Antonio Lattanzio

POESIA: “L’ultima pinta”

Parole, sviste, miraggi
lodi, inni, ricordi
mi scoraggia il guardarti negli occhi
tra le peripezie della notte
alla fine d’un vicolo
sotto la luce d’un lampione
c’è un barbone che si scola una pinta
per dimenticare
semplicemente scordarsi
chiudere gli occhi
e sentirsi trasportare
tra i sussurri del vento
lasciarsi andare
sono solo i tuoi occhi
il motivo per cui resto qui
penetri il mio animo con quello sguardo
da qui giù sembri in camicia da notte
ma poi lasci cadere le tende
e spezzi il sottile legame
che mi ha fatto sentir vivo
ed io
da qui giù
abbasso lo sguardo
e mi scolo l’ultima pinta di whisky
illuminato da un lampione
alla fine d’un vicolo qualunque. – 18/04/2017

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Elisabetta Di Natale

POESIA: Candore

Un soffio lieve che sa di neve,
potrebbe dissetare
il mio spirito arido,
che ha vagato
per secoli nel deserto
dell’anima.
Ho gli occhi chiusi,
per non distrarmi
da impercettibili richiami,
che sanno di celeste.
Forse il mio credere
non sarà più segnato dai confini,
ma si eleverà a qualcosa
che assomiglia a fede.
Sarà la tua carezza
che mi farà comprendere
il tuo immenso amore.

– 18/04/2017

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anna maria vultaggio

POESIA: Dolore solo dolore,
ogni volta che la migliore espressione di sè
viene soffocata da quanti ci circondano,
ci accerchiano,
imponendoci le loro logiche
che ci allontanano da noi stessi.
La forza naturale, che si sprigiona
dalle regioni più remote
della propria interiorità,
da sola non basta a sconfiggere
quanti ci assalgono.
No, con buona pace di molti
da sola non basta.
E’ necessario che essa,
pur restando intatta,
sia sostenuta dalla forza e dal gemito
della preghiera,
capace di aprire voragini,
da cui sgorga la certezza
che vincere la morte
è possibile
e da cui la vita che si sprigiona
apre sentieri verso il futuro
che più in profondit
desideriamo. – 18/04/2017

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marco morisi

POESIA: IL GIORNO DELL’ESAME
Veniva da un biancheggiante mare
d’ingarbugliate onde, il forte vento
che andava rotolando le molte
lampeggianti nubi e sulla marina
le ammassava come irrequieto gregge.
Quel tempestoso fiato di resinosi pini,
subito prese a squassare le abbarbicate
ginestre del costone a picco.
Parole e musica d’autore sconosciuto,
spandeano intorno quel po’ di verit
che il mondo sopportava.
Gli uccelli procellari che il tepore
del sole mattutino, avea addormentati
dondolando, presero a rimescolar con
l’ale poderose quell’aria profumata
ed aspra.
In quello mi svegliai, al riparo dell’erbosa
duna e capii d’un tratto che tutta
cancellata era di già la vecchia mente
mia e dolorosa.
Rimasto solo e nuovo, a divider con le bestie
il prossimo tramonto, scesi, come le nubi
al mare eterno e mi sedetti ad aspettare
quel che pocanzi la mente m’atterriva.
Tutto il vivo intorno, più non temea la voce
mia e le sembianze d’uccisore abituale.
Ero tornato niente, un mucchietto di sabbia
un po’ più scura che il mare andava
dilavando con piacere.
– 18/04/2017

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EMANUELA ROCCA

POESIA: Come è strana e bizzarra la vita

Ti regala emozioni…..Violente emozioni
Ti regala un amore……Un fantastico amore
Ti regala un sogno ……Un mega sogno
Ti regala la vita…..E poi te la ruba

Ruba le tue emozioni
Ruba il tuo amore
Ruba tuoi sogni

Può toglierti tutto

Può rubarti tutto
Ma MAI riuscirà a rubare il ricordo
del calore
delle emozioni
delle sensazioni
di questo strano ma intenso e sentito amore
per te—

– 18/04/2017

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Loredana Pelizzoli

POESIA: Lei
Soleva guardarmi nella sua estasi, quasi a scomporre le mie parti e a ricomporle nel suo cuore.
Una ballerina di Renoir in punta di piedi sfidava le mie paure.
La guardavo , nuda della sua stessa pelle, nascosto all’ombra di me stesso,
inebriato dalla sua innocenza.
Anfora preziosa, in Lei manifestavo i miei talenti, lasciando tra i vestiti i dubbi e le mille sfaccettature di ogni incertezza.
Nessun luogo per dimenticarla, era tutti gli attimi della mia vita.
Io vento che s’infrange nella roccia, Lei melodia di una spiga sul grano.
Indossava come perle le sue fragilità, le aveva rotte e ne aveva fatto collane.
Ma si fece sera.
Gli occhi a cercare negli angoli frammenti di Lei.
“Sfiorami ancora fammi danzare la notte respirando dal tuo cuore!”
Dalle nebbie delle umane incertezze era giunta alla Verità ,
una tartaruga sagace che raggiunto l’oceano ne contempla la spiaggia ,
perfino la vita si commuoveva nel vederla oggi risplendere.
Placida perla..
Mentre respiravo la solitudine, tra giorni e notti immutate, ne ricordavo la meraviglia tra i fiori che l’avevano incontrata, l ‘inconoscibile attendeva il mio risveglio,ed io vagavo tra sogni., ignaro che lei era l’aria stessa.
“Sfiorami ancora fammi danzare la notte respirando dal tuo cuore!”
Poi ho compreso vivevo nei ricordi , Lei mancava al mio futuro.
Allora dl di là dell’orizzonte degli eventi ho posto quel respiro che danzava nel tuo cuore e tu sei tornata! – 18/04/2017

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liliana buongiorno

POESIA: Solitudini
Combatto solitudini
Con pensieri d’amore
Illusioni vestite di vento
Che accarezzano.
Fredde mani
Occhi brillanti
Di liquidi diademi
Combatto solitudini
Con pensieri d’amore
Regalo amore
A te
Vestito della stessa solitudine
– 18/04/2017

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Marco Fiore

POESIA: Tracce che ritornano

Ho contemplato la notte
con l’inchiostro su carta, mentre tiravo lievi
tracce di noi, e sospiri dispersi
rientravano a letto, mentre lenzuola di fumi
svestivano il cielo, e mi guardavo dentro
con il rispetto che devo a Dio
e sognavo di te, frammento di vetro.

Una vita passata, suona lontano un ode
è la messa cantata di un angelo morto,
il cuore si spezza fa rumore nell’anima
mentre guardo disteso il foglio bianco
di lacrima, e tu… mi ami lì
e trascini via ogni lembo di pelle
creando macchie di sangue che costellano il cielo
di sera, col buio tornano, le paure tornano

e son solo di te.
di Marco Fiore
– 18/04/2017

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Michele Longo

POESIA: IO NON SO……

Io non so
se il premio stia nel viaggio o nella mèta da raggiungere
e se in natura tutto sia predisposto da un ordine cosmico
Io non so
se tutte le azioni condotte a fin di bene verranno poi comprese
e se del giorno sia meglio apprezzarne l’alba o il tramonto
Io non so
se superare la sconfitta solo con l’autostima procuri il dolore di vivere
e se la passione di un giorno sarà per sempre e se sarai tu a deciderlo
Io non so
se il soffrire della mancanza di libertà, lavoro, affetti e amore
sia maggiore della sofferenza di vivere i dolori in solitudine
Ma so
che se non trovi risposte alle domande e non aspetti più nulla dalla
vita che già ti ha dato tanto, potrà farti felice un amore non dichiarato
ne consumato, che resterà per sempre…proprio perché impossibile !

Milano, Luglio 2016, Michele Longo
– 18/04/2017

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Carlo Di Bella

POESIA: E quando, noi…
che cosa siamo noi?
se anche se si intende male.

La libertà di un poeta
che rende l’uomo libero
che cosa è, la mia libertà?

Anche se le stelle sono sole
cosa è che le rende libere.
Perchè?Molti sono i modi.

Cara Liberta, se chi ti esporta
in tutto il mondo è un militare,
cosa dobbiamo pensare?

Noi siamo la nostra mente,
la nostra libertà,
il nostro mondo.

Chi è che decide
sulla mia libertà?
Sulla mia vita?

E noi, che siamo noi,
possiamo essere noi
ed essere liberi? – 18/04/2017

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