Gambino Maria Rita

POESIA: Ti regalo una rosa senza spine per un’amore senza fine.La notte prima di andare a letto sei il mio ultimo pensiero guardo il cielo è vedo che c’è una stella che brilla.di quella sei tu dolce amore mio.TI AMO una parola di 5 lettere ma che per me vale molto di più. | sorgente: http://m.facebook.com/ – 22/01/2018

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Caramelli Simone

POESIA: A Laura.

Sei l’istante
un momento pioggia un altro sole
Un pensiero felice e uno triste
Mente sempre in movimento
Anima ribelle in direzione del cambiamento ma
Bloccata sulla soglia frenata dalle paure emotive
Pronta a cogliere l’attimo…
Essere in divenire alla ricerca della serenitÃ
Sei per me l’essenza di donna
Nell’aspetto nel profumo, nell’anima.

| sorgente: http://m.facebook.com – 22/01/2018

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cusimano calogero

POESIA: La poesia mi ha visitato ,nelle vesti di una ragazza di una bellezza inimmaginabile , leggendo col fiato rotto dall’emozione versi poetici sull’amore …Mi e’ entrata dentro e con lei mentre stavo per chiudere anche la follia | sorgente: https://www.facebook.com/ – 22/01/2018

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Cagnazzo Flores

POESIA: PAURA

Incubi
Qualcuno vuole uccidermi
La voce che non esce
Incubi
Mi nascondo poi scappo
Ma loro son veloci
Incubi
La tua immagine riappare
Oh mio Dio! Ancora lui
Incubi | sorgente: https://m.facebook.com/ – 22/01/2018

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Tesini cinzia

POESIA: IO SONO

Io sono il gabbiano bianco
che innalza le sue ali
verso l’orizzonte infinito.
Sono il vento che penetra
attraverso le fessure dei muri
imbiancati dalla salsedine marina.
Sono la piccola goccia di pioggia
trattenuta a stento
prima della tempesta.
Sono il vento della brezza marina
che danzante agita gli aghi dei pini
e tutto si addormenta,
tutto si calma ed ogni suono si cheta.
Non un lamento e tutto torna nella fredda
gelida notte del nulla.
Non una parola non un verso
ma solo la calma del mio essere,
che tranquilla prende in mano la sua voglia di vita
e torna a ridere a quella luna sognante
aspettando ancora una volta
la nascita di un nuovo giorno.

– 22/01/2018

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DI CARLO VINCENZO

POESIA: 15 GENNAIO 1968 -VALLE DEL BELICE

Soglie di paglia, soglie d’inferno
addio.

La luna non c’era
chi lo racconterà agli uomini?
Un gatto assiderato,
una mano chiusa nell’istante
che la morte la ghermiva
una croce desolata?

A che Vale piangere ormai
soglie di paglia,soglie d’inferno
a che vale piangere ormai?
Voi siete nate inferme,
vissute in un cimitero
polveroso, senza fiori.

E la luna non c’era!
Dio mio com’è possibile?
Si, c’era la morte,
da sempre!
La vedevo negli occhi
della gente che fuggiva,
la vedevo negli occhi
della gente che restava,
la vedevo nel silenzio
perpetuo dei monti.

Soglie di paglia, soglie d’inferno
addio.

Io
non tornerò mai più da voi,
non voglio.
Esistevate solo nella mia
fantasia, nella fantasia
di quei vecchi monti,
di quella gente che non sapeva
neppur di vivere.
Io
vado per sempre.

Ma la luna non c’era
quella notte,
peccato!
Chi meglio di essa l’avrebbe
raccontato agli uomini
soglie di paglia, soglie d’inferno? – 22/01/2018

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Di Carlo Vincenzo

POESIA: AL SOLDATO JOHN

Un Mitra
Una Croce

Vagamente ridicolo in tale armatura
Novello Torquemada dall’Inno
Arroventato di superbia
Liberatore e schiavo
Carnefice di sentimenti
Saggiamente intessuti
Nello stupido canovaccio della Gloria
Celebrato poeta prezioso e raffinatp in crudeltÃ
Affettuoso genitore dell’Odio
Te ne vai soldato John
Sputando veleno e fuoco dalla bocca

Un Mitra
Una Croce

Ora un rosso petalo di rosa
Vomitato dal tuo cervello insano
S#039;è posato dolce come il sonno
Dell#039;ubriaco tradito dalla moglie
Sulla tua fronte corrucciata

Te ne vai soldato John
Stringendo un Mitra nella destra
E tra i denti una Croce di metallo – 22/01/2018

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Greselin Fabio

POESIA: Falena

Perché ti trovasti nella mia stanza
o falena?
perché cercasti irrequieta una luce
che in attimi si sarebbe adombrata?
Quando cessò il sole d’arder le pietre
giungesti qui, nella mia afosa stanza
senza saper di che tempra fossero
i perigli dei miei insani fastidi:
la mia disumana voglia di quiete.

O falena
perché t’annidasti dentro i meandri
delle lampade ardenti, dimmi perché?
Perché batter le ali inutilmente?

O falena
Se solo t’avessi detto all’orecchio
la mia disumana voglia di quiete
(ma disumana è la mia vita insonne)
forse un giorno di più avresti librato
le diafane ali tinte dai pennelli
di un’altra alba e avresti ancor danzato.

– 22/01/2018

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Ignelzi Elena

POESIA:

Adolescenza

Un giorno andremo
nel sole Deborah,
mano nella mano,
lungo una strada
di finestre in fiore.
Tu mi guarderai,
bambina vestita
di bianco,
E mi chiederai:
” Mamma cos’è
l’amore ? “.
Io cercherò di spiegarti, figlia mia diletta,
I misteri della vita…
ma non sarÃ
che un sogno.
Sarai già donna.

– 22/01/2018

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