Carlo Migliavacca

POESIA: SIGNIFICANZE
Gemiti di lunghe parole
ingoiate dagli anni
mi ripropone il vento della sera
come di vereconde bellezze
sciupate dal tempo
che si addensano ai piedi
quasi foglie di autunni perduti
nelle fosforescenti agonie
di estreme magnificenze di luce
riaccese per attimi
oltre l’azzurro.
Di ben altre certezze ha bisogno
oggi
la tua maturanza, cuore!
Solo al di là delle stelle
si sgomitolano i canti
che sanno, tutti, di eterno:
al di là della morte.
E le parole degli anni
tacciono impoverite
di gemiti senza nome
dissolvendosi, brune
nella profondità di un anelito
che riassorbe, tremando
l’intero universo smarrito.

– 04/02/2017

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ANNA ZITO

POESIA: Sottili trame l’uomo crea attorno a figure astratte del pensiero, fin dove arriva la parola,io aggiungo parole a parole su fogli sparsi. di poesia. …………. .Il silenzio,l’assenza delle parole. Ti dono il silenzio, l’assenza delle parole anche se amo i chiaroscuri del tuo corpo,il bacio della voce. – 04/02/2017

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Angie Patti

POESIA: nelle valli risuona
l’eco di un sentire
nei fiumi scorre
l’indolenza di un vissuto
un cuore alla deriva
implora tregua al tempo
che non cede il passo
ai vinti…
l’animo offeso vacilla
sulle onde fragili del ricordo
la ragione non fu clemente
con l’esile stelo
nutrito per diletto
e non per amore
mentre i venti della passione
biasimano il misero senno
dell’ indegna resa…

Angie Patti – 04/02/2017

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maria michela iannuzzi

POESIA: Se avessi udito solo con le mie orecchie avrei creduto ma non imparato,
Se avessi visto solo con i miei occhi avrei immaginato ma non compreso,
Se avessi toccato solo con le mie mani avrei posseduto ma non raggiunto,
Se avessi parlato solo con la mia bocca avrei detto e mai sentito,
Se avessi odorato solo con il mio naso mi sarei inebriata ma non avrei mai percepito.
Se tutti noi imparassimo a sentire attraverso la nostra anima la nostra vita avrebbe piu’ di un senso.
Pertanto chi per sorte o per sventura ne fosse privo non si dia per disperso, arriverà a capire prima dell’altra gente che è meglio esserne privi che non sentire niente. – 04/02/2017

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rosanna pisani

POESIA: Vorrei
Vorrei essere un mare immenso d’amore
per inondare il tuo cuore
Vorrei che fosse solido come una montagna
che fosse caldo come il tepore del sole
che fosse il vento affinche’ penetrasse
ovunque
Vorrei che fosse un fiore nel deserto affinche’
vivesse anche prive delle sostanze vitali

Vorrei essere in te, per essere amata.

– 04/02/2017

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pier mario fasanotti

POESIA: Decenza

Le stesse azioni di noia,
quasi ogni giorno.
Allora lancia discretissimi lamenti
a (ormai )pochi amici,
che sono sempre altrove.
E fa rotolare le pietre luride
su cui inciampa da decenni,
o dipana il gomitolo oscuro
che crede suo,
ma non è più tanto sicuro,
senza accertarsi se dentro
ci sia un nucleo
di minima decenza.
– 04/02/2017

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Svitlana Halaburda

POESIA: Un giorno
che muore
Sotto i tuoi occhi.
Onoralo.
La battaglia
finisce
senza nessun vincitore.
Gli eroi
banditi
dal popolo cieco.
Le bandiere
sbiadite
nell’oblio
del secolo.
E oggi
è un triste
continuo
di un ieri
razzista.
E tutti
si amano
in un domani
che
non esiste.

– 04/02/2017

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TERESA CUTRUFELLO

POESIA: E LE MEMBRA SUPPLICAVANO CIBO
IL CUORE PIANGEVA,
LA PAZZIA NASCEVA;
GLI OCCHI CHIEDEVANO AIUTO.
E LE MEMBRA SUPPLICAVANO ACQUA;
LA BOCCA ERA UN FIORE SECCO,
LE BRACCIA STELI SENZA FORZA
I PIEDI RADICI ASCIUTTE.
E LE MEMBRA SUPPLICAVANO LIBERTA’
MA LA LIBERTA’ NON FU
LA VITA NON FU,
NON FU NULLA
SOLO DOLORE E MORTE.
– 04/02/2017

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Alba sunshine Bettoschi ratti

POESIA: Riemergo a fatica
dal bozzolo di consuetudini vischiose
In cui sono cresciuta,
A stento domino
il vibrare imperfetto delle mie ali troppo corte
Troppo giovani, troppo inadatte
Al turbinio crescente del divenire.
Accolgo questa metamorfosi
Come un inverno precoce,
un rapido intenso dondolare sul ciglio ghiacciato di un’assenza,
un tuono.
Ne verrò a capo un giorno, non temo il mio filo nè la mano impietosa che lenta lo tesse .
Oggi però
In balia di questa danza che accelera e cessa senza avvertire, il mio corpo scomposto e immaturo s’arrende.
Con braccia di seta lascio la presa, affondo, chiudo in un soffio la distanza che gela.
Ascolto.
L’ultima torsione lascia spazio al moto fluido del ricordare.
E dormo.
Smettete di cercare.

◦ – 04/02/2017

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