voglio svelare al mondo……
E a te:
che ancora a volte,
ne dubiti.

Il sasso

In balia delle correnti,
sommesso dalle maree,
arenato sulla spiaggia,
quasi seppellito dalla sabbia,
ho atteso…….
Ho aspettato…..
Finche l’onda è arrivata,
lambendomi,
togliendo un poco per volta
la sabbia intorno a me.
Mi ha carezzato lievemente,
sussurrandomi la canzone dell’amore:
una volta,
e ancora una volta,
e ancora,
e ancora.
Riportando alla luce
Più splendente che mai,
tutto quello che era sepolto,
dimenticato.
Rendendomi immune al tempo,
alle intemperie,
rendendomi felice.
L’onda ancora non lo sa;
ma se prima ero arenato,
prigioniero su quella spiaggia,
adesso sono io a volerci restare…..
A tenermi aggrappato,
a splendere al sole,
ad essere lucido:
trasudante d’amore.
Perché sono sicuro;
perché non ho dubbi,
che quell’onda ci sarà sempre.

il sasso e l#039;onda

Stamani ho posato un sasso in riva al mare.
Le onde lo hanno lambito dolcemente,
rendendolo lucido e splendente.
Tu eri l#039;onda, io il sasso.

L#039;onda

Per anni ho lambito coste
e accarezzato sassi…
Pochi in verità,
nel tempo levigati,
ma uno fra tutti,
difficile da trascinare,
inattaccabile dalle intemperie,
integro nonostante gli scogli,
è diventato lucido,
uno solo splendente,
perchè prezioso granito.
Tu sei quel sasso…
Parlasti di noi
tacendo questa luminosa verità:
che io ora,
onda,
voglio svelare al mondo…..
E a te:
che ancora a volte,
ne dubiti.

Il sasso

in balia delle correnti,
sommesso dalle maree,
arenato sulla spiaggia,
quasi seppellito dalla sabbia,
ho atteso….
Ho aspettato…
finchè l#039;onda è arrivata.
lambendomi,
togliendo un poco alla volta
la sabbia intorno a me.

V.P.A.

| sorgente: https://www.facebook.com/ – 23/01/2018

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Monica Manente

POESIA: Mi ritraggo nel buio del mio dolore
Perché nessuna sappia, nessuno veda
Squarci sanguinanti di ferite traboccanti tristezza | sorgente: http://m.facebook.com/ – 22/01/2018

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Mazzia Cristina

POESIA: Tutto ciò che non dici,echeggia nella mia mente.Tutto ciò che non vedi,riflette nei miei occhi.Tutto ciò che non senti rimbomba nel mio cuore,Tutto quello che non sai provare,colpisce la mia anima.Come un’ onda,Si scaglia sulla mia esistenza. | sorgente: http://m.facebook.com/ – 22/01/2018

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Zucchetti Federico

POESIA: MORIRE

l’ultima parola sarÃ
quella di tuo padre
l’ultimo sorriso
quello di un amico,
l’ultima cura
quella di tua madre

ma l’ultimo colore,
l’ultimo odore,
l’ultimo tocco,
l’ultimo canto,
saranno tuoi
per un attimo soltanto – 22/01/2018

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Strocchi Silvia

POESIA: RICORDI ESTIVI
In spiaggia, in pineta, piccoli passi, alta frequenza, al mattino presto o tardi, lo stridío dei gabbiani, i colori dei pedaló a riva. I raccoglitori di conchiglie e il ritmo dei passi di chi correva.
Arrivava il suono delle onde, si sentivano le voci dei bagnanti ed io assaporavo l’assoluta libertà di correre…
Le impronte sulla sabbia, gli schizzi dei bambini.
I pensieri dentro i passi della corsa scorrevano lisci e andavano verso l’orizzonte a pelo d’acqua.
Estate bella, semplice e piena soddisfazione, non nei numeri del tempo o della velocità, ma nei colori di quel mare, nei battiti del mio respiro, nel ritmo della vita. Nella corsa. RICORDI ESTIVI
In spiaggia, in pineta, piccoli passi, alta frequenza, al mattino presto o tardi, lo stridío dei gabbiani, i colori dei pedaló a riva. I raccoglitori di conchiglie e il ritmo dei passi di chi correva.
Arrivava il suono delle onde, si sentivano le voci dei bagnanti ed io assaporavo l’assoluta libertà di correre…
Le impronte sulla sabbia, gli schizzi dei bambini.
I pensieri dentro i passi della corsa scorrevano lisci e andavano verso l’orizzonte a pelo d’acqua.
Estate bella, semplice e piena soddisfazione, non nei numeri del tempo o della velocità, ma nei colori di quel mare, nei battiti del mio respiro, nel ritmo della vita. Nella corsa. RICORDI ESTIVI
In spiaggia, in pineta, piccoli passi, alta frequenza, al mattino presto o tardi, lo stridío dei gabbiani, i colori dei pedaló a riva. I raccoglitori di conchiglie e il ritmo dei passi di chi correva.
Arrivava il suono delle onde, si sentivano le voci dei bagnanti ed io assaporavo l#039;assoluta libertà di correre…
Le impronte sulla sabbia, gli schizzi dei bambini.
I pensieri dentro i passi della corsa scorrevano lisci e andavano verso l’orizzonte a pelo d’acqua.
Estate bella, semplice e piena soddisfazione, non nei numeri del tempo o della velocità, ma nei colori di quel mare, nei battiti del mio respiro, nel ritmo della vita. Nella corsa. RICORDI ESTIVI
In spiaggia, in pineta, piccoli passi, alta frequenza, al mattino presto o tardi, lo stridío dei gabbiani, i colori dei pedaló a riva. I raccoglitori di conchiglie e il ritmo dei passi di chi correva.
Arrivava il suono delle onde, si sentivano le voci dei bagnanti ed io assaporavo l’assoluta libertà di correre…
Le impronte sulla sabbia, gli schizzi dei bambini.
I pensieri dentro i passi della corsa scorrevano lisci e andavano verso l’orizzonte a pelo d’acqua.
Estate bella, semplice e piena soddisfazione, non nei numeri del tempo o della velocità, ma nei colori di quel mare, nei battiti del mio respiro, nel ritmo della vita. Nella corsa. RICORDI ESTIVI
In spiaggia, in pineta, piccoli passi, alta frequenza, al mattino presto o tardi, lo stridío dei gabbiani, i colori dei pedaló a riva. I raccoglitori di conchiglie e il ritmo dei passi di chi correva.
Arrivava il suono delle onde, si sentivano le voci dei bagnanti ed io assaporavo l’assoluta libertà di correre…
Le impronte sulla sabbia, gli schizzi dei bambini.
I pensieri dentro i passi della corsa scorrevano lisci e andavano verso l#039;orizzonte a pelo d’acqua.
Estate bella, semplice e piena soddisfazione, non nei numeri del tempo o della velocità, ma nei colori di quel mare, nei battiti del mio respiro, nel ritmo della vita. Nella corsa. RICORDI ESTIVI
In spiaggia, in pineta, piccoli passi, alta frequenza, al mattino presto o tardi, lo stridío dei gabbiani, i colori dei pedaló a riva. I raccoglitori di conchiglie e il ritmo dei passi di chi correva.
Arrivava il suono delle onde, si sentivano le voci dei bagnanti ed io assaporavo l#039;assoluta libertà di correre…
Le impronte sulla sabbia, gli schizzi dei bambini.
I pensieri dentro i passi della corsa scorrevano lisci e andavano verso l’orizzonte a pelo d’acqua.
Estate bella, semplice e piena soddisfazione, non nei numeri del tempo o della velocità, ma nei colori di quel mare, nei battiti del mio respiro, nel ritmo della vita. Nella corsa. RICORDI ESTIVI
In spiaggia, in pineta, piccoli passi, alta frequenza, al mattino presto o tardi, lo stridío dei gabbiani, i colori dei pedaló a riva. I raccoglitori di conchiglie e il ritmo dei passi di chi correva.
Arrivava il suono delle onde, si sentivano le voci dei bagnanti ed io assaporavo l’assoluta libertà di correre…
Le impronte sulla sabbia, gli schizzi dei bambini.
I pensieri dentro i passi della corsa scorrevano lisci e andavano verso l#039;orizzonte a pelo d’acqua.
Estate bella, semplice e piena soddisfazione, non nei numeri del tempo o della velocità, ma nei colori di quel mare, nei battiti del mio respiro, nel ritmo della vita. Nella corsa. | sorgente: http://instagram.com/ – 22/01/2018

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Cailotto Beatrice

POESIA: Autoritratto

Sono il giallo, il bianco ed il violetto
dei fiori di campo d’estate, sbiaditi e asciutti;
e l’odore di braci verso sera, che nelle narici
inonda il borgo appena conosciuto,
o solo il mio quartiere di foglie morte.
Ed è vero, per pigrizia,
quando sembro un insignificante niente,
è per volontà d’essere edera
nel muro scrostato, di sole;
di trasformarmi in rosa
o di dissolvere in profumo
di caprifoglio o di magnolia.
Ma come un lago che si crede mare,
ondeggia con impegno e oscurità,
si appiattisce di bellezza e calma nell’istanza sconfinata del suo limite…
così questa mia carne forte è costretta ancora
a calpestare asfalto e silenzio.
Lo stesso silenzio d’infanzia, del giocattolo
abbandonato in cortile, del frutto del pianto
colto nel buio della stanza da letto
che forse passa solo grazie alle mie mani
quando stringono il tuo collo e le guance,
quando tagliano e graffiano e scavano per terra.
Percorrendo la strada allineata al passo della crisi dell’inverno, sono il ghiaccio della grondaia arrugginita. E se non analizzo,
se mi perdo di nostalgia davanti al capitello del mio egoismo,
se non ti guardo e sputo fumo,
quando mi riempio della luce che si riflette sulle maioliche dorate,
spero di fermare il tempo, livellare
e in un battito
contare nuovamente dallo zero all’uno mille volte, incurante di tutte le migliaia che mi pesano addosso.
Lo sforzo della bocca nel tuo piacere,
il pomeriggio itinerante resta vuoto,
più profondo della cima. In ogni città,
è nelle strisce di tramonto che entrano nei miei occhi dalle persiane abbassate,
nel cancello di vernice e nella compulsione giornaliera,
la mia casa.
| sorgente: http://www.poetipoesia.com/la-rivista/ – 22/01/2018

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chicco giuseppe

POESIA: AUTOPSIA DI UN POETA
Disteso sul gelido marmo giaceva il poeta
sulle sue labbra il ghigno beffardo
di chi con pungente ironia si compiace
d’aver raggiunto l’eterna pace.
Tutta la vita, intero percorso d’amore e poesia,
ora che al traguardo era giunto
toccava al patologo fare il punto.
L’addottorato macellaio di carne umana
nell’aprire il freddo corpo inerme
restava alquanto sconcertato,
non c’era malformazione alcuna,
erano implosi cervello e cuore
per abnorme quantità d’amore. | sorgente: https://www.facebook.com/ – 22/01/2018

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