Angelo Greco

POESIA: Tramonto
Arde all’orizzonte
la lunga lingua di fuoco
che si specchia nell’acqua
in lunghe scie colorate.
L’ombra presto incombe
e la luna fa capolino,
mentre il sol si nasconde.
piange il mare e si dispera
e il ciel si accende
di tante lucciole splendenti
e tutto poi diventa sera. – 19/04/2017

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Fabio Raiola

POESIA: Il Fiume dei miei pensieri
continua il suo percorso.
A tratti piacevole cammino
in paesaggi da sogno baciato dal sole
a tratti burrascoso
vorticante movimento
tra i massi del tempo e dello spazio
Si stagna in ciò che credevo importante
e diviene fango al tocco della realtà.
Il ritmo cresce con l’andare avanti negli anni
Parole , pensieri
speranze e illusioni
sono piccole increspature
diventano onde col passare di un nuovo cammino
Chiudo gli occhi per percepire meglio
per non allontanarmi dal ricordo
di ciò che ho vissuto
e della paura di ciò che mi attende – 19/04/2017

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Massimo Trapanese

POESIA: Vivo nella tempesta

L’onda
che infrange il suo ruggire
m’uccide con dolcezza.
Senza dolore
strugge e m’accarezza
per il tanto amore
che in fondo
nel portentoso turbinio
vive ardente di passione. – 19/04/2017

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Eleonora Senese

POESIA: Ricordo

S’odono rintocchi di un pendolo antico,
sulle onde, un sentimento nemico,
scuote i cieli plumbei la tempesta
e trema la terra di chi la calpesta.
Il ricordo alimenta una debole candela,
resta impigliato nella sua stessa ragnatela
su decine e decine di fili d’argento
il bacio d’addio al nostro fallimento.
L’intero universo suona per amore,
scuro e perfetto nella sua imperfezione:
siamo fuggiti lontano da noi stessi,
infranto il voto che ci eravamo promessi.
Attraverso del destino ramingo il sentiero,
il fiume trascina menzogna e mistero,
ma prigionieri di una libertà inesistente,
ora divisi, ci amiamo veramente.
– 19/04/2017

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A. Latif D. Ali Al Saadi

POESIA: 10) In un caffè romano

Nel caffè …
Con gli sguardi …
Le domande,
Si ignorano le facce.
Nel caffè …
Ci sono corpi …
Si identificano nella pigrizia.
Corpi … Che si spogliano …
Dimenandosi …
chiedendo un contatto,
o … desiderando l’ignoto.
Nel caffè …
Si mostrano – nudi – i corpi …
cosce …,
si nascondono …
le mani o … le gambe accavallate.
si sfiorano i seni,
insieme affrontano il cielo.
Brillano …
Li fanno brillare di più:
il calore dell’estate,
o … le lampade della serata.
Nel caffè …
Si incastrano le voci,
si affollano i sospiri dell’amore,
un amore tenuto nascosto.
Si accelerano gli impulsi,
di un dolore umiliato.
Nel caffè …
donne da sole … in solitudine
sopprimono i disederi.
Osservano attente le facce e i corpi,
Dietro l’oscurità delle lenti
E gli uomini ossessionati dalla virilitÃ
Si denudano dei loro capricci,
i piaceri dell’ascolto …
e gli sguardi rubati.
Nel caffè …
si uniranno le voci
Si incorpano gli anelli dei fumi.
Nel caffè …
Si sfiora un sogno … fioriscono sogni …
E si illuminano idee … i pensieri …
O … si spegne un desiderio …
Nel caffè …
L’uomo dimostra la sua natura …
si esamini la situazione …
a presagirlo … fonti di contraddizione …
o … contraddizioni
e gli affanni delle speranze …
speranze rimandate all’orizzonte …!

Latif Al Saadi
21/04/2002
Roma

– 19/04/2017

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Isabella Errani

POESIA: LINFA VIVA

E appena svolti l’angolo
subito dopo il primo inciampo di fango
concediti un sussulto
oltre le rovi-ne dei tuoi mancati abbracci

Slacciata da ogni rispetto
la tua mano potrà anche vedere illividire i miei nodi
guardare le tue scarpe sporche
sulla mia legnosa carne

Ma concediti un sussulto
oltre i g-echi lontani della tua mente
io non appartengo a te
linfa viva è la mia anima

Io sono ovunque.
– 19/04/2017

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Luigi Savalli

POESIA: Il muro

Forse esiste
al di là di ogni logica
un mondo fatto
di suoni e colori
dove ognuno
senza sforzo apparente
si libera si catene
dando spazio al presente

Un mondo suonato
un mondo dipinto
trasmesso a volte in maniera
incoerente
un mondo perfetto
un mondo sicuro
la nostra follia
è al di là di quel muro. – 19/04/2017

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Alessia Leone

POESIA: Bisbigli
La diaspora della Coscienza del Cuore volge all’estinzione.
Il cuore confuso, inquieto, irato, nascosto, dolorante dell’illusione della perdita, come se mai avesse posseduto alcunché, vuole la pace con il Tempo.
La trova solo Qui e Ora.
Piedi nudi nella Terra, Madre strozzata agonizzante avvelenata per mano degli stessi figli, stolti ribelli e fieri.
Che storia sbagliata.. o forse no… Niente è già deciso e tutto cambia sempre!
Guarirai, guarirai presto,
Se sarai pronto a donare senza chiedere
Ad osservare senza desiderare
A toccare senza prendere
Ad ascoltare senza giudicare…
Lì, spogliato del falso te per cui tanto ti sei dannato,
Riscoprirai l’Amore,
Lo stesso divino che preghi ed imprechi senza saperlo, parlando a te stesso sinceramente…
Allora avanti!
Viviamo totalmente e pienamente le emozioni della nostra epoca, l’Era del Grande Ritorno.
– 19/04/2017

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Gianfranco Benedetti

POESIA: Luci Senza parcelle

Cieli blu sopra di noi, che vuoi di piu?…
Guarda su, l’immensità ti prenderà.
Spazi senza confini, mondi immaginari
Che hai mai veduto?
Notti con tante stelle luci senza parcelle
Che hai mai pagato…
Sole mio,stai sempre lì non dirmi addio!
Sorgi ancora, regalaci la tua allegria.
Raggi a picco sul mare
Leggili, sono messaggi da decifrare
Ascolta queste parole
Sono quel che ci vuole per meditare.
La notte ti accende, a volte è eccitante
Avvolge, ti prende e scioglie l’istante
La Luna è curiosa e vede ogni cosa
A volte scompare, per non guardare giù
Un cielo stellato lo guardi incantato
E’ gratis l’invito nessuno ha pagato mai
Spazi senza confini, mondi immaginari
Che hai mai veduto?
Notti con tante stelle luci senza parcelle
Che non hai pagato mai.

– 19/04/2017

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Francesco Meo

POESIA: L’anima di metallo

Strilla urla si ferma, sbuffa.
Il traghettatore di metallo è arrivato.
Spalanca le sue innumerevoli bocche,
pronto ad inghiottirmi in un vortice di ricordi
e dolori che difficilmente andrà via.

Tre i gradini che mi portano su.
Tre, come gli anni assieme a lei,
Tre, come le ore che separavano i nostri sguardi
in una notte.

Un brivido mi congela, non c’è nessuno!
Vagoni lunghi e vuoti,
che tanto somigliano alle mie giornate.

È la resa dei conti.

Siamo io e il mostro.
I miei occhi sono già lì,
ancor prima che me ne accorga
affogano in una pozza d’acqua.

È qui, tra queste lamine di ferro,
che ho lasciato la mia anima.
È qui, che il tempo sembra non passare mai.

È qui, soltanto qui,
che nel inutile vagar l’anima si dispera,
ricordando giorni di un tempo, che era ciò che era.

Ancora una volta vinci tu, Mostro,
portandomi in un mondo estinto… il nostro.
– 19/04/2017

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