Maria grazia Sotera

POESIA: Cammina. Oltre il mare c’è qualcosa che possa cambiare che sia la vita o forse qualcosa . Sarà ….ma io sarò lì a camminare ,per te e con te .forse camminare non si può ma pensare si può. | sorgente: http://m.facebook.com – 10/04/2018

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Chiarelli Bartolomeo

POESIA: Per Te

Sospeso in aria colgo l’aria è te la So
Dono Tesoro,
Della Natura il frutto Giusto che assaporo,
Nel tuo sguardo rispecchio la mia immagine,
Del mio cuore hai colpito il punto vergine,
Fai parte di me,
Due cuori ed un solo battito,
Due sguardi ed un solo riflesso,
Della mia anima hai preso in possesso,
Il sentimento più spesso,
Che vive in te adesso,
Confesso,
Di coccolarti spesso,
Di amarti come ti amo adesso,
Ma non lasciarmi mai sconnesso da fesso,
Cometa
Il mio amore è il calore
Riscalda il mio cuore
Non fa che lui muore. | sorgente: android-app://m.facebook.com – 10/04/2018

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Rapetti Erminio

POESIA: E’ silenzio
e tutto
anche la notte
sembra incantare
i miei pensieri
in un gioco duale .

La vita scorre
e per alcuni
questo scorrere …
si è fermato per sempre!

Ma
tutto m’appare chiaro
un infinito disegno;
crudele
bellissimo ,
un unico colore
nella stessa tela.

Uno
porta luce
e speranza
è movimento,

l’altro
è buio
statico,
spento
quasi inreale
ma…
supporto
consapevole della vita ;
dove vivere e
morire
m’appare un infinito crescere

e da senso alla vita!

10/04/2018

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vista cosimina

POESIA: Ovunque tu sia,resta nell’ombra del tuo pensiero,vivi per essere tu, la sola sensazione di essere perfetta nello stesso tempo vera senza ma senza se,sii tua come non mai ,amati ,rispettati,sarai sempre più bella ,più pura,non tradirti ,ascolta ,non fermarti mai ..l’egoismo brucia…tu no …con rispetto e amore…resterai mia…anima persa ma ritrovata….(original mina)
| sorgente: https://www.facebook.com/ – 10/04/2018

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Piergiorgio Piccoli

POESIA: UN RESPIRO A OGNI COSA
Fra le rovine di una notte arcaica,
fra l’occulto e la terra, le tortuosità scavate
e l’attesa di una profanazione,
mi adagio.
Gocce cadute, slancio di un respiro
in una polla di luna riflessa.
Il tempo si specchia all’indietro
in un’era smarrita.
Persa la sacra guida della giusta stella
cedo il passo ai bendaggi
e sopporto anche un cielo severo.
Non ricordo il sole
per la devozione all’anfratto.
Cullo un dolore giovane
e la sabbia degli anni abbraccia il volo,
con lo slancio di una sola mano
nervosa e stanca di adolescente.
Tocca terra anche il tuo pallore,
si scioglie il vermiglio del belletto nuziale.
Gusci di luce danno un centro ai tuoi occhi,
svanisce il mio limite e mi dissolvo
nella caduta.
Scompaiono come inumati
migliaia di secondi,
secondi a noi stessi.
Tu sei nuda come il vetro
costretta al pudore notturno
mentre io, accecato di stelle,
do un respiro a ogni cosa.
Lamento come graffio,
canto di sirena morente
troppo a lungo rimasta sulla riva.
Sanguina una ferita che non vedo,
mentre coltivo il mio congedo.
Né anni, né altri, né tempo
sul nostro scempio.

– 10/04/2018

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Magro Magro

POESIA: Vita.
Cos’è la VITA?
Un concetto astratto
Che dentro di sé
Racchiude tutta la nostra
ESISTENZA.

Nasciamo, studiamo, lavoriamo,
Ci facciamo una famiglia…
Tutto questo per cosa?
Qual è il senso di vivere una vita
Che è quasi sempre MONOTONIA?

Perché ci diamo tanto da fare
Per qualcosa che neanche capiamo?
Cerchiamo di rendere tutto più bello,
Ma alla fine della storia,

La verità è che siamo il componente di qualcosa di grande
Tanto grande che potremmo essere spazzati via
In un ATTIMO! | sorgente: http://www.poetipoesia.com/ – 10/04/2018

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Giulia Salmaso

POESIA: A cena.
Posto curato.
Tavolo in disparte, come piace a noi, quando siamo noi.
Tregua felice da un mondo ingarbugliato.

Parole altrui intrise di cattiveria, sguardi malevoli, inquisizioni su di una presunta normalità data dal proprio – unico – sentire.

Coppie adulte – solo le rughe lo suggeriscono – forse coppie coetanee, dal vivere socialmente accettabile: più adatto alla comunità pregiudizievole cui appartengono.

Figli a cena.
Figli cresciuti soli, tristi perché abbandonati a se stessi, quindi indisposti, quando non rapiti dai telefonini.
Figli come perpetuazione di un corredo genetico corretto, l#039;unico buono, il migliore: il loro.

Guardano, parlano di ciò che vedono: la gente.
Perché? Perché altro non sanno.

Aridi d’invidia per ciò che non sono più, certamente intrappolati in una rigida forma mentis.

La ragazza prende le ordinazioni, tratteggiando il momento come “flusso d’amore da non arrestare”, penso io, talvolta lezioso, ma celato in ogni sguardo, in ogni carezza appartata, nelle parole più semplici, nella crepuscolare incomprensione, che si chiarisce: è la chiarezza l’emblema dei giorni nostri.

Avanzano giudizi a mezza voce, su due età diverse, lontane è vero, come l#039;anno biologico – per noi numero asettico
– pesasse il cuore, le idee, la lealtà, il coraggio di affrontare insieme un cammino complice- Un’intima rivoluzione di due universi prima entropici ora comunemente stabili.

Comprendo solo dopo, i tuoi occhi fermi, agguerriti e osservatori, in difesa dell’istante prezioso, imperturbabile da chi vorrebbe ma non può scalfire, mentre sorridiamo, imparando la leggerezza e la frugalità. Comprendendoci.

Ogni esistenza ha i propri meccanismi, questo poi apprendiamo, nel giorno della tregua dai doveri.

Noi diversi, perché ci cerchiamo per bastarci e la felicità è nella semplicità – di versi – che ci concediamo.

Reciterei a testa alta, contro il grigio a cui approdano le loro considerazioni, le poesie più belle, ma ciò che gli altri non sanno mai è l’oceano burrascoso da affrontare, per trovarsi, prima di chiamarlo Amore.

E’ l’appianarsi della soggettività, quando egoistica, in virtù dell’ Uno.
E’ ogni riflessione, pronunciata in due e accolta insieme.

Cosí taccio, godendo il senso profondo di un momento perfetto, consapevole dello spazio e del tempo che separeranno ancora, nella routine di ciò che si fa per vivere, la Felicità. | sorgente: https://www.google.it/ – 10/04/2018

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Valeria Pennica

POESIA: Ho amato così tanto la vita anche se molte volte l’ho disprezzata, l’ho presa a calci e volevo lasciarla e non sentire più nulla
Per molto tempo ho sentito dolore, angoscia, paura, nostalgia di una lei ormai cresciuta
Per molto tempo ho cercato il senso del mio vivere,
non ho trovato una risposta certa
so solo
che quando sto un alcuni spazi di luce
mi sento infinitamente esistente
É in quell’istante Vita che mi sento eterna e non vorrei perderti mai
– 10/04/2018

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